GLI STRUMENTI
DEL REGIME
Marcello Pili
(L'Opinione 25.06.97)
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Il controllo dei media è uno
strumento del potere di regime e viene simbolicamente esibito come segno che
gli oppositori non riescono a fare alcuna opposizione dovendo arrancare
addirittura per dare l'informazione.
Così
se ci limitiamo ad arrancare nell'informazione senza preparare una azione
politica che dia prospettive a quei 25 - 30 milioni di Italiani che non
condividono e sono oppressi da questo regime, allora lo sforzo
sull'informazione, che già è forte e faticoso, risulta inutile. Non si capisce
perché il Polo non fa opposizione e l'idea che si usi l'incaprettamento giudiziario
di Berlusconi per occupare le sue reti di Televisioni e Carta Stampata e per
ottenere l'acquiescenza pol?itica è più che un sospetto.
Con
un'azione giudiziaria, e una legge sull'emittenza pronta a fare il lavoro del
boia dell'iniziativa privata questo è verosimile. Il millantato conflitto di
interessi vede ora tutta l'informazione o quasi è controllata dai comunisti (in
senso largo) e sembra che non ci sia più conflitto di interessi per i nuovi
possessori di questa informazione.
Il
possesso (ancorchè non proprietà) e l'uso di questa informazione come strumento
di regime è compatibile con la libertà? Io dico e grido di no! ! !Se tutta
l'informazione si prona all'ulivo - comunista è il regime. Se questo pronarsi è
ottenuto con minaccia mafiosa di distruzione delle aziende, distruzione civile
delle persone, di perdita del sostegno statale, di possibili agitazioni del
personale dipendente allora questa democrazia può essere solo democrazia -
totalitaria come erano democratiche le repubbliche sovietiche. Quello che si
sta preparando in Europa, con tredici su quindici governi ulivo - comunisti, è
esattamente quello che si sta sperimentando in Italia. Cioè la dittatura
democratico - totalitaria. Non è vero che all'estero c'è tanta più libertà,
forse il regime non è così spinto come in Italia per ora, ma basta vedere le
televisioni Inglesi e Americane così cariche di messaggi occulti o palesi di
propaganda comunista, ecologista, buonista, con spettacoli di interesse dramma
generazionale (droga), occupazionale (dramma cosiddetto del capitalismo),
problema razziale, immigrazione clandestina etc. etc., per capire che questo è
indottrinamento.
E
questo spiega perché le televisioni e l'informazione siano attaccate da
rabbiosi dai comunisti più o meno ulivisti.
Da
altra (?) scuola si ricava che la propaganda fide si può reggere sul giornale e
la scuola, con più l'uomo liberale che deve fingere di vivere in una realtà
liberale e lasciare agire i mestatori della libertà accettando come scenari di
"accadimenti" la droga che travolge generazione dopo generazione i
giovani, la disoccupazione di "quel porco capitalismo",
l'inquinamento udite udite de "le fabbriche", del traffico, mentre un
bel governo europeo di biciclettari, anzi meglio se vanno sugli asini così è
più difficile distinguere, dovrebbe restaurare quell'Europa povera di tutti a
piedi, tutti schiavi legati alla terra, con i poveri che bussano a milioni alla
solidarietà del buon convento che gestiva poderi di 30.000 ettari gestiti con
schiavi legali alla terra.
E le
chiese erano ben piene di sofferenti.
Per
vedere bene questa lotta al capitalismo, che è lotta contro il benessere,
contro il liberale - capitalista - pagano dobbiamo aggiungere lotta al
protestante (di religione) per capire.
Con lo
scisma anglicano di Enrico VIII l'Inghilterra ha dovuto elaborare un
appropriato sistema di valori per difenders?i materialmente e in termini di
immagine dalle reazioni romane.
L'Inghilterra
ha trovato così come poi tutti gli altri protestanti che il loro dio non è contro
l'economia, che dà benessere in terra (un po’ dio - pagano) e che ama la
libertà ben amministrata degli uomini. Contro questa realtà Roma non ha potuto
reagire per molto tempo, perché i padri anglicani e i vescovi erano
all'avanguardia nel riscoprire i valori
classici (altro che rinascimento italiano) con la funzione imprescindibile
della libertà e del progresso materiale, fino ai liberi pensatori del
settecento inglese (Toland e gli altri) quasi tuffi vescovi o preti anglicani.
Con
ciò facendo una grande potenza dell'Inghilterra che si è poi difesa anche come
potenza. Ma la reazione non ha tardato; ha usato il dolore che ancora rimaneva
nella gente quando precariamente passava dal lavoro schiavo della terra al
lavoro salariato che vieppiù si sviluppava, e via via la reazione ha inventato
sindacalismo, socialismo, e comunismo che buttando la maschera massacrava il
capitalismo perché fonte di benessere massacrando i cittadini sia materialmente
che con la povertà.
La
parola chiave di questo processo era "sfruttamento", che era falsa
perché massimo doveva essere lo sfruttamento dove invece massimo era il
benessere delle economie capitalistiche mature.
Ma
anche sulla menzogna per fini di povertà ancora si propone qualunque variante
della parola falsa "sfruttamento" del capitalismo con capitalismo -
spinto, egoismo, consumismo (e non comunismo!), problemi strutturali, problemi
sociali, competizione - globale, problemi ecologici, buco (del cervello?)
dell'ozono, sostenibilità dello sviluppo, salveremo il pianeta, che sono tutte
ugualmente false come lo "sfruttamento" e volte a portare in Europa
la povertà.
Di
questo si devono occupare i liberali.
Marcello Pili
Università "La Sapienza"
di Roma