VITTORIA, SCONFITTA E RECUPERO DI FORZA ITALIA

Marcello Pili

(L'Opinione 09.07.98)

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         La vittoria elettorale di Berlusconi del 1994 ancorchè incompleta perché priva di maggioranza parlamentare al Senato ha messo in evidenza il rapporto forte che si era venuto a creare tra le promesse e le premesse di partito a struttura partecipativa e gli obiettivi liberali ed il consenso, il sostegno, la partecipazione e il voto popolare.

         Purtroppo le promesse non sono state mantenute e quello che sembrava un partito di tutti con 8.000 club da organizzare, il giorno dopo le elezioni del 1994 è stato smantellato.

?

         La paura di Berlusconi è stata spinta allora dalla minaccia di fare indagini antimafia nei club siciliani, indagini che Berlusconi avrebbe dovuto eventualmente lasciar fare allontanando chi fosse riconosciuto colpevole di alcunchè.

         Invece il peccato originale di Berlusconi è stata la paura. Per evitare queste possibili inchieste (perché non si fanno queste inchieste sul PCI?) Berlusconi si è rapidamente privato della struttura partecipativa (i clubs) che erano stati il motore del consenso, così andando a successivi disastri elettorali su comunali, regionali, provinciali lasciando il paese senza strutture liberali e di controllo diretto dei cittadini.

         Questo ha consentito la scopertura dei fianchi su cui hanno lavorato gli esperti di armi corte o sicari comunisti e l'infiltrazione democristiana delle strutture burocratiche e degli eletti di Forza Italia.

         Dopo di ciò sia l'esterno che l'interno di F.I. hanno lavorato per liquidare Berlusconi.

         (Sempre con sicari ad armi corte che per questo usufruivano della posizione di vicinanza).

         Berlusconi forse non ha mai visto da Piero Angela il gioco del leone (o meglio delle leonesse o degli evirati) con la gazzella.

         Così rinunciando ad una struttura di partito che fosse di reale partecipazione ha rinunciato all'efficacia della sua politica col disastro elettorale successivo e alla sua propria difesa.

         Forse lui pensava che forse le gazzelle non sempre vengono uccise ma a volte montate.

         E così si è fatto montare i comunisti in tutte le strutture di sua proprietà.

         Contento lui! Non si sarebbe più dovuto lamentare se da quella posizione i comunisti volessero farsi anche delle bistecche, e qualche sicario volesse portare la testa ai comunisti per un posto nel parlamento dei comunisti. Ora ha cominciato a difendersi e un po’ di gente lo ha votato (recupero) perché incline a perdonargli l'inefficienza all'infinito e perché non sa cosa fare contro i comunisti. La maggioranza no, non lo perdona e un cinquanta per cento degli Italiani decide che no, Berlusconi non può fare la gazzella o la preda e rappresentare i diritti e il pensiero liberale dei cittadini. Cittadini che nel proprio devono difendersi e di cui Berlusconi non si occupa cercando di ottenere consensi in grazia cristiano - comunista nell'abbandonarli, salvo che quando lui viene trafitto dice ?che si difende "per tutti".

         Ha scaricato tutte le vittime dell'attacco comunista, da dell'Utri, a Previti, col risultato che una volta solo è stato comodamente l'unico bersaglio.

         Forse lui crede di stare tra gentiluomini (gazzella) e non tra farabutti (per tali intendo comunisti e chi li sostiene) che vivono distruggendo lo Stato e depredando i vinti (i liberali o imprenditori con le tasse al 50 - 60% del reddito che non è più quindi loro che perché siano accettati dai comunisti devono passare il reddito a loro). Questa è la dittatura comunista che comporta arricchimento dei comunisti e impoverimento dei borghesi, liberali, imprenditori. In questo comunismo invece di espropriare il capitale si espropria più proficuamente il reddito.

         Così i comunisti ritornano a quello che sono, saccheggiatori barbarici, chiamati a Roma dalla Dea Madre, per distruggere Roma ricca, pagana, liberale e del benessere per instaurare il regno del pianto, del dolore, della povertà, della preghiera, della carestia e della peste, che prima del periodo unitario intorno a Roma veniva chiamato Deserto apostolico.

         Il mercante già sapeva dall'antico di dover essere difeso perché altrimenti veniva saccheggiato e diveniva preda. Già Omero ci dice che Menelao di ritorno dalla guerra di Troia e vincitore esercita il commercio tra ?Creta e l'Egitto per cinque anni. Certo ottimo positivo esempio di mercante che si sa difendere.

         Oggi nella Guerra dei figli di Troia Berlusconi appare e vuol fare l'ingenuo. La soluzione diceva un mio eccellente professore di geometria perché il punto esca dal cerchio (o dall'accerchiamento) e che esca dal piano, in cui sta (aggiungiamo noi a Berlusconi).

         La partita che Berlusconi gioca in Italia perdendo è parte di una guerra che si svolge su tutto il mondo con esiti più favorevoli ai pagani, liberali, borghesi, protestanti, occidentali. Combattere in proprio solo in Italia vuol dire perdere, collegarsi passivamente idem stessa cosa.

         Questo fa ora Berlusconi cercando di ricavare che la sua soluzione si ottenga solo dalla adesione al Partito Popolare Europeo quando nessun Italiano lo può aiutare perché lui ha rifiutato l'aiuto degli Italiani perché ha un partito che non ha nulla di democratico pur essendo cristiano (cioè una tradizionale Democrazia Cristiana). Per uscire dal cerchio bisogna uscire dal piano inclinato in cui hanno messo Berlusconi.

         Ma le costa così molto fare una conferenza stampa a Londra, una a Parigi, una a Bruxelles una a Bonn per dire le cose che dice qui di fronte ai figli di Troia di cui s'è detto che se ne infischiano in patria tanto tutti lo sanno quello che sono e di fronte al ?popolo che lui ha fatto fuori e non lo può aiutare???

         Ha senso che Berlusconi pronunci i suoi lamenti dalle sue televisioni occupate e che ha fatto occupare dai comunisti, indicando debolezza o credere che gli Italiani siano stupidi secondo lo schema cristiano - comunista.

         Oppure che le sue lamentele vengano presentate con pietà dalla televisione del regime che gli toglie le parole e mette delle ragazzine a dire le parole che si vuole mettere in bocca a Berlusconi tagliando le altre. Non c'è neanche libertà di parola altro che chiacchiere e proteste a vanvera. Vogliamo chiedere l'aiuto europeo e del mondo perché un mostro s'aggira sull'Europa, preminentemente in Italia e poi in tutto il mondo e finiamo con quella finta che va tutto bene, eccetto piccole cose. Dopo la libertà, il benessere, il futuro dei figli che cosa possiamo perdere ancora.

         Forse non lo vede che l'attacco è alla vita per accettare la schiavitù, quello che essendo fatto dei comunisti non sarà certo denunciata da loro. Facciamo l'organizzazione delle forze liberali dovunque siano perché la libertà non difesa si perde.

                                                                                 *Prof. "Un. La Sapienza" Roma