IL BENESSERE NOSTRO E' LA SVENTURA LORO
La politica economica da lungo tempo viene gestita al fine di generare il consenso necessario ai maggiori partiti. Comunemente viene inteso che questa politica economica si presenta scadente, inconcludente, fatta da politici incapaci, continuamente cambiati ma sempre con la stessa politica. Ma questo punto di vista va rifiutato.
Il ruolo della cattiva politica economica è quello di impoverire i cittadini in una situazione di benessere progressivo (crescita del reddito nazionale e della produzione), che è la conseguenza del libero mercato e della partecipazione a un'area di libero scambio.
Siccome non si può interferire sulle condizioni di mercato (ma poi si interferisce lo stesso vedremo) perché apparteniamo all'area occidentale internazionale, e non viene permessa dalle condizioni internazionali un'uscita da questi meccanismi, l'unica soluzione per ottenere una condizione di povertà è quella di assorbire una quantità elevata di risorse e buttarle. Questo è quello che succede in Italia e il ladrocinio non è l'unico né forse il più rilevante ai fini politici.
Anche la cattiva situazione dei servizi pubblici viene intesa come inefficienza, impreparazione dei politici o dei funzionari preposti dai politici. Falso. Ma è un errore. La ragione della cattiva situazione dei servizi è quella dell'impoverimento come catalizzatore, terreno di coltura per l'affermarsi del voto "di necessità" per i maggiori partiti, che altrimenti non avrebbero questo voto. In termini economici si può dire che il reddito prodotto viene ridotto per la disponibilità del cittadino e quello disponibile viene ridotto o distrutto per i servizi pubblici che dovrebbe acquistare.
Così sottrazioni di reddito, sprechi e cattivi servizi sono fenomeni negativi da sommare e non da considerare indipendenti, casuali, dovuti a questo o a quel ministro incapace.
A questi elementi negativi che sono in mano ai politicanti vanno aggiunti altri elementi, apparentemente dell'area non pubblica ma riportabili a decisioni di politicanti. L'effetto negativo della legge così detta dell'equo canone, per esempio, è sotto gli occhi di tutti. L'Italia, il Paese più dotato di abitazioni al mondo (l'Istat ci ha comunicato in questi giorni che l'Italia ha 5.000.000 di abitazioni in più del numero delle famiglie italiane) diventa il luogo dove le case sono più care, sia in proprietà sia in affitto. Tutti ricordano che prima dell'"equo canone" si poteva trovare una casa in affitto in un giorno.
La ragione di questa relazione tra povertà relativa e voto ai maggiori partiti (Dc-Pci) sta nel fatto che la mente umana lavora in forma piramidale, in cima alla quale c'è il voto libero e la condizione di benessere. Se non c'è la condizione di benessere il voto libero viene sostituito, dato lo scoramento, la sfiducia, il dispiacere della vita insoddisfacente, con la tentazione di un voto condizionato, di chiamata di aiuto, di rinuncia alla libertà per l'alleviamento della situazione di povertà (anche relativa alle potenzialità).
Tanto più grave è la povertà, tanto più grave la tentazione di questa possibilità. Evidente che c'è anche chi non accetta il gioco. Ma questa è comunque la base dell'operazione dei politicanti oggi, una pratica che certamente ha basi lontane in cui si sono fatte esperienze nella gestione della povertà (Medioevo) e si sono costruite quelle istituzioni che di quelle realtà sono maestre (Chiesa).
Tutte le discussioni, i fatti, l'impasse, gli schieramenti che abbiamo oggi sono più chiari se li guardiamo in questo modo.
Insomma i politicanti mirano solo ad abbattere il benessere degli italiani con un insieme di strumenti apparentemente confusi e privi di senso che sono la condizione base per il loro risultato elettorale (ci si chiede come mai gli italiani votano Democrazia cristiana e comunista?).
Questo spiega l'atteggiamento dei politicanti nel complesso: si considerano dei vicerè, dei cortigiani, e gli strumenti dello Stato sono (Cosa) loro strumenti.
Così quando si va ad argomenti come la Finanziaria, o al documento economico-finanziario, non bisogna analizzarli secondo lo schema corrente che considera assurdità quelle prodotte dai politicanti, ma vedere che essi agiscono indifferenti a tutto sapendo che il loro operare non ha niente a che fare con la democrazia ma risponde ad altri schemi che richiedono cinismo e spregiudicatezza e sono mascherati da esigenze non discutibili o da fatti tecnici. Così possono andare avanti col governo di fatto e non di diritto, che è anche un governatorato (con una oscura coincidenza del governo del governatore).
Berlusconi: un processo di eresia
In tempi apparentemente moderni Berlusconi viene fatto oggetto di un processo politico di eresia.
La colpa è l'iniziativa liberale che lui aveva intrapreso non pensando che in Italia ci sono processi di eresia.
Chi dice che la terra non è piatta o che i cittadini hanno delle libertà, come quella economica ed al proprio benessere, viene processato per eresia come monito a tutti i cittadini, (colpirne uno per educarne cento???)
Già da trent'anni la libertà economica è eresia perché i giovani e le strutture non legali ma di fatto (sindacati) sono anticapitalisti, cioè antibenessere, antilibertà.
L'esito dell'anticapitalismo dalle Brigate Rosse in giù, fino alle odierne Brigate rosse, è sempre la disoccupazione.
L'anticapitalismo si traduce quindi in antioccupazione, e dà il consenso elettorale al programma di povertà e di sofferenza.
Questa diventa la base di voto per la politica anticapitalistica ulteriore e successiva.
Si produce sofferenza sociale perché il partito della sofferenza sociale cresca di voti e possa sfasciare l'economia ulteriormente con altre misure anticapitalistiche.
Si vede così che l'accusa di Eresia al capitalismo e a chi la difende (Berlusconi) è sufficiente a produrre una realtà di sofferenza generalizzata per i bassi redditi (fame) e la violenza (della Pubblica Amministrazione e diffusa) che sono la base per un impianto confessionale dello stato dove il benessere è peccato e lo stato liberale laico fonte del diritto e della libertà viene scalzato dagli stati di fatto come beni assoluti (e che beni assoluti!) quali sindacati e povertà che portano al dominio della chiesa e i suoi principi antibenessere in terra.
CONSENSO IN DEMOCRAZIA E IN TIRANNIDE
In tirannide il consenso viene estorto minacciando e facendo il male. In democrazia si dovrebbe ottenere facendo e promettendo il bene. Quindi il primo caso prevede la programmazione del male e la realizzazione come strumento utile ad impedire che alcuno mostri od organizzi dissenso e ad ottenere una risposta di approvazione del tiranno laddove sia richiesta l'opinione della gente o il voto. Questo è in realtà il regime mafioso. Mafiosi sono stati i regimi fascisti e comunisti che in Italia hanno avuto forme clerico-fasciste e clerico-comuniste.
Una forma recente di falsificazione è quella variante di tirannide comunista che dice bene e fa il male. Con questa trovata si nega la tirannide ma la si impone con i fatti e realizzando il male. La gente ha una forma di comprensione che può tenere conto degli argomenti (comprensione superiore) e una forma di comprensione che tiene conto dei fatti (non per questo inferiore!). Come un cane o un gatto, o una preda capisce dai fatti le situazioni di grave pericolo così il cittadino capisce dai fatti che c'è la dittatura e "si adegua" e vota il tiranno, sennò sa bene che verrà colpito ancora di più fino a che non si da al tiranno la patente di eletto dal popolo: proprio facente gli interessi del popolo ed eletto democraticamente dal popolo. Cioè quanto è avvenuto dopo la conquista militare sovietica dei paesi dell'est-europeo: democrazie popolari quindi. In Italia l'attuale potere comunista si è installato con la complicità dei cristiani che lo sorreggono (e quindi vediamo quanto sono buoni i Kristiani!) tramite un lungo assedio che ha fatto mancare il mangiare alla gente e questo assedio è durato ormai quasi venti anni e che è costituito nel saccheggio fiscale. Il saccheggio fiscale non è legale fino all'ultima lira di reddito come prevede invece il governo Prodi ma è legale perché un governo di estrazione Komunista.popolare crede di avere il diritto di privare totalmente i cittadini del proprio reddito (come nelle democrazie popolari e per non peccare col consumismo) considerandoli e facendoli schiavi. In realtà il saccheggio fiscale in atto da quasi 20 anni è la base dell'indebolimento delle coscienze che è alla base del voto clerico-comunista. Di fronte alla fame si dice: votiamoli e che andassero a morì ammazzati. In fondo tutti i regimi si reggono sui lavoratori dipendenti, detti anche classe operaia, ed è risaputo ma non più detto che Piazza Venezia era riempita di classe operaia ardente che per fame avrebbe osannato chiunque. Come ha fatto nel '43 e come ha fatto dopo il '68. La classe operaia è la prima a pagare la politica comunista, ma c'è sempre il sé? Può andare peggio. Provate a dire di non essere comunista in una assemblea di fabbrica, e magari il padrone per voler fare un piacere a qualcuno (il padrone anche lui oppresso?) vi mette in cassa integrazione, preambolo del cimitero o della droga per tutta la famiglia. Una gestione accurata del bisogno fatta badando a creare sempre più bisogno di quanto non se ne tolga fa si che un popolo di produttori di alto livello come sono sempre stati gli Italiani dalla preistoria fino ad oggi (trascurando la propaganda comunista che vuole che il capitalismo sia nato poco prima che nascesse Marx, nato questo poi per fare la "critica del capitalismo", e trascuriamo chi, la chiesa, cerca di colpire il capitalismo nascondendo che in realtà si rivolge alle religioni protestanti) sia ridotto a un popolo di morti di fame bisognosi dove un reddito enorme non basta, accuratamente ridotto ad un terzo per i consumi privati (50% tasse e 20% di risparmio per non morire) e ciò che è preso è preso come preda di guerra per finanziare la guerra contro gli Italiani. La guerra è volta a indebolire gli Italiani ed ha due facce. Da un lato toglie col prelievo fiscale, dall'altro indebolisce con servizi tramortiti di inefficienza. Privilegia i redditi fasulli (pensioni di invalidità inventate e che non rispecchiano alcuna curva di frequenza di invalidità possibile). Preferisce la corruzione al reddito autonomo perché indipendente. Non vince la mafia perché ha la stessa natura di mafia. La mafia come nel territorio è delegata al controllo sociale di una parte di popolazione così nel politico è il sistema di relazione del tiranno classe politica. Questa classe politica usa due strumenti antichi che sono l'Inquisizione e la Propaganda (ex-fide) e con questo gestisce tutto. La propaganda tende ad annullare l'uso del cervello umano che essendo un prodotto della selezione naturale è in grado di vedere l'imbroglio ed è vitale. Così capiscono le strategie di occupazione di tutto ciò che è informazione e formazione. Quando sentite queste due parole direte sempre comunista. Poi c'è l'Inquisizione che colpisce chi in maniera organizzata cerca di uscire da questa tirannia. Il reato peggiore è sempre l'eresia, cioè non si può neanche dire. Così, rapidamente gli oppositori sono accusati di eresia e portati al rogo come l'Abate Giordano Bruno. O eliminati diversamente come Cola di Rienzo (i laici insomma). Se non avessimo avuto i Savoia a Roma non avremmo avuto l'Italia che ora abbiamo perduto non per causa di Bossi, e non avremmo saputo dei crimini contro il libero pensiero e i laici.
Dopo che Vittorio Mathieu ha scritto un ottimo articolo che ci spiega perché in Algeria si sgozza, vorrei che qualcuno scrivesse un articolo che spiega perché in Italia si sgozza.
La pratica dello sgozzamento è diffusa in Italia sia dalla mafia, sia se consideriamo i suicidi "indotti" sia dall’impoverimento dovuto all’ostracismo economico, comunista, boicottaggio (che è un reato), e la produzione di fame tramite il saccheggio fiscale e la distribuzione di disgrazie in tutta la popolazione. Tra tali disgrazie figurano la droga la disoccupazione e l’immigrazione clandestina che non appartiene a fatto razziale ma a fatto religioso e a progetti relativi ed è in grado di dare effetti dirompenti sulla società con aumento del fabbisogno di assistenza e quindi di controllo politico come sa il ministro comunista dell’immigrazione clandestina.
*Prof. "Univ. La Sapienza" Roma
ECONOMIA E POLITICA: I DEFICIT PROVOCATI
Marcello Pili
Da quando Geremia disse che non bisognava apprestare difese a Gerusalemme contro Nabucodonosor ma accettare la schiavitù (salvifica) e unirsi intorno alla religione, si è imparato il modo per sostituire le religioni allo Stato. Non soddisfando l'esigenza di difesa dello Stato si ricadeva in quello stato-religione-utero che dava la sopravvivenza a costo della schiavitù.
Così le religioni che sostituiscono lo Stato lo fanno con la perdita della libertà e con la schiavitù.
Il punto ammiccante è il no alla guerra di difesa che prende i deboli e poi fa schiavi tutti.
Da li partono le religioni moderne (si fa per dire, monoteiste) all'attacco dello Stato con i valori di libertà.
L'Impero Romano fu corrotto dai cristiani ma cadde solo coi barbari perché i cristiani videro con Giuliano che la corruzione non era definitiva e preferirono distruggere Roma con i barbari, più facili a sua volta da corrompere.
La generazione di disequilibri o deficit dentro uno Stato è fonte di disgregazione della società che si vuole disgregare.
Ad esempio negli anni '70-'80 in Italia l'attacco "anticapitalista" comunista (vero e proprio esercito religioso contro lo Stato) fatto con alti tassi di interesse, abolizione del mercato della casa con rincaro di dieci volte del prezzo della casa e penuria conseguente, con pressione salariale inconcludente alcunchè, ha generato una serie di deficit che hanno indebolito gli italiani e lo Stato, come premessa del secondo attacco comunista che abbiamo ora, e il cui attacco è costituito dalla rapina fiscale a vantaggio di clientela comunista e cristiana, l'immigrazione illegale, la rigidità del mercato del lavoro al fine di impedire la piena occupazione.
L'eccedenza (o deficit) determinatasi negli anni '70 è stata la disoccupazione dovuta al rincaro petrolifero, che rendeva la risorsa energetica scarsa e quindi scarsamente combinabile economicamente, e dovuta anche agli alti tassi di interesse che hanno combinato l'azione delle Banche non in contrasto con quella comunista di distruzione dell'economia.
Gli alti tassi di interesse hanno generato deficit di occupazione. La legge dell'equo canone deficit di case, l'inflazione generava deficit di domanda privata.
Tutti questi deficit sono stati il brodo di coltura del comunismo negli anni '70 e '80 e i comunisti hanno spacciato come deficit del capitalismo i danni che essi intenzionalmente procuravano al sistema economico e sociale che avevano ereditato dagli anni '60 e che era perfettamente soddisfacente.
La rivoluzione delle guardie rosse d'occidente (dette poi anche Brigate Rosse) tendeva a dare una opinione che non ci fosse niente da fare ad opporsi a rischio di assassinii, e così i falsi generati hanno incominciato a girare e i deficit di occupazione, di case, di redditi personali ad avere i suoi effetti portando come pecore i derelitti prodotti dall'azione anticapitalistica dei comunisti a votare comunista, partito falsamente difensore dei deboli, ma partito che vuole aumentare i deboli.
Questi deficit (disoccupazione) trovano in natura un correttivo che è la caduta della natalità.
Ma il partito dei deficit, quello che ama la sofferenza e non i sofferenti, partito cristiano e comunista ha incominciato a sbraitare contro il calo della natalità.
Mobilitando falsi scienziati demografici si sono indicati come fonte di male i tentativi della popolazione di procreazione responsabile che giustamente voleva portare i nati a rapportarsi alle risorse disponibili, che per quei deficit detti erano ridotte.
Così dopo l'azione sui deficit partì la campagna denigratoria contro la riduzione della natalità, contro la procreazione responsabile, e a favore di una vita che finisce nei cassonetti.
I deficit di occupazione possono essere interessanti per i mestatori della religione sociale o del comunismo sia che vengano dall'economia (deficit di occupazione) sia che vengano da un eccesso di popolazione per eccesso di nati.
Entrambi alimenteranno il deficit di occupati, aumentando le sofferenze della gente, e rendendo possibile l'espandersi della falsità comunista che genera questi fenomeni per falsamente indicare delle presunte soluzioni.
Il tiranno antico considerava due le condizioni per il dominio illiberale, la fame e la violenza.
Entrambi questi fattori si ritrovano nell'odierno tiranno religioso-comunista.
Primo la fame è oggi procurata tramite le tasse, l'occupazione esagerata nella Pubblica Amministrazione, i suoi disservizi che frenano l'economia (e fino a poco tempo fa gli alti tassi di interesse). Gli alti prezzi delle case, la disoccupazione.
Secondo la violenza.
L'impostazione secondo cui la lotta di classe è la condizione della società comporta che tutti gli aderenti a questa falsa ideologia "combattono" gli altri così attivando la violenza voluta dal tiranno partito religioso e la lotta di classe.
La "lotta di classe" non è altro che la lotta per la preda del mondo animale, lotta che l'uomo ha abbandonato per provvedere ai suoi bisogni col lavoro.
La società del lavoro non ha quindi alcun contrasto ma produce sempre frutti positivi anche quando subdolamente si vuole suggerire il male con parole come competizione globale, concorrenza spinta ed altri blà, blà, blà.
I costruttori di accuse di eresie sono gli esperti nel trovare queste parole che essi indicano negativamente, come gli animali, in base al suono e non in base al significato come sarebbe per gli uomini.
Queste costruzioni e accuse di eresia contro il capitalismo sono volte a far prosperare la sofferenza, base religiosa e materiale del comunismo.
Il fatto che la gente poi voterà comunista fa si che chi professa il comunismo dica di essere nel giusto, perché questi votanti sono alla disperazione e non in grado di scegliere il bene per se ma solo il male che viene accompagnato dall'elemosina o della promessa di elemosina.
Chi è in questa condizione ha bisogno di un aiuto o di un'illusione al giorno e non ha nessuna autonomia per aspettare il frutto del suo lavoro.
Sono questi deficit creati dai comunisti e dalle religioni come predica sociale che rendono impossibile ai sofferenti di poter provvedere e governarsi liberamente.
La violenza che si scatena da questi sofferenti viene indirizzata contro i produttori liberali che così pagano con l'aggressione la loro indipendenza.
Si innesca quindi la lotta di chi non ha contro chi ha, di chi vive di preda per essere stato escluso dai comunisti dalla produzione e indirizzato contro i liberali, imprenditori e operai, che vivono del lavoro, proponendo che si viva di preda prefigurando così il mondo animale come prospettiva a breve del comunismo e dell'anticapitalismo. In quel mondo di preda poi i proletari diventeranno i servi della gleba da cui sono venuti, il ceto medio sarà offeso dai quadri di partiti e religiosi come lo erano nel Medio Evo quando Borghese era un'offesa, cioè uno che aveva il benessere che non veniva direttamente dal tiranno che era invece religioso e di casta (oggi i quadri di partito).
Nulla di nuovo quindi se non un'accorta costruzione di Medio Evo fatta dei quadri di partito che contano di diventare preti e nobili, che affilano la lama contro il popolo come sempre, e il popolo ha il difetto di non organizzarsi, per contare.
Prof. Marcello Pili
Univ. "La Sapienza"
Roma, 02/02/99
ELEZIONI E MALESSERE
La democrazia è la forma più soddisfacente di gestione della vita collettiva, ma già dall'antico si annoverava la sua degenerazione chiamata demagogia (cioè tirannide). Oggi noi abbiamo in Italia la demagogia come forma di corruzione della democrazia e la sostanza della dittatura.
Il voto in antico era riservato agli aventi un reddito autonomo sufficiente per non sentire i condizionamenti e i ricatti nel voto, cioè a chi era in grado di esprimere un voto libero e poteva valutare il bene collettivo senza essere oppresso dalla impellente necessità o bisogno, o disagio, che porta ad accettare la politica di chi provvede, a questo fabbisogno minimo di sussistenza (es. Pds, partito di dominio della sinistra).
Oggi in Italia la gran parte dei voti comunisti non rispetta la condizione di indipendenza economica di chi li esprime, per cui questi voti sono da considerare condizionati.
Questo "piccolo particolare" viene ora taciuto dalla propaganda comunista che da a intendere che la cosa pubblica è cosa che si gestisce con concetti semplici che anche i proletari possono capire, o i ragazzi che hanno appena diciotto anni.
Ciò che per loro c'è da capire è tutto qui: il comunismo è bene e il borghese, il liberale (spinto eh!), è male.
E' evidente che per bere questa menzogna bisogna ricorrere alla poca cultura, detta anche ignoranza, alla giovane età, alla dipendenza economica.
I comunisti con la loro organizzazione sindacale privilegiano "i dipendenti" e ora hanno ormai aggredito altre forme di "dipendenti" non propriamente lavoratori: i pensionati.
La ricerca del maggior numero di dipendenti viene fatto mediante l'aumento di tutte quelle persone che hanno difficoltà.
L'amore per i poveri si spinge fino al volerne aumentare il numero, amore che è riferito anche alla chiesa. "Très Saint-Père, l'Eglise aimeraitelle à ce point les pauvres qu'elle cherche à en faire davantage, par crainte d'en manquer?!!" (Santo Padre, la chiesa amerebbe a questo punto i poveri che cerca di farne di più per paura che gliene manchino?!!). Dieu est contre l'economie? (Lettre a Jean Paul II), J. Paternot, G. Veraldi 1988. Così il partito comunista ha come attività politica quella di creare maggior danno possibile per aumentare in maggior numero le persone dipendenti che lo coteranno.
Così il regime demagogico è in tutto uguale a quello dittatoriale dove il consenso è estorto con la paura e la minaccia di danno.
Nel caso italiano la minaccia di danno ed il danno medesimo viene prodotto contro tutti gli avversari politici dei comunisti tramite le tasse e poi non con la legge contro i nemici ma l'abuso di legge che è ancora diverso, imposto come legge.
In Italia si finisce per indicare "doppiopesismo" o "strabismo giudiziario" delle cose gravissime, invece la mancanza dell'equità comporta che la democrazia non c'è ma c'è la dittatura. Quando la Giustizia perde la bilancia resta con la spada, che è l'arma dei sicari. Per cui o la giustizia opera contro tutti uguali per la legge oppure è la dittatura della parte esonerata sugli altri che non subiscono le leggi ma l'abuso delle leggi.
Credo che nessuno possa dire ormai che in Italia non c'è un regime e sempre più lo sarà se non si pone l'obiettivo di far cadere questo governo che è come porsi l'obiettivo della libertà, dato che questo regime si sta instaurando in tutta Europa.
Se qualcuno dice "il regime non c'è, se no io non starei in Bicamerale", diciamo che questo può derivare dallo spessore delle lenti affumicate. Ora che con queste tremende votazioni si è visto il risultato elettorale di regime, di voto non libero, di voto condizionato dalla povertà creata dal governo tramite la tassazione senza limite che crea schiavitù, la minaccia di agire fuori dalle leggi impunitamente, abbiamo il voto come atto di sottomissione al tiranno per scongiurare maggiori danni.
Questi maggiori danni sono un'azione del tipo di quelle fatte a Berlusconi che possono essere fatte a chi non si adegua non al conformismo signori, ma alla sottomissione.
Colpirne uno per educarne cento. Questo è il programma di oggi come allora. Bene fa il nostro amico Direttore Diaconale a sviscerare la sostanza del rapporto mafioso che c'è contro la stampa libera, ridotta quasi a niente. Per gli altri settori quali economia, assistenzialismo, sindacalismo sono apprezzati contributi.
Il regime mafioso o tirannico articola i rapporti di ricatto e di sottomissione in violazione di ogni costituzione e di legge. Questo fatto è non contrastato nel paese che ha inventato la mafia e la usa, e il voto è atto di sottomissione. Così se in Sicilia comandasse la mafia il voto sarebbe a favore quasi al 100% come sarebbe a Cuba o in un regime fascista e come è lo stato.
Stiamo andando rapidamente verso la situazione in cui non si potrà più dire che siamo in un regime e non vorrei che un Montanelli ci dicesse che il regime non c'è allora perché nessuno si lamenta, dopo che si è detto che il regime non c'è perché lo si può dire.
*Docente dell'Università"La Sapienza" di Roma
GLI STRUMENTI DEL REGIME
Marcello Pili
(L'Opinione 25.06.97)
Il controllo dei media è uno strumento del potere di regime e viene simbolicamente esibito come segno che gli oppositori non riescono a fare alcuna opposizione dovendo arrancare addirittura per dare l'informazione.
Così se ci limitiamo ad arrancare nell'informazione senza preparare una azione politica che dia prospettive a quei 25 - 30 milioni di Italiani che non condividono e sono oppressi da questo regime, allora lo sforzo sull'informazione, che già è forte e faticoso, risulta inutile. Non si capisce perché il Polo non fa opposizione e l'idea che si usi l'incaprettamento giudiziario di Berlusconi per occupare le sue reti di Televisioni e Carta Stampata e per ottenere l'acquiescenza politica è più che un sospetto.
Con un'azione giudiziaria, e una legge sull'emittenza pronta a fare il lavoro del boia dell'iniziativa privata questo è verosimile. Il millantato conflitto di interessi vede ora tutta l'informazione o quasi è controllata dai comunisti (in senso largo) e sembra che non ci sia più conflitto di interessi per i nuovi possessori di questa informazione.
Il possesso (ancorchè non proprietà) e l'uso di questa informazione come strumento di regime è compatibile con la libertà? Io dico e grido di no! ! !Se tutta l'informazione si prona all'ulivo - comunista è il regime. Se questo pronarsi è ottenuto con minaccia mafiosa di distruzione delle aziende, distruzione civile delle persone, di perdita del sostegno statale, di possibili agitazioni del personale dipendente allora questa democrazia può essere solo democrazia - totalitaria come erano democratiche le repubbliche sovietiche. Quello che si sta preparando in Europa, con tredici su quindici governi ulivo - comunisti, è esattamente quello che si sta sperimentando in Italia. Cioè la dittatura democratico - totalitaria. Non è vero che all'estero c'è tanta più libertà, forse il regime non è così spinto come in Italia per ora, ma basta vedere le televisioni Inglesi e Americane così cariche di messaggi occulti o palesi di propaganda comunista, ecologista, buonista, con spettacoli di interesse dramma generazionale (droga), occupazionale (dramma cosiddetto del capitalismo), problema razziale, immigrazione clandestina etc. etc., per capire che questo è indottrinamento.
E questo spiega perché le televisioni e l'informazione siano attaccate da rabbiosi dai comunisti più o meno ulivisti.
Da altra (?) scuola si ricava che la propaganda fide si può reggere sul giornale e la scuola, con più l'uomo liberale che deve fingere di vivere in una realtà liberale e lasciare agire i mestatori della libertà accettando come scenari di "accadimenti" la droga che travolge generazione dopo generazione i giovani, la disoccupazione di "quel porco capitalismo", l'inquinamento udite udite de "le fabbriche", del traffico, mentre un bel governo europeo di biciclettari, anzi meglio se vanno sugli asini così è più difficile distinguere, dovrebbe restaurare quell'Europa povera di tutti a piedi, tutti schiavi legati alla terra, con i poveri che bussano a milioni alla solidarietà del buon convento che gestiva poderi di 30.000 ettari gestiti con schiavi legali alla terra.
E le chiese erano ben piene di sofferenti.
Per vedere bene questa lotta al capitalismo, che è lotta contro il benessere, contro il liberale - capitalista - pagano dobbiamo aggiungere lotta al protestante (di religione) per capire.
Con lo scisma anglicano di Enrico VIII l'Inghilterra ha dovuto elaborare un appropriato sistema di valori per difendersi materialmente e in termini di immagine dalle reazioni romane.
L'Inghilterra ha trovato così come poi tutti gli altri protestanti che il loro dio non è contro l'economia, che dà benessere in terra (un po’ dio - pagano) e che ama la libertà ben amministrata degli uomini. Contro questa realtà Roma non ha potuto reagire per molto tempo, perché i padri anglicani e i vescovi erano all'avanguardia nel riscoprire i valori classici (altro che rinascimento italiano) con la funzione imprescindibile della libertà e del progresso materiale, fino ai liberi pensatori del settecento inglese (Toland e gli altri) quasi tuffi vescovi o preti anglicani.
Con ciò facendo una grande potenza dell'Inghilterra che si è poi difesa anche come potenza. Ma la reazione non ha tardato; ha usato il dolore che ancora rimaneva nella gente quando precariamente passava dal lavoro schiavo della terra al lavoro salariato che vieppiù si sviluppava, e via via la reazione ha inventato sindacalismo, socialismo, e comunismo che buttando la maschera massacrava il capitalismo perché fonte di benessere massacrando i cittadini sia materialmente che con la povertà.
La parola chiave di questo processo era "sfruttamento", che era falsa perché massimo doveva essere lo sfruttamento dove invece massimo era il benessere delle economie capitalistiche mature.
Ma anche sulla menzogna per fini di povertà ancora si propone qualunque variante della parola falsa "sfruttamento" del capitalismo con capitalismo - spinto, egoismo, consumismo (e non comunismo!), problemi strutturali, problemi sociali, competizione - globale, problemi ecologici, buco (del cervello?) dell'ozono, sostenibilità dello sviluppo, salveremo il pianeta, che sono tutte ugualmente false come lo "sfruttamento" e volte a portare in Europa la povertà.
Di questo si devono occupare i liberali.
Marcello PiliUniversità "La Sapienza" di Roma
INSINDACABILITA' SOVIETICA
Marcello Pili
(24.07.98)
I comunisti e Mussi vogliono dare a intendere l'insindacabilità delle sentenze e la "rottura costituzionale" di chi lo fa appellandosi all'ingiustizia di sentenze che sembrano ineque.
Forse Mussi allude all'insindacabilità delle sentenze sovietiche e alla rottura della costituzionalità comunista. In campo occidentale la sindacabilità per sentenze ineque o inique è prevista dal trattato per i diritti umani a cui l'Italia non comunista ha aderito dal 1955, sindacabilità presso la corte o la commissione per i diritti umani di Strasburgo a cui Berlusconi farebbe bene a rivolgersi!!!
In realtà i comunisti protestano che Berlusconi si agiti quando loro gli posano la testa sul ceppo, se lui non protestasse tutto andrebbe più liscio e potrebbe apparire in Europa o potrebbero dire che Berlusconi in realtà si è ritirato dalla politica da solo se senza clamore si ritirasse. Se si ritirasse potrebbero dire che aveva qualcosa da nascondere come si può dire oggi a chi non vuole o vota contro (comunisti) la commissione d'inchiesta su tangentopoli.
Se volete conoscere l'equità delle procure nei confronti dei comunisti potete vedere quante denunce contro TECCE e annessi comunisti all'Università la Sapienza di Roma sono state archiviate e ancora saranno archiviate alla procura di Roma pur coi dati di prova.
In realtà i comunisti non si sottraggono ai riti barbarici di tagliare la testa ai nemici e buttarla nel campo avversario.
Ciò fecero i Punici col Console Romano rimasto in Spagna all'epoca della spedizione di Annibale, ripagati poi dai Romani con la testa di Asdrubale, fratello di Annibale, gettata nel campo di Annibale.
I riti barbarici hanno sempre accompagnato le azioni dei comunisti che sempre hanno usato sicari per eliminare i propri nemici: da Troskj colpito con la scure in esilio, a Mussolini colpevole di avere fatto una dittatura al posto loro, poi al dopoguerra con l'assassinio di Kennedy per l'oltraggio subìto dai comunisti a Kuba; poi Aldo Moro che dichiarò contro i comunisti che la DC non si faceva processare da loro ebbe la stessa sorte e guai a trattare.
In Italia tutti quelli che stanno contro i comunisti subiscono processi politici a decine.
Non certo Craxi, ma Cossiga subì affronti e non difese che gli erano dovute e poi processi finchè non ha rinunciato. Montanelli dichiarava sul suo giornale di avere 62 (sessantadue) procedimenti pendenti finchè non ha abbandonato lo scomodo giornale e di 62 procedimenti non parla più.
Nella storia la capacità di rinunciare ai sicari è poca e si rammentano solo due casi di persone veramente grandi Giulio Cesare e Alessandro il Grande (Magno) che ripagarono i sicari con la morte per avere ucciso loro Pompeo Magno e Dario.
Agli altri non si può chiedere molto.
Certo ai Komunisti non si può chiedere molto dato che tutti sanno chi sono. Se qualcuno crede alle loro falsità che si presentano col vestito della nonna di Cappuccetto Rosso sono affari loro.
In realtà Berlusconi sbaglia a prendersela con i giudici e a trattare coi Komunisti in parlamento.
I comunisti sono all'origine di tutti i ricatti. Ha senso quella messinscena da arrabbiatura quattro anni dopo per l'avviso di garanzia?
No, No non ha senso. Solo un governo di cretini si dimette per un avviso di garanzia e dà retta a chi avvicinato dalle indagini proclama a reti unificate "non ci sto". Anche Berlusconi doveva dire non ci sto e tirare diritto. Forse che Prodi non ha subìto un processo senza alcun clamore né dimissioni. Se Berlusconi vuole agire bene deve lasciare perdere i consiglianti e vedere quello che dice Mussi. Se Mussi dice che Berlusconi deve smetterla di protestare contro i giudici che le sentenze non sono eque, quello Berlusconi deve fare ma non in Italia dove tutti sanno cosa succede e cosa fanno i comunisti ma deve andarlo a dire a Londra, dove pure ci sono i laburisti che fanno il Kappuccetto Rosso e intanto chiudono il terrorismo irlandese con un premio al terrorismo Kristiano, sempre con l'obiettivo dell'attacco all'integrità dell'Inghilterra, cosa che in Italia per Bossi è reato.
Poi vada a Bonn e rammenti ai Tedeschi cosa sono i Komunisti, e che se non stanno attenti se li trovano a casa. Poi deve andare a Bruxelles dove ormai da quando ci sono tredici paesi socialisti in Europa sta diventando la capitale del burocratismo anziché della libertà.
La cosa che deve fare subito Berlusconi è la riapertura degli 8.000 (ottomila) club di Forza Italia, vera forza senza la quale sarà sempre aggredito, ma deve farlo proprio subito.
Berlusconi era stato minacciato che se usava la piazza…….Se teneva i club……….Se rompeva con la bicamerale……..così lui seguendo le minacce si è trovato solo e facilmente colpito.
Se non riapre subito i club, entro pochi mesi avrà la sentenza di appello. Allora diranno che proprio Berlusconi se ne deve andar, ora per fargli accettare la cosa dicono che può fare appello.
Quando questo sarà fatto i comunisti toglieranno la maschera di nonna di Kappuccetto Rosso e Berlusconi capirà d'un tratto ma troppo tardi dove si è trovato.
Alla fine dei conti la forza fondamentale su cui contano i Komunisti è la debolezza e l'insipienza dell'altro e si prodigano nell'indurre gli altri in questo inganno.
Chi segue il flauto magico delle loro ciance non protesti se poi finisce al fiume.
Quando un ministro del governo Berlusconi ha chiesto al Procuratore Generale di intervenire sul Pool di Milano ha ricevuto la risposta giusta. Perché non intervieni tu? A questo si riduce la sapienza del governo Berlusconi? A volere che altri facessero quello che dovevano fare loro?
Ma questo è il mondo dei bambini!?!
Adesso qualcuno dice che c'è la guerra civile e tutti protestano che invece c'è solo una aggressione! ! !
Ma perché non si manda Ferrara su Mediaset a fare Radio Londra, perché lo si è tolto da Panorama e Feltri dal Giornale?, nei cedimenti ai comunisti. La risposta è in ciò che è successo dopo: i comunisti chiedono azioni di indebolimento e di mutilazione per la trattativa per rendere più facile il regolamento finale.
Se in Italia tutti abbiamo subito impassibili il supplizio di Cossiga, che è vero padre della libertà in Italia, tutti subiamo le conseguenze di chi non difende il padre. Le offese passano poi contro i figli che per ignavia o debolezza hanno lasciato offendere il padre, fonte della propria libertà.
Se Berlusconi non reagirà subirà tutte le conseguenze di chi si sottomette e perderà tutto senza processo.
La soluzione come gli ho già detto è all'estero, Berlusconi vada fuori e protesti ad alta voce a New York, a Londra, a Bonn, Parigi, Bruxelles, e sapendo che ci sono sempre Komunisti specie nella stampa non si limiti a passi formali come conferenze stampa in paesi dove ci sono Democratici, Laburisti, Socialisti sempre Komunisti, ma incontri i conservatori Inglesi e Americani, i Gollisti e attenzione alle internazionali democristiane, per il retaggio confessionale. Se ciò non farà subito non avrà più tempo.
LA CHIESA E L'IDEOLOGIA
Marcello Pili
(L'Opinione 04.06.98)
Si è per molto ripetuto delle falsità ideologiche del comunismo e delle sue peggiori realizzazioni aspettando che di fronte all'evidenza i cattivi smettessero di essere cattivi.
Ciò è impossibile. Il comunismo è stato creato come un virus parassita capace di crescere sull'organismo sano a distruggerlo. Se si correggesse da solo dovrebbe autoeliminarsi. Questo è il motivo per cui i comunisti perseverano, e quelli che il virus hanno inventato e distribuito (la chiesa), e ai laici e ai liberali resta l'obbligo di sconfiggerli non accettando nessuna falsità buonista.
Il comunismo si nasconde sempre dietro un falso "bene". Le società del paradiso in terra". Le società di "eguali". La società della protezione dei deboli etc., etc., dove "il paradiso in terra" corrisponde "all'inferno in terra", tutti eguali equivale a tutti morti e nessuna possibilità di divisione del lavoro e quindi di nessun benessere, la società della protezione dei deboli è una società di tutti deboli per il controllo del tiranno. Nella fattispecie dell'ultimo secolo comunismo e cristianesimo si sono messi insieme e hanno aggredito la Russia, l'Italia e la Germania. La Russia perché ormai patria degli odiati Ortodossi, l'Italia perché sempre intesa come stato della chiesa, e la Germania come generatrice di Martin Lutero di cui vendicarsi. Siccome Italia e Germania hanno reagito negativamente all'aggressione comunista, poi nella seconda guerra mondiale si è utilizzata la forza del gigante buono addomesticato con i voti "democratici", cristiano americani e comunisti - sindacali (gli U.S.A.), per aiutare la forza comunista Russa che era perdente e schiacciare Italia e Germania, e riprendere poi dopo la guerra la lunga marcia contro l'Inghilterra tramite il "movimento di liberazione" di tutte le colonie d'Africa.
Liberazione che le ha liberate di quel po’ di benessere e ordine per consegnarle alle stragi e al malessere e come conseguenza di stragi, malessere e comunismo al cristianesimo. L'ultima operazione è in corso contro il territorio metropolitano d'Inghilterra. Si usano le falsità ideologiche dell'autodeterminazione terroristica dell'Irlanda, la falsa autonomia della Scozia tramite un partito comunista - laburista il cui obiettivo è distruggere la Corona d'Inghilterra e riconsegnarla ad un controllo cristiano. Però in Italia l'operazione comunista, battistrada della repubblica confessionale, si è potuta giovare della particolare insipienza liberale, o di quelli che si dicono liberali e dicono che il comunismo è cambiato perché cambia continuamente nome per il complesso di colpa e d'imbroglio. Si chiama ora Cosa Sinistra, Democrazia Sinistra, e il bene che loro indicano è sempre la sofferenza, e la pace è la giustizia della distruzione totale del benessere. Ora su queste questioni la chiesa deve precisare se le sue chiacchiere sociali di "anticomunismo" e "solidarietà" sono contro il benessere o no, perché fino qui la chiesa fa anticapitalismo, sostiene i comunisti senza dire precisamente che è contro lo sviluppo, come lo è sempre stata, come lo è stata con Roma Antica.
Il sostegno che la chiesa dà ai comunisti in Italia ha un unico sostituto possibile: il controllo diretto della chiesa. Si è verificato in questi giorni in Italia il teorema fondamentale dell'uso dei comunisti della chiesa. Tale teorema fondamentale della chiesa dice che per fare accettare un male minore (gestione cristiana del potere civile: democrazia cristiana) basta inventare un male peggiore (comunismo, inferno) affinché la gente sia portata ad accettare il male minore della gestione cristiana diretta dello stato. Questo è ciò che stiamo vedendo in questi giorni. Infatti Berlusconi non riusciva ad avere ragione dei soprusi comunisti finchè non ha chiesto l'adesione al PPE, partito popolare (cristiano) europeo, e fattosi così coraggio ha respinto i ricatti comunisti e strano fra tutto ha cominciato poco poco a difendersi dalle aggressioni comuniste. Ciò è bastato perché il popolo sottoposto all'inferno comunista votasse in massa Forza Italia. Subito insospettabili democristiani quali Martinazzoli dichiarano che "ora" Berlusconi ha ragione. La cui ragione può essere: se rifà la D.C. va bene.
Così Berlusconi ha preso i voti dei liberali, non ha formato un governo liberale, ha riempito di democristiani il suo partito ed è stato portato alla sconfitta. Se farà la D.C. potrà vivere, altrimenti? Berlusconi non si è difeso quando è stato attaccato come liberale. Non è andato, come avrebbe dovuto fare, a fare conferenze stampa a Bruxelles, Bonn, Londra, per accusare di essere oggetto di aggressione e ricatti comunisti e dire che il comunismo - morte della Società è pienamente attivo in Europa. Abbiamo in Italia che i "liberali" sono i democristiani, e i "laici" sono Maccanico e Casini, cioè cattolici, e giornale "laici" è il Giornale cattolico; quindi non c'è posto per laici e liberali. E' vero che sia preferibile la D.C. ai comunisti come la parassitosi dello stato alla morte rapida, parassitosi che abbiamo sperimentato negli ultimi quarant'anni. Tutto ciò esclude lo stato liberale e laico dal panorama politico è quello della lotta per uno stato cristiano oppure lo stato comunista. Esattamente come succede in tutto il mondo nonostante o proprio per il sonno dei liberali. Sappiamo che il sonno della ragione liberale crea mostri, e i mostri di cui siamo pieni: droga dei ragazzi, disoccupazione prodotta intenzionalmente dalla gestione comunista dell'economia e assecondata dalla chiesa, accadimenti catastrofici (treni e territorio) in continuo, si cerca di farli passare per "accadimenti", accadimenti per cui si lavora alacremente. I liberali devono venire fuori allo scoperto e organizzarsi nel dibattito e politicamente perché non è liberale il democristiano ancorchè possa sembrare meno peggio del comunista.
Marcello Pili
Liberali e deformazione dei media
Abbiamo visto che l'economia è un terreno di falsificazione dell'informazione molto praticato. I termini del benessere vengono alterati fino al punto da essere confusi con altri concetti di corrosione quali millantata solidarietà, non egoismo, centralità dell'uomo (povero) etc., etc., con altri bla, bla.
Chi dà il benessere è il mercato, la libertà, l'iniziativa libera economica che è lo strumento di maggior produzione di benessere che si distribuisce col mercato al massimo livello in tutta la popolazione. Questo perché lo strumento liberale e liberista è lo strumento che la selezione naturale ha trovato per il maggior benessere dell'uomo. Questo meccanismo è la traduzione in economia del meccanismo biologico della competizione che premia chi fa meglio: in economia vuol dire maggiori mercati, minori prezzi, più guadagno per l'operatore di impresa e di tutti i dipendenti e del consumatore per i più bassi prezzi di concorrenza.
Un meccanismo del genere non può andare bene a quei due elementi, comunismo e fondamentalismo religioso (fondamentalismo contro lo Stato e la libertà dei cittadini), che occupano con tirannide molta parte del mondo.
Ed ecco la falsificazione. Il Bene diventa Male, e il Male diventa Bene.
Il benessere materiale, portatore di libertà dal bisogno e frutto della libertà dell'uomo di organizzare il soddisfacimento dei suoi bisogni, viene indicato come peccato, egoismo, corruzione del valore superiore dell'"uomo" (povero s'intende). L'organizzazione produttiva viene indicata come paganesimo di adorazione del dio (pagano), il capitalismo come macchina (infernale) con problemi "strutturali" che Marx farneticava che doveva produrre "impoverimento crescente"; farneticazioni tanto a ora, di un disoccupato pagato per costruire scemenze e danno con molte ore da utilizzare dato che era disoccupato.
Poi a questa "propaganda fide" si è aggiunto, con Marx e poi con tutti gli economisti baciati dalla convenienza di servire l'ideologia in danno della società per soldi o cariche o prebende, l'astuzia già messa in campo da Marx: la falsificazione della teoria economica e il suo uso contro l'economia.
Marx ha inventato che il mercato liberale delle attività produttive era una "lotta inevitabile tra antagonisti" cioè "lotta di classe". Con questa lotta di classe i proletari occupati venivano indirizzati a distruggere la loro azienda così finendo sul lastrico con la loro stessa azione. (Così potevano mettere l'uomo, sempre povero e derelitto, al centro e pronto poi con la vita presente così distrutta ad apprezzare "un'altra vita migliore", con la scelta tra vita presente e futura molto agevolata a vantaggio di quella futura migliore dalla distruzione provocata ad arte di quella terrena presente).Così si è visto che bastavano un po’ di economisti, di cui si diceva e si dice ora "di chiara fama" (comunista), economisti del calibro (zero!!) appoggiandoli ad altri che all'estero avevano avuto vantaggi dai comunisti, per inventare dal nulla che loro economisti "di chiara fama" ci indicavano la via giusta fatta di alti tassi di interesse per evitare l'inflazione (loro volevano farci credere senza neanche conoscere le cause) e così foraggiando quel compagno di lotta anticapitalistica che è il tasso di interesse, che ripaga gli economisti comunisti con presidenze di banche comuniste, consigli d'amministrazione comunisti etc., e buone consulenze.
Tutto questo comodo prendere poltrone e soldi di oggi si appoggia sul guadagnato degli anni '70 dove lo scontro di fabbrica protratto ha fatto delle vittime (come la Fiat) cui è stato fatto credere che non si sarebbero più salvate senza un "compromesso storico" col Pc. Compromesso che ha permesso l'uso della stampa per sempre maggiori intraprese comuniste.
Abbiamo avuto l'uso salariale come ariete, che dopo venti anni di servizio anticapitalistico a "pressione salariale", indicata dagli economisti in forza al Kgb come situazione del tempo, lascia oggi salari di 1.200.000 che sono sicuramente di fame e che farebbero doverosamente parlare di oppressione salariale (dovuta al Pc) piuttosto che di pressione salariale.
Già Ricardo diceva che i salari non contano nulla nell'economia e possono essere portati a contare molto solo con la distruzione dei salari stessi (pressione salariale) e dell'occupazione. Ciò è successo in Italia e i disoccupati di oggi, tutti quelli che hanno perso il lavoro in questi 20 anni di "lotta salariale" devono ringraziare chi ha organizzato per questa corsa verso il baratro suonando il flauto magico del comunismo con la propaganda di Bene che risolve tutti "i problemi del capitalismo" che sono provocati invece da azioni distruttive comuniste.
Una perla di questa politica economica distruttiva fatta dai comunisti è la legge detta "equo canone" che ha comportato un aggravio di quattro volte del costo reale della casa (scontato cioè il rialzo medio dell'inflazione) impoverendo tutti che per avere una casa ora devono avere 300-400-500 milioni mentre prima della legge "equa" bastava l'equivalente di 400-500-600 mila lire al mese di oggi per l'affitto e tutte le case erano a disposizione e lo sarebbero tuttora. Ciò perché la quantità di costruzioni disponibili in Italia è proporzionalmente alla popolazione molto elevata e noi abbiamo un numero di stanze per abitante che è uno dei più grandi del mondo. Così anche oggi potremmo avere tutti una casa per due soldi se non ci fosse una legge che si è spacciata per "equa".
Questa è quindi l'equità comunista; equa è la casa che fa danno a tutti i cittadini e aumenta la loro dipendenza economica con la povertà. Queste iniziative economiche sono la base dell'impoverimento che è la premessa per stendere sulla popolazione sofferente le Bandiere Rosse ed è ciò che ha fatto la forza comunista che si è organizzata per prendere il governo italiano con la povertà.
A questo si aggiunge il prelievo tributario che è legale fino all'esproprio totale del reddito perché non c'è limite alla pressione fiscale rendendo urgente un "Habeas corpus fiscale" dato che il governo prosegue legalmente l'azione anticapitalistica delle BR sempre con leggi "eque" come l'equo canone, la "lotta all'evasione" che ormai riguarda il nostro mangiare, la "solidarietà" verso quelli che sono stati messi nell'indigenza dalle leggi comuniste "Eque", adeguate al fine di creare bisogno e insicurezza e per abbattere con questa scusa il benessere di tutti col prelievo tributario, perché altrimenti il benessere porta la libertà. Su questo argomento continuiamo in seguito.
LIBERALISMO, CRISTIANESIMO E COMUNISMO
L'uomo ha ottenuto la libertà dalla natura quando ha provveduto ai propri fabbisogni mediante la sua iniziativa aiutando la natura che fino lì aveva passivamente provveduto ma a costo della sua libertà. Fino a quel punto l'uomo viveva nel territorio come una fiera, di caccia e di pesca, e doveva combattere ogni intrusione nel suo territorio che dava la sufficienza vitale.
Ciò comportava la guerra di difesa e in caso di penuria la necessità della guerra di offesa.
Così l'uomo era totalmente dipendente dai viveri e perciò non aveva libertà, assoggettato completamente al capo dell'orda per la guerra e la sopravvivenza come ancora oggi si vede negli animali la soggezione al capo.
Quando l'uomo ha visto che aiutare la natura a produrre, tramite lavoro umano, era meno costoso che fare la guerra per ciò che la natura dava senza lavorare scelse il lavoro. Tale svolta fu segnata dal passaggio dal culto della divinità femminile (Dea Madre) e della passività a quella maschile (fallica) dell'iniziativa privata (Industria e Agricoltura).
La natura regalò all'uomo la libertà perché non dipendeva più da risorse scarse dovute alla pressione continua della natalità, risorse che dovevano essere corrette con la morte, ma si diede la possibilità di sostentare una popolazione libera e crescente producendo risorse crescenti. L'uomo quindi scambiava il lavoro contro la guerra e la libertà con l'impegno alla conoscenza della natura e al provvedersi. Questo comportava che la competizione si spostava dalla guerra al ben fare positivo, perché questa competizione fa si che più sai fare più stai bene più guadagni.
Questa situazione è andata avanti con ritorni della guerra e mescolata ad essa, libertà e benessere contro guerra, fino all'Impero Romano.
Qua credendo ormai definitivamente prevalente l'iniziativa che dava i frutti abbandonati di benessere (Lucrezio dice "abbondanza di ogni cosa ora ci affoga", sulla storia dell'uomo) di crescita della popolazione, di crescita della libertà (gli storici dicono che i soldati di Roma non conobbero mai la guerra perché essa si sviluppò per quindici anni su mille della vita di Roma), avvenne che l'insidia della guerra e della debolezza riprendesse piede. Ciò avvenne per una iniziativa che sfuggiva a quella legge fondamentale di sostituzione del lavoro e lo sviluppo alla guerra: il cristianesimo.
Il cristianesimo funzionava come dominio dei capi, ostilità allo sviluppo (oggi chiamata lotta al consumismo) e allora indicato come causa di sciagure (il lusso o benessere) dato che già i sufeti in antico indicarono al popolo a Gerusalemme che non era il caso di organizzare la difesa di Gerusalemme contro Nabucodonosor. "Da tempo i profeti, nella loro logica dalla Storia andavano predicando l'inutilità della lotta di difesa, perché il volere divino era segnato" (S. Moscati) "Il caduco fiore del fastoso ornamento" sarebbe caduto. "L'esilio di Babilonia elimina per la prima volta l'elemento politico dalla storia d'Israele. Ma la coesione religiosa e nazionale è forte". I vincoli politici, le esigenze della vita pratica, sono scomparsi" con la schiavitù e l'esilio.
Così in Roma la religione distrugge lo stato (e non difende) e organizza un dominio confessionale che distrugge lo Stato, la libertà e il benessere. La religione della passività al dio totalitario ha il controllo totale dell'Europa distrutta e la schiavitù è la condizione ordinaria e la morte, per mille anni per la sopravvivenza. Questo comporta che la natura (Dea Madre - chiesa) toglie la libertà ai cittadini perché il suo contributo al loro benessere non è più rilevante. Rilevante è la "lotta di classe", la corruzione, il linciaggio politico, i sicari (cioè la guerra) e la subordinazione alla legge di nuovo ormai di natura di uccidere per vivere e sopravvivere dato che le risorse non possono e non devono crescere.
A corollario di ciò consegue - come a Gerusalemme con Nabucodonosor - che non c'è più oggi lo Stato, e l'unità nazionale sarebbe data dalla religione, come si sente dire in questi giorni senza sprezzo del ridicolo politico.
La religione quindi continua oggi nel mondo a volersi sostituire come forza totalitaria con la lotta di classe o guerra che sia di accaparramento di risorse che devono essere fisse per giustificare la guerra, e non invece crescenti in base alla capacità tecnica del lavoro, che altrimenti nega la necessità della guerra per le risorse, essendo le risorse producibili senza la guerra con il lavoro. Solo lo scisma religioso apre uno spiraglio alla libertà.
Prima l'Inghilterra di Enrico VIII riprende le prerogative dello Stato eliminate dalla chiesa. Poi i protestanti protestano un dio che non li obblighi alla povertà.
Così si apre la porta dell'età moderna col ritorno di benessere e libertà che furono di Roma. E prima ancora di tutte le culture politeiste di interpretazione delle diverse forze della natura. Il comunismo, come erede del socialismo e del sindacalismo precedente, è la risposta della religione al riaffermarsi dello stato e del benessere.
Ritorna la Dea (Santa) Madre - chiesa che propone un'economia stazionaria e povera (lotta al consumismo) che porta l'obbligo della guerra e della morte (lotta di classe) per la sopravvivenza e l'accaparramento della preda. Il comunismo (il comunismo è il PDS che si chiama come nei Paesi dell'Est) è quindi lo strumento della religione per rompere il processo moderno lavoro-libertà-benessere e riportare al rapporto povertà-guerra-identità religiosa-nazione come base della ricostituzione della comunità mistico-nazionali o tribù anche-generali basate sulla mancanza della libertà e dello Stato, le limitate risorse non crescibili e lo spiazzamento su un obiettivo extraterreno che accetta chi accetta la sottomissione con la doppiezza di chi sa che la dea-madre-in terra lo provvederà di sostentamento-preda in questa terra.
Questo è ciò che abbiamo in Italia e nel mondo oggi, e finalmente sul Giornale non appaiono solo dotte analisi di superficie, ma anche dotte analisi profonde grazie a Vittorio Mathieu (Vi spiego perché in Algeria si sgozza, Il Giornale 23 - ottobre 1997).
*Professore all'Università "La Sapienza"
LIBERALI E MEDIA
Marcello Pili
(L'Opinione 12.07.1997)
Inevitabilmente dopo chiusa quella nullità che è la bicamerale inizia il vuoto dibattito blà blà sul pro e sul contro. In Italia tutta la discussione politica si svolge sul vuoto blà blà del pro e del contro del niente. Ciò come espressione di dominio del popolo che viene preso per il culo.
Se non fosse per la torva immagine di regime a vita di un presidente della repubblica questa bicamerale avrebbe chiuso con il nulla delle precedenti Bicamerali nullità, anch'esse, fatte per dileggio della gente e per ribadire il loro nulla sopra la gente. Però questo nulla questa volta ha aspetti che si prestano ad una analisi più approfondita nella curvatura dello zero che è stata usata. In questa curvatura si legge la sottomissione di Berlusconi e Fini dell'Ulivo - Comunista.
Fini ha il riconoscimento che siccome si sottomette quindi esiste. E se a lui va bene?!! Berlusconi quadra il cerchio scambiando la sottomissione con la prospettiva di un alleggerimento giudiziario, che noi crediamo che sarà poi totale a totale sottomissione.
Berlusconi viene pagato con i suoi soldi che potrà incassare vendendo in borsa Mediaset, non perdendo una Rete, e guadagnando una rete di telefonini di cui ha pieno diritto in concorrenza. (Anche qui il saldo è zero).
Chi invece non ha il saldo zero, pur avendo dato niente a nessuno sono i comunisti e l'ulivo. Non a caso subito dopo questo atto di sottomissione si passa a nuove azioni delle guardie rosse.
Il riccometro, dopo la millantata evasione fiscale che nessuno ha provato perché è falsa, millantata evasione fiscale fatta da gente che paga il 50% del reddito in imposte - esproprio e viene sbeffeggiata da furbi che sono veramente furbi e serve a garantire quel quadro di peccato originale e di processo già avviato contro chi non sarà trovato assolutamente povero e con la tessera comunista in tasca.
Ciò ricorda lo sterminio dei Kulacki in Russia a milioni i quali avevano il gran torto di coltivare la terra e di non essere totalmente poveri e perciò in balia del vento comunista non totalmente. Si sta costruendo una società comunistizzata in Italia e in Europa perché questa è la premessa di un dominio confessionale.
Il prelievo fiscale del 50 per cento dimezza il reddito, l'inefficienza volontaria ed intenzionale della Pubblica Amministrazione ne riduce alla metà il contenuto residuo, una terza volta viene dimezzato il valore del nostro reddito e della nostra vita dai veleni inseriti nella società con il '68: droga, scontro uomini - donne, padri - figli, problema del costo di mercato nero della casa perché il mercato libero è ucciso dalla legge comunista che non poteva che essere da loro denominata "Equa" (ma forse equina o asinina) dell'equo canone.
Così dopo aver diviso per due varie volte, la vita non è molto dissimile da quella dei paesi poveri, dividendo per due per ogni volta che l'azione politica comunista dimezza il valore di un aggregato generale: ciascuna come la tassazione, legge casa, qualità o degrado della vita.
Ma questo è ciò che serve e che in Italia è già tutto pronto.
Quello che serviva e ora c'è era lo svuotamento totale del ruolo della gestione civile (perché terrena) della vita politica tramite il fatto che tutte le rappresentanze politiche sono ridotte a sottomissione dell'elemento ideologico confessionale oggi gestito dall'ulivo - comunista, che ha in mira una società confessionale. Una società che ha il papa dei cristiani - cattolici tutti i giorni a tutti i telegiornali è una società confessionale.
Così è successo in Africa in tutte le colonie dell'Inghilterra, occupate da movimenti di……(indovinate?) liberazione che hanno aperto la via alle stragi e che strage dopo strage stanno facendo affiorare controllo confessionale vuoi musulmano vuoi cristiano - cattolico. Così la proposta di riunificazione delle tre religioni monoteiste assume un significato più chiaro. L'immigrazione clandestina in Europa è una offerta alla religione medioorientale, naturalmente purchè si sottometta ai "Latini".
Quei Latini che richiamano alla mente gli Ortodossi e l'impero di Bisanzio la cui capitale è oggi spostata a Mosca, che rifiuta oggi categoricamente l'influenza dei "Latini" chiedendo protezione all'America, ma che è però comunque occupata dai comunisti che sono comandati dai Latini, come si vede in Italia. Ciò che bisogna evitare è confondere le forme con cui questo problema appare, rivoluzione armata, occupazione dello stato e dell'economia, propaganda e occupazione dei media e della scuola (propaganda fide), rimbambimento e paralisi ecologistica, assistenzialismo e falsa solidarietà - contro l'anatema dell'egoismo che sfama i popoli invece di lasciarli morire di fame, con il problema.
Il problema è la presa del potere civile sulle regioni laico - pagane - ortodosse - o protestanti per imporre la religione universale. Quella della dea Madre, della sudditanza, della debolezza, che oggi si ripropone nella forma di Dio unico totalitario che governa tutto stabilendo qual è il bene degli uomini, che è la sofferenza per una "altra" vita migliore.
Il culto della dea madre (passività verso la natura) è stato scalzato da millenni con il culto dell'iniziativa privata o fallica atto a produrre i vantaggi per gli uomini che la natura senza aiuto non dava a sufficienza.
Tutta la storia dell'uomo è storia dell'iniziativa privata e della "coltivazione" della natura e dell'intervento.
Il Dio unico ha usato questa astuzia di chiamare Dio unico la vecchia dea madre della passività alla natura e quindi alla dittatura, per avere la passività verso il potere religione - stato, per scalzare il Dio molteplice greco - ellenistico che era in rapporto di collaborazione con l'uomo per il suo progresso.
Il dio molteplice greco - ellenistico dava l'articolata rappresentazione della natura che era ormai conosciuta e divisa in forze diverse e quindi dei diversi che consentivano all'uomo un arricchimento proporzionale materiale, proporzionale alla conoscenza della natura che veniva scorporata in diverse componenti o forze, chiamate poi dei, semidei, ninfe, eroi, ecc, che rappresentavano la costellazione della natura divisa in forze conosciute, fissate in modo sintetico nella storia della conoscenza che era l'Olimpo Pagano (i veri Dei).
Tutte le religioni relative non assolute e non dittatoriali sono nemiche da sopraffare, quali il liberalismo laico - pagano in tutto il mondo, il protestantesimo che ne sarebbe l'artefice magari meritevole e i riottosi ortodossi che però sono già intanto occupati dai comunisti.
Questa è l'ottica internazionale in cui si devono muovere i liberali, che devono vedere presto il collegamento con i liberali europei, inglesi, americani e di tutto il mondo, lasciando la presunta particolarità dell'Italia che serve solo a sconfiggere i liberali circoscrivendo l'azione e impedendo i collegamenti esterni che sono vitali.
Marcello Pili
Università "La Sapienza" Roma
LIBERALI E MEDIA
Marcello Pili
(L'Opinione 23.09.97)
Lo stato dell’Italia oggi è quello del Titanic anche se gli Italiani non ballano né suonano.
Quello che è un regime comunista è appena accennato e iniziato ora in Italia e la perdita di libertà sarà totale.
Come si vede da una inserzione a pagamento sul Giornale, c’è una Forza Nuova che vuole l’abrogazione delle leggi abortiste, la crescita demografica al centro della politica di rinascita nazionale, la messa al bando di massoneria e sette segrete, il, ripristino del concordato Stato-Chiesa del 1929.
Lo stato italiano non ha più autonomia dal 1943 ed è diventato lo stato della chiesa.
Questo dato della chiesa è gestito tramite un Governatore, anzi un Osservatore, un Osservatore – romano che dice quello che gli Italiani possono e non possono fare.
Se questo Osservatore dice che gli immigrati clandestini irregolari non vanno espulsi essi non vengono respinti.
Se gli Italiani che pagano con la rapina della metà del proprio reddito il governo comunista si lamentano l’Osservatore dice che sono egoisti e il prelievo continua.
Viene detto che questo prelievo viene fatto per la solidarietà – che non è nelle leggi dello Stato – ma il prelievo viene fatto sempre. Solidarietà oggi è il nome del comunismo tutto il comunismo è solidarietà: la solidarietà verso i falsi invalidi è solidarietà, la solidarietà verso la clientela dei partiti confessionali e comunisti è solidarietà, la solidarietà verso la pletora di pubblici dipendenti che dal 1970 ad oggi sono passati da 1 milione a 4 milioni questa è solidarietà, il pagare tassi di interesse doppi del mercato mondiale a carico del bilancio pubblico è solidarietà alle banche amiche, che nessuno indica né come evasori né come egoisti.
La riduzione dei tassi di interesse al livello di equilibrio internazionale avrebbe reso inutile la manovra sulle pensioni di chi ne ha diritto (non falsi invalidi che sarebbero da campione il 25%) evitando anche di allarmare tanta gente onesta che vive con una pensione irrisoria.
Diverso è invece il fatto che queste pensioni non bastano comunque a causa dell’alto prezzo dell’affitto della casa dovuto alla bella legge comunista dell’equo (e dicono proprio così!!!) canone che ha distrutto il mercato dell’affitto e ha lasciato il mercato di proprietà a carissimo prezzo di cui i comunisti non rispondono se non offrendo alle loro clientele gli appartamenti pubblici.
Così vediamo che le pensioni, pur basse della gente onesta, non bastano a niente perché non possono finanziare un affitto o una rata d’acquisto della casa, obbligatoria per la legge comunista dell’equo canone.
Così ci si scaglia contro il welfare state mentre onestamente bisognerebbe scagliarsi contro le false invalidità, le pensioni date per il voto di scambio, la legge dell’equo canone che è la causa della metà almeno della disoccupazione, che troverebbe occupazione con il trasferimento al Nord in una condizione di mercato libero delle case, come è stato negli anni ’50 e ’60 prima dell’equo canone.
Anche i liberali abbaiano alla luna, a tutto quello che gli si pone davanti agli occhi luminescente.
Così se si dice riforma del welfare si buttano senza distinguere tra sprechi e sicurezza sociale, senza indicare che il tasso di interesse non si discute mai, e il governatore della Banca d’Italia, porta ogni volta una nuova scusa per tenere alto il tasso di interesse italiano che sul debito pubblico è al 5-6% mentre il Giappone ha lo 0.50% e la Svizzera ha l’1.5% (vedere tabella tassi eurodivise dei quotidiani).
Un’altra parte del welfare state evitabile è il maggior aumento di pensioni dovute al prepensionamento di tutti i settori che sono una quantità enorme dagli anni ’70 a oggi.
Chi governa con lo spirito comunista o confessionale non mira a ricollocare nel lavoro persone sulla quarantina, in pieno delle forze, con famiglie giovani, preferendo metterle in pensione, così distruggendo l’intera famiglia, ma questo è il sistema comunista di creare dipendenza, invalidità, male sociale, su cui stendere bandiere rosse, voto di scambio; l’inabile o il disoccupato non può stare a vedere se il comunismo è morte perché lui muore di fame e quindi può votare comunista senza pensare.
La mancata ricollocazione della forza lavoro è fatta solo in una prospettiva di morte, di attacco al capitalismo che è invece fonte di vita e di benessere. Ma non dimentichiamoci che il benessere è attaccato con l’epiteto di comunismo pur se in Italia le famiglie che hanno un reddito di 10 milioni netti mensili sono dell’ordine dell’1-2% delle famiglie, e quindi si può dire che in Italia, più che il consumismo si fa il comunismo e si fa la fame.
Se si evita la ricollocazione delle eccedenze di occupati dei vari settori mettendoli invece in parcheggio in attesa della morte, si aumentano sicuramente i voti comunisti e quelli di chi invita a non prendere parte alle passioni terrene per prepararsi ad un’altra vita, ma si danneggia l’economia e il futuro dei figli di tutti come se nel passaggio dall’agricoltura all’industria e ai servizi che tutti noi abbiamo vissuto negli anni ’50 e ’60 avessimo avuto il blocco degli occupati nei settori di allora (agricoltura) senza ricollocazione che è avvenuta invece nell’industria, nell’edilizia, nel commercio, nell’artigianato, ricollocazione che si è potuta avere con la mobilità territoriale e verso le città che offrivano case per tutti a prezzi modicissimi di un terzo dello stipendio comune, (ora non basta un intero stipendio operaio per la casa rendendo non faticoso il trasloco simbolico a Milano o Torino ma impossibile).
Questo è attacco capitalistico vero, fatto da gente che insegna all’università, che boccia gli studenti pur non avendogli insegnato niente, che sta sempre nei concorsi a cattedra, (anche quelli ad estrazione a sorte. Ma che sorte?!!!) a far si che la pianta universitaria germogli sempre comunista.
A livello internazionale vediamo che il comunismo sta stringendo la gola dell’Europa, i programmi si fanno ecologistici e di solidarietà, cioè comunisti, e il prepotente intento dell’Italia di questo Ulivo di entrare nell’accordo di Maastricht a tutti i costi, con dati pure falsi o con artifici contabili, dimostra che i nostri ulivisti si sentono i nuovi padroni dell’Europa in grado ormai di affondarla tutta, nelle loro intenzioni.
L’ostacolo più grosso è l’Inghilterra perché non ha perso la guerra; c’è ogni giorno uno scandalo sulla famiglia reale, e ogni cosa che succede viene divisa tra chi è contro la Corona, che sarebbe bene, e chi rappresenta la Corona che sarebbe male.
Questa analisi degna di fumettopoli è la guerra senza dignità e squallida fatta contro la Corona d’Inghilterra perché guida i cristiani anglicani che hanno ripudiato il pope dei cristiani che si dicono generali, anzi universali, forse cattolici. Così è la cosa irlandese che avviene con sostegno e non sconfessione della secessione armata.
L’Inghilterra è l’ultima resistenza ai comunisti, i quali si portano poi appresso la confessione del pope romano.
Perciò si cerca di distruggerla l’Inghilterra dando luogo alla secessione (Scozia) che in Italia non è consentita perché è stato della chiesa; perciò Bossi dovrebbe chiedere la secessione della religione del pope romano, così vediamo se è reato anche questo.
Marcello Pili
Università "La Sapienza"
LIBERALI E MEDIA
Marcello Pili
(L'Opinione 28.08.97)
Il regime costituito in Italia tra comunisti e partito confessionale consente l'analisi di quelli che sono stati gli strumenti per portare al regime e quali con cui si esercita.
Ai liberali va ricordato che 2500 anni fa in epoca greca il pensiero umano si faceva strada sulle barbarie e sul buio con l'intelligenza di persone che amavano la conoscenza e la libertà di pensiero (filosofia) e che non disdegnavano di esercitare questa grande potenza dell'uomo sia a piedi scalzi (Platone e Socrate) sia con gli agi del tempo (Epicuro).
Così oggi mancano analisi di fondo dei problemi, con invece l'attenta analisi delle banalità e delle apparenze che portano al risultato di quello che non vedeva il bosco per via degli alberi. Liberando delle fronde la nostra vista (o come si dice in volgare romano levando le fette di salame dagli occhi), vediamo i principii su cui si basa questa presa del potere comunista e confessionale in Italia.
Queste due unità si muovono in perfetta sincronia in Italia e in tutto il mondo, quindi non è occasione di alcuna meraviglia la loro azione congiunta. Questa azione congiunta si è interrotta solo per pochi anni tra la fine della seconda guerra mondiale e la morte di Stalin, che si era "montato la testa" dopo che aveva vinto la guerra con l'appoggio "dell'America" chiedendo quante divisioni aveva il papa dei cristiani che si dicono cattolici e occupando la Polonia e tenendola sotto dominio comunista. Così l'Italia ha conosciuto un periodo di prospero sviluppo tra il 1948 - 50 e il 1960, tra la rottura del 1948 e la riconciliazione con i comunisti del Concilio Vaticano II. Questa riconciliazione fatta da Krusciov che aveva liquidato lo Stanalismo come regime ma non il comunismo ebbe modesti effetti per il perdurare dell'atteggiamento degli Stati Uniti d'America che non transigevano con il comunismo con il quale facevano la guerra fredda e calda.
Così l'Italia ha guadagnato un altro decennio di benessere e prosperità (anni '60) perché per l'Italia si accettava sì la svolta - riconciliazione del Concilio Vaticano II ma non si accettavano i comunisti al governo e quindi il centrosinistra che ne venne aveva ancora effetti positivi perché moderato nei contenuti di collettizzazione (nazionalizzazione dell'Energia Elettrica ridotta a fatto poco più che simbolico che manteneva il prezzo dell'elettricità a prezzi competitivi), con i socialisti che avevano alla base della loro azione ormai (dopo l'800) la compatibilità col sistema di mercato e la Comunità Europea che era una grande conquista liberale che aveva incominciato ad operare progressivamente dal 1958 e quindi dando effetti benefici per tutti gli anni '60 con saggi di sviluppo del reddito per il ventennio 1950 - 70 del 5-6% annuo (cioè enormi rispetto ad oggi). Quindi noi Italiani dobbiamo questo alla assenza dallo scacchiere mondiale e dall'Italia dei comunisti.
Ma col 1960 la riconciliazione con i comunisti andava avanti, e questi consideravano i socialisti solo dei sostituti "temporanei" e questo spiegava "l'odio eterno" e il disprezzo che si è poi consumato con i processi recenti. La resistenza dell'America in verità forte per mano di Kennedy, che faceva parte del partito democratico che i comunisti consideravano partito fratello, fu vinta con l'assassinio di Jhon Fitzgerald Kennedy.
La guerra del Viet-nam fu poi gestita per far perdere l'America, e così far competere la Russia "ad armi pari" almeno nel settorino spaziale e ripresentare nel mondo la larva comunista col berretto di bene dell'umanità e propaganda nel sociale via sindacati e università ('68 mondiale).
La tecnica non era più quella delle stragi ma quella della falsità, della propaganda opprimente e il travolgimento delle strutture liberali (scuola e informazione) secondo l'uso che avevano fatto i cinesi con le guardie rosse.
(Rivoluzione culturale delle teste tagliate).
Il sindacato, che era stato assorbito secondo il suo statuto dichiarato a contrattatore del bene degli operai nel sistema liberale, riprese a funzionare per quello che era stato inventato: fare un finto bene degli operai e sgangherare invece il sistema liberale rivoluzionariamente. Con ciò, arriviamo al compromesso storico italiano (anni '70), dove i comunisti si fanno gestire dalla chiesa tramite il partito confessionale. Si fanno le prime prove di funzionamento comune. La chiesa abbandona alcune feste per "l'austerità". Si chiudono i cantieri delle autostrade causa del benessere capitalistico che era d'impaccio alla prorompenza di quel sol dell'avvenire che gli Italiani continuavano a rifiutare.
Il cartello petrolifero indicava un'influenza comunista su settori del mondo (Paesi Arabi) e su settori dell'economia (Energia) in grado di danneggiare il mondo liberale gravemente. Il resto del mondo si danneggiava da se per non aver accettato le libertà.
Così noi per non aver voluto vedere negli anni '80 quel colera che i comunisti avevano seminato, la droga anticapitalistica per i giovani, l'ecologismo antinucleare che doveva rafforzare il cartello petrolifero, il disfunzionamento di ogni settore pubblico, scuola, servizi, trasporti, ora siamo qui a questo punto.
Negli anni '80 la sottomissione della stampa ai comunisti ci nascondeva la drammaticità di quanto procedeva, con idiozie dell'edonismo italiano, il "miracolo" darwiniano dell'industria italiana che si arrampicava sugli specchi perché dietro aveva la morte, e così i comunisti procedevano nel mondo e in Italia.
Gli Italiani stanno per scoprire ora di essere fagocitati dai comunisti esattamente come tanti altri paesi del mondo e così impareranno che sono uguali agli altri e che si devono occupare delle cose del mondo e combattere per la libertà. Si dice con meraviglia che gli intellettuali in Italia sono tutti comunisti.
Forse che nel Fascismo non erano fascisti anche i comunisti? Allora diciamo che i comunisti danno, assegnano e pagano tutti i posti del settore intellettuale e quindi si capisce che gli intellettuali con la loro codardia e viltà siano tutti comunisti. Non si capisce invece perché gli si dia importanza, che li si citi, che si dica il tal politologo (nientemeno!!!) ha detto……zac! Non c'è nessuno che dica cose più banali dei politici che non sia il politologo. Poi vediamo la statura dei politici. Quando c'era Andreotti (che non era Pericle) si diceva "se dura tanto è perché ha la testa più grande". Lo vediamo! Ora vediamo D'Alema che misurato a palmi non vale niente trattato dalla stampa come un "grande capo".
Per capire il caso D'Alema bisogna pensare che lui lavora in un contesto internazionale "il comunismo" e che in questo contesto qualcosa conta non per quello che ha di suo ma per quello che nel ruolo internazionale (comunismo) gli viene dato.
Come l'asino di Caligola contava per chi lo aveva fatto senatore, così oggi D'Alema conta per avere sottomesso Berlusconi con Di Pietro e poi Di Pietro con Berlusconi, che ne chiedeva il processo.
L'IMBROGLIO ECOLOGISTA
Marcello Pili
Sono oramai una trentina d'anni che in occidente si fa politica coi falsi.
Falsa era la teoria dello sfruttamento capitalista, falsa la tesi dell'emancipazione comunista, ma queste falsità hanno il pregio per i comunisti di consentire il controllo del popolo e politico dello Stato, per un po’. Poi si inventa un'altra balla.
Tra le ultime utilizzate c'è l'ecologismo, anche se da lungo tempo preparata e tenuta al caldo, anche perché le tradizionali falsità dell'emancipazione proletaria tramite il comunismo e la teoria dello sfruttamento anche se troppo screditate vengono sempre riproposte per la credulità delle persone a cui sono rivolte.
L'ecologismo si basa sul principio del peccato originale. L'uomo nel tentativo di vivere bene distrugge il mondo. Questo farebbe scoppiare delle risate se non fosse che gli ecologisti come novelli falsificatori sono organizzati al pari dei vecchi falsari comunisti.
I nuovi falsi sono: a) il riscaldamento della terra, b) il buco dell'Ozono causato dai nostri frigoriferi, c) il danno prodotto dall'emissione di CO2.
Tutti questi falsi cercano di sostituire quello dello sfruttamento, falso con cui si è andati avanti per due secoli.
Lo sfruttamento è falso perché in realtà dovrebbe essere maggiore quanto maggiore è il benessere e così si vede che sfruttamento è.., cioè uno sfruttamento da ridere.
Se lo sfruttamento era effettuato in fabbrica falsamente ora si cerca di attribuire alla stessa, l'industria, la colpa dell'inquinamento.
Cioè la fabbrica non fa più lo sfruttamento ma inquina. Non si fa più la lotta allo sfruttamento, ma si fa la lotta all'inquinamento, cioè sempre la stessa cosa e i nemici sono sempre gli stessi, la lotta pure. L'emissione di CO2 cioè di anidride carbonica, colpisce di peccato sempre la stessa parte (l'industria che vuole dare sviluppo alla popolazione).
Inutile dire che il CO2 che ritorna alla atmosfera per combustione da li veniva quando è stato fissato nelle foreste e poi immagazzinato nel petrolio.
Niente, la terra è piatta come la testa degli ecologisti e Galileo va ucciso perché eretico.
Prima però di dimostrare alcunchè si trovano già pseudo-conduttori di programmi televisivi pseudo-scientifici che danno che è ovvio il riscaldamento della terra. Che nessuno scienziato lo dica, che nessuno che ha una dignità lo dica, non fa niente. Vediamo con quanta insistenza si cerca di far dire ai vari Colonnelli metereologici quello che non vogliono dire e che non dicono: che c'è un riscaldamento del pianeta.
Il principio del peccato originale è così un principio utile per perseguire chiunque a piacimento e i novelli terroristi distruttori delle libertà usano il presunto danno al pianeta, nientemeno, come accusa all'uno e all'altro.
Le riviste scientifiche dicono che negli ultimi 130 anni nessun riscaldamento del pianeta si vede. Semmai un certo raffreddamento seconda dei periodi presi e in relazione alle esplosioni solari.
Ma il peccato di danno alla natura è l'accusa che consentirà ai comunisti ora verdi-ecologisti di comandare accusando sempre gli altri di rompere "la natura".
Le autostrade sono ferme da 25 anni e non si può dire più che il petrolio è caro, e quindi ci si prepara a dire che le autostrade mentre prima non si facevano per l'austerità ora non si faranno perché le autostrade rompono l'equilibrio del mondo dei topi.
Ciò comporta che all'uomo si propina la povertà anziché l'obiettivo del benessere.
Perduto l'obiettivo del benessere, con gli stessi strumenti poi si perde la libertà.
A cosa servono i blocchi della circolazione in città se non a fermare la gente con
una semplice scusa? Chi indica e chi controlla i livelli di attenzione o intervento?
Chi può dire che la soluzione è il fermo del lavoro e la perdita di libertà di movimento? Se l'inquinamento fa smettere il lavoro si dovrebbe abolire il lavoro totalmente perché questo è sicuramente la causa del maggiore inquinamento biologico che l'uomo può subire: lo stress.
Quindi i vacui vanno tenuti fuori dalla portata dell'intelligenza e delle scelte politiche.
Nel secolo scorso il riscaldamento delle famiglie avveniva con la legna e col carbone.
Che non si fossero accorti che il fumo dava fastidio, oppure che questi ottusi preferivano bruciare legna che morire di freddo???.
A proposito avete visto che bell'inverno da effetto serra? Che ne dice il Mentanino del riscaldamento del pianeta del TG5? Forse che c'ha la testa al caldo? O al freddo?.
Prof. Marcello Pili
Univ. "La Sapienza"
Roma, 02/02/99
Politica liberale e deformazione dei media
Difficilmente arriveremo all’individuazione di una politica liberale non generica se noi seguiamo gli argomenti che vengono posti all’attenzione della stampa e della televisione prendendo la parte per qualcuno degli argomenti in contesa.
Questo perché l’informazione di tutti i settori è già corrotta e taroccata dal fatto che gli argomenti da porre in circolazione e di discussione sono scelti dalle agenzie di stampa per la stampa e dalle sei televisioni (potremmo dire di regime Rai –Mediaset).
E’ orribile vedere come i telegiornali siano ridotti, tutti uguali e ripetitivi, con gli stessi soli tre punti commentati con le stesse parole.
Le libere voci sono il Giornale di Feltri e L’opinione delle Libertà, e per chi non credesse invitiamo a vedere qualche telegiornale di piccola rete che ancora legge le notizie d’agenzia e c’è quindi la verifica che ci sono molte notizie interessanti e utili che vengono censurate dalle sei reti di regime per fini di irregimentare l’opinione rendendola comune (o comunista?).
Spero che ora a queste piccole reti finora sfuggite all’intervento non venga esteso il controllo del grande fratello totale.
Però voglio approfondire una parte dell’informazione, "L’economia" che io insegno, per dire che quasi tutto ciò che si dice su questo argomento è falso e costruito per far derivare dibattiti intorno a fatti che non esistono.
Cominciando dagli ultimi in ordine di tempo vediamo perché mai le discussioni sui parametri di ammissione agli accordi di Maastricht si svolga sul deficit di bilancio dello Stato (che è intorno al 3% poco più poco meno).
Tutti noi sappiamo che c’è un altro parametro detto rapporto tra debito pubblico intero accumulato e Pil che non viene mai trattato se non nelle tabelle del Giornale e mai nei commenti.
Perché si crede che questo parametro non conta per la valutazione della nostra ammissibilità quando il rapporto è 124% e deve invece essere inferiore al 60%? Come si crede di poter far quadrare questo parametro?
Semplice, se non se ne parla, e si canalizza (tramite i sei canali televisivi di regime: mai nome più appropriato) la discussione intorno al 3% del rapporto deficit/Pil.
Spero che sia chiara la differenza del rapporto Debito Pubblico totale su Pil e Deficit Annuale su Pil.
Così facendo in Italia si da a intendere credendosi furbe che le obiezioni (poco più, poco meno del parametro) sono da ragionieri e quindi è evidente che noi (Italia) saremmo in Europa di diritto.
Questo è un esempio presente di falsificazione dell’informazione in economia e possiamo seguirne lo sviluppo per vedere come va a finire. (Andrà a finire che nessuno parlerà dopo l’esclusione di Maastricht del rapporto Deficit/Pil e della ragione della nostra esclusione per intero).
Stanno già arrivando dal regime della disinformazione le prime iniziative di diversivo sull’argomento: "L’Europa era l’unico modo per tassarvi" "Senza questa tassazione saremmo scoppiati" etc. etc., e così prima di chiudere l’anno vedremo l’intera operazione di disinformazione.
Ciò in economia è la regola e si basa sul fatto che i giornalisti dell’economia sono scelti molto spesso ignoranti di economia e "conduttori", in senso elettrico, di informazioni prefabbricate senza capirle come base per non criticarle.
Tutto ciò però ha a monte l’Università dove l’insegnamento è costruito su libri standard adeguati a non far capire niente (è ciò che serve!!!) e i docenti sono selezionati nei concorsi a cattedre spesso col criterio del ramo politico e della massima e della massima subordinazione, che si verifica col fatto che quasi nessuno scrive di economia sui giornali, e avrebbe in realtà poco da dire su quella base di selezione. Solo col ministro del Polo Podestà un po’ di concorsi sono andati in mano ai giudici. Tale situazione vige in Italia almeno dal centrosinistra (1961), cioè quando gli economisti magnificavano la nazionalizzazione dell’energia elettrica, l’intervento dello Stato nell’economia, come strumento progressivo di sviluppo, poi la programmazione economica con tanto di Ministro e pseudo-esperti che magnificavano la programmazione perché derivata concettualmente dal controllo marxista dell’economia e tutto doveva preparare l’arrivo dei comunisti al governo stendendo un sentiero di positivo e di bene per questo sulla strada.
Quei pseudo-esperti sono ancora tra di noi e sempre dalla stessa parte con finti socialisti e veri comunisti.
Quando l’attacco negli anni ’70 al capitalismo, fatto col cartello del petrolio (monopolio che ha alzato il prezzo di dieci volte), con l’uso della lotta di fabbrica per fini distruttivi fiancheggiata dalle Br, aveva messo in discussione il livello di produzione, di benessere, e l’impiego di forza lavoro, allora si diceva che il capitalismo era "marcio", che c’erano le cosiddette "contraddizioni interne" che ora si chiamano "capitalismo selvaggio o spinto", "consumismo et egoismo".
Nessuno sa che il massimo di occupazione in Italia si è avuto nel 1961 (prima delle rivalutazioni "fantasiose" degli occupati dell’Istat) e che questa data corrisponde con l’avvio del centro-sinistra.
I socialisti non capiscono la ragione dell’assalto che hanno subito: ma loro erano là al governo al posto dei comunisti per una svolta politica contrattata da qualcuno con i comunisti, da allora, e delegata ai socialisti per l’impresentabilità mondiale-occidentale dei comunisti. Con l’assassinio di Kennedy e poi con la perdita della guerra del Viet-nam tutto era pronto per l’attacco finale che si è svolto negli anni ’70.
Monopolio-cartello anticapitalistico per il petrolio e aggressione in fabbrica e nella fabbrica della cosiddetta "cultura" (il ’68 nelle Università).
Tutto ciò che è seguito è stato poi enfatizzato come crisi del capitalismo (anziché aggressione). La bilancia del commercio estero italiano che negli anni 1973-1986 (il 1986 è la fine del cartello petrolifero e ritorno a prezzi bassi) aveva avuto un modesto deficit è stata sempre presentata come in posizione di grave deficit che con discorso di propaganda veniva detto "strutturale".
Tutto allora veniva indicato come difficoltà strutturale in base a strumenti di propaganda marxista fino a quando, arrivato il Pci al governo, tutto ora viene taciuto e minimizzato per imporre l’idea che ora, ora sì, va bene.
Oggi, nessuno dice che il bilancio corrente dello Stato è composto da tre partite che per semplicità indicheremo dello stesso ordine di grandezza (cioè 30% ciascuno) e che sono salari e stipendi della pubblica amministrazione (30% per 4.000.000 di dipendenti pubblici) interessi sul debito pubblico (30% per il debito) e pensioni (40% per i 20 milioni di pensionati).
Così si vede che la spesa per interessi è dell’ordine di grandezza di quella dei salari e stipendi per quattro milioni di dipendenti ed è oltre la metà delle pensioni per 20.000.000 di pensionati e che il dimezzamento del tasso di interesse ridurrebbe il deficit pubblico a zero.
Perché questo tasso di interesse non si tocca (rimanendo sempre più alto che nel mercato internazionale) è perché di questo non si parla (non si tocca perché di questo non si parla) e perché il tasso di interesse fa parte della banda "progressista anticapitalista" e lavora da tempo per questa causa. Vediamo un tasso di interesse alto dato che al tasso di interesse piace l’anticapitalismo, infatti un alto tasso di interesse è uno strumento anticapitalistico redditizio, e per abbassarlo Prodi deve fare le sette chiese (contraddizioni di campo comunista). Ciò ed altro vedremo in seguito.
QUEI MAESTRI DELLA TEORIA ECONOMICA
CHE PARLANO LINGUE DIVERSE ALL'UNIVERSITA' E IN PIAZZA
Marcello Pili
(L'Opinione 02.10.1994)
In questi giorni si è discussa la formazione della legge finanziaria che dà il quadro totale delle entrate, delle uscite, dell'indebitamento dello Stato. Tale legge è di rilevante interesse ed è giusto che sia così sentita e discussa. Non invece sono così chiari gli argomenti in discussione e le posizioni contrastanti comunemente adottate.
Esiste una discrepanza solenne tra ciò che si dice come buon senso che il deficit è male e ciò che si insegna all'Università.
Spaventa Luigi, ex ministro finanziario successore di Pomicino, insegna all'Università, come tutti gli economisti, che il deficit pubblico è un toccasana per raggiungere la "piena occupazione" e che questa teoria è conosciuta come teoria keynesiana del reddito.
Tutti gli studenti che devono fare o hanno fatto l'esame di economia sanno bene queste cose.
Occorre allora superare la schizofrenia, la scissione dell'anima, secondo cui è male pubblicamente ciò che in "privato", nelle aule universitarie, è lecito e auspicabile.
In effetti l'allegra procedura di espansione della spesa pubblica in Italia ottenuta tramite la continua crescita del deficit procede negli anni '70 e '80 dopo un martellamento durato venti anni nelle Università e nella politica, anni '60 e '70, secondo cui il ruolo del "deficit spending" era positivo ed un cattivo comportamento (deficit) moralmente negativo era benefico se era un comportamento collettivo del governo.
Così un vizio, se applicato ai privati, era diventato virtù se applicato allo Stato. Durante questo martellamento veniva indicata con schifo la "Treasure view", cioè il punto di vista del Tesoro britannico e americano del bilancio in pareggio che era il frutto della teoria liberale della neutralità dello Stato in economia (pareggio tra entrate e uscite - neutralità dello Stato in economia).
Così abbiamo che quelli che dicevano che il deficit aveva effetti positivi, ora, con molta disinvoltura, predicano pubblicamente la severità di ricoprire con entrate la spesa pubblica che continuano a non voler controllare, ma ovviamente continuano a insegnare all'Università che il deficit serve a dare "il reddito di pieno impiego" ed altri blà, blà. Di fronte al controllo della spesa dicono sempre di no, argomentando con la socialità che però si è creata specificamente e artatamente pensionando e prepensionando tutti e con assunzioni pubbliche a ruota libera, e continuando a chiedere che si faccia.
Questa "socialità" viene reclamata per espandere la spesa pubblica e il ruolo dello Stato - partiti come intermediario della distribuzione del reddito, senza mai vedere o indicare la spaventosa cifra della spesa degli interessi che è dell'ordine di 180mila miliardi e di cui non si parla perché fa parte della casamatta amica dello Stato - partiti.
"Non resta quindi che agire sul prelievo", essi concludono, ed il governo Berlusconi è stato forzato, senza cedere, in quella direzione, giacchè il vecchio sistema, in questo modo, effettuava il controllo dei Kulaki, cioè dei lavoratori dipendenti (per il loro poco di benessere) ed indipendenti italiani, che, secondo la teoria sovietica, sono i nemici dello Stato - partito.
Il deficit pubblico in Italia è nella realtà determinato secondo uno schema keynesiano dove questo deficit è "necessario" per coprire la minore spesa privata degli investimenti, dovuta agli alti tassi di interesse. Sono quindi i tassi elevati ad essere la causa del "deficit necessario", che viene dato dal modello econometrico della banca d'Italia, come base, come dadi per la partita politica. C'è poi chi trucca i dadi, chi dice di aver fatto tredici e quattordici punti, e perciò il dibattito è infinito e inconcludente.
La continuità dei deficit di almeno quindici anni indica questo sostanziale squilibrio dovuto agli alti di interesse che fino al 1985 - 86 avevano qualche ragione, (ma non a quei livelli assoluti!!!) perché la scarsa domanda agevolava l'aggiustamento della bilancia commerciale, che aveva lievi deficit dovuti ai rincari petroliferi e al rincaro del dollaro fino al 1986.
Dopo il 1986 questa situazione "ereditata" è stata poi mantenuta per fare la sovietizzazione, tramite l'operatore pubblico nell'economia, dal lato della spesa, e la confisca dei Kulaki col fisco che "non riusciva" e non voleva mai bastare ad una spesa sempre più diretta a sperperi e sprechi, dato il livello crescente dei redditi prodotti e da tagliare ai Kulaki.
Questa economia - teoria della povertà, che abbiamo ereditato dai partiti - Stato e dalla passata gestione politica, è la causa della difficoltà dell'attuale governo con l'opposizione. Questo è il punto rilevante che dobbiamo superare anche nella cultura e nell'informazione.
*Università di Roma
"La Sapienza"
RICATTI POLITICI E DEMOCRAZIA MAFIOSA
Non possiamo più fare come se non fosse successo. Il Magistrato Colombo di Milano ha detto una pura verità. L'Italia è tenuta in piedi e gestita coi ricatti, il problema è vedere la fonte dei ricatti. Berlusconi dovrebbe prima che prendersela con i giudici indicare chi gli fa i ricatti e chi gli toglie le televisioni senza alcun diritto.
In Italia non esiste il conflitto di interessi e quindi Berlusconi non si deve scusare di alcunchè. Ma i comunisti dicono che in America esiste ed iniziano i ricatti anche se in America i comunisti sono fuorilegge.
Se non recedi dalla politica perdi le reti. Se non ti sottometti avrai lo sgozzamento politico e così via senza che Berlusconi abbia denunciato questo all'opinione pubblica e ai suoi elettori. Si vuole che Berlusconi subisca senza denunciare i ricatti secondo il più preciso stile mafioso. Berlusconi è oggetto di ricatti mafiosi che vengono dalla politica ed è giusto indicare quelli più che le pressioni dei giudici. In Italia il sistema politico non ha più niente di liberale e ciò è dovuto alla alleanza dei comunisti con i cristiani. Nel dopoguerra questa alleanza è stata interrotta (1948) e così gli Italiani hanno beneficiato di libertà, benessere e democrazia fino al 1968.
Anno in cui scoppia la "rivoluzione culturale" per l'occidente, con i suoi morti e le sue purghe con l'appoggio delle Brigate Rosse (guardie Rosse) e con l'appoggio dei tartufi democristiani. Ora i comunisti al governo vedono l'appoggio dei cristiani che ovviamente non danno a Cesare quel che è di Cesare ma che col Papa non riconoscono allo Stato valore del fondamento sociale. Così le elucubrazioni non religiose ma sociali della chiesa sono il comunismo con la sua negazione dello Stato. Dice il Papa: non è lo Stato la base della società; la società è consumista (cioè tende al benessere in terra anziché nell'altra vita); gli Italiani devono ricevere una società multirazziale, che in realtà è multireligiosa, secondo le esigenze di scambio dei cristiani con altre religioni, musulmani in particolare. Se ciò avviene con migrazioni illegali si dimostrerà che queste forze sono più forti di quelle dello Stato. E ciò non è stabilito dal Parlamento; né l'obiettivo di multirazzialità o multireligioso né la migrazione illegale.
Quanto a problemi interni, per riempire il gulag dei disoccupati, dei drogati e dei senza destino si enfatizza il non controllo delle nascite, cioè la procreazione irresponsabile che insieme al malessere prodotto da forti tasse (sgozzamento fiscale) fa sì che non ci sia più sentimento sociale e ciascuno debba pensare di abbandonare l'idea di benessere, di libertà e del diritto.
Ciò in prossimità non lontana di una repubblica confessionale con sofferenza, tormento, e dolore che sono le caratteristiche dello Stato medioevale cristiano.
Con il terzo tentativo in questo secolo di fare l'Europa comunista (dopo il 1919 e il 1943) oggi si realizza con l'appoggio dei cristiani che sempre l'avevano appoggiato anche le altre due volte, e il terzo segreto di Fatima è che il Papa sostiene i comunisti prima del 2000. Così il crollo del muro di Berlino ha comportato l'allargamento dell'occidente col comunismo indicando quindi che il muro di Berlino e la Cortina di Ferro erano in realtà una difesa a favore dell'Occidente.
Oggi in Italia vediamo che l'avvento del comunismo ha più complicità e connivenze che la marcia su Roma del fascismo.
Ci sono gli imprenditori che si fanno agnelli o pecore, che accettano di vivere di sussidi anziché del mercato e della difesa del benessere che viene dal mercato. Essi non denunciano il ricatto come Berlusconi e tutti perdiamo la libertà. I partiti di opposizione sono bloccati dai ricatti e tra di essi c'è chi dice (Casini) che questo Governo durerà a lungo (forse intende dire che lo sostiene?), trascurando che l'organizzazione per sbattere fuori il governo dei comunisti è opera di due mesi.
Il volerlo abbattere lo farebbe tremare solo dalla paura. Oggi c'è chi vuole organizzare il congresso delle opposizioni, e chiedo a Martino se vuole riferirsi a quelli che già in parlamento non fanno opposizione o ai 30 milioni di Italiani che si oppongono e non hanno una organizzazione politica.
Se si sta instaurando il fascismo - comunista ognuno ha le sue responsabilità. Una delle quali è che molti reputano 20 milioni al mese sufficienti per questo e che molti li reputano anche più del necessario. Secondo i protagonisti nessuno si accorge di niente; no nessuno eccetto trenta milioni di Italiani.
Berlusconi dice che la colpa è di Bossi se si perde qualche comune, ma lui ha deliberatamente perso tutte le comunali e le regionali, consegnando questi enti e il paese ai comunisti. Ora strilla ma non vuole vedere quello che pure dice Edgardo Sogno che transare con i comunisti è già perdere dimostrandosi poco avveduto.
Vediamo il comunismo aggredire l'Europa e la Gran Bretagna per ora dove si danno parlamenti per sfasciare la Corona d'Inghilterra e indicare che il terrorismo se cristiano e comunista paga, se l'indipendenza è per il Nord Italia va repressa. I cristiani hanno contrattato in Europa un arrivo (Maastricht) fatto con la stretta economica e con molte tasse, base di sofferenza e disoccupazione con cui credono di restaurare il cristianesimo nei paesi protestanti, dopo che Italia e Germania sono state sottomesse con la II guerra mondiale con cui i cristiani hanno avuto come preda di guerra il controllo dei due paesi tramite il partito (cosiddetto) democratico cristiano.
Partito democratico cristiano che non ha nessun senso in un paese protestante ma che può completare chiaramente il significato se comunisti e cristiani oggi si apprestano a sostituire anche Khol in Germania. Così l'eliminazione degli Ebrei dalla Germania può aver facilitato il compito, portando anche gli Stati Uniti a favore dei comunisti, cosa inaudita, ma comprensibile con il tramite cristiano dentro il partito democratico - comunista Americano piegato da Italo - cristiani e Ebrei ricattati.
*Prof. Università "La Sapienza" di Roma
VITTORIA, SCONFITTA E RECUPERO DI FORZA ITALIA
Marcello Pili
(L'Opinione 09.07.98)
La vittoria elettorale di Berlusconi del 1994 ancorchè incompleta perché priva di maggioranza parlamentare al Senato ha messo in evidenza il rapporto forte che si era venuto a creare tra le promesse e le premesse di partito a struttura partecipativa e gli obiettivi liberali ed il consenso, il sostegno, la partecipazione e il voto popolare.
Purtroppo le promesse non sono state mantenute e quello che sembrava un partito di tutti con 8.000 club da organizzare, il giorno dopo le elezioni del 1994 è stato smantellato.
La paura di Berlusconi è stata spinta allora dalla minaccia di fare indagini antimafia nei club siciliani, indagini che Berlusconi avrebbe dovuto eventualmente lasciar fare allontanando chi fosse riconosciuto colpevole di alcunchè.
Invece il peccato originale di Berlusconi è stata la paura. Per evitare queste possibili inchieste (perché non si fanno queste inchieste sul PCI?) Berlusconi si è rapidamente privato della struttura partecipativa (i clubs) che erano stati il motore del consenso, così andando a successivi disastri elettorali su comunali, regionali, provinciali lasciando il paese senza strutture liberali e di controllo diretto dei cittadini.
Questo ha consentito la scopertura dei fianchi su cui hanno lavorato gli esperti di armi corte o sicari comunisti e l'infiltrazione democristiana delle strutture burocratiche e degli eletti di Forza Italia.
Dopo di ciò sia l'esterno che l'interno di F.I. hanno lavorato per liquidare Berlusconi.
(Sempre con sicari ad armi corte che per questo usufruivano della posizione di vicinanza).
Berlusconi forse non ha mai visto da Piero Angela il gioco del leone (o meglio delle leonesse o degli evirati) con la gazzella.
Così rinunciando ad una struttura di partito che fosse di reale partecipazione ha rinunciato all'efficacia della sua politica col disastro elettorale successivo e alla sua propria difesa.
Forse lui pensava che forse le gazzelle non sempre vengono uccise ma a volte montate.
E così si è fatto montare i comunisti in tutte le strutture di sua proprietà.
Contento lui! Non si sarebbe più dovuto lamentare se da quella posizione i comunisti volessero farsi anche delle bistecche, e qualche sicario volesse portare la testa ai comunisti per un posto nel parlamento dei comunisti. Ora ha cominciato a difendersi e un po’ di gente lo ha votato (recupero) perché incline a perdonargli l'inefficienza all'infinito e perché non sa cosa fare contro i comunisti. La maggioranza no, non lo perdona e un cinquanta per cento degli Italiani decide che no, Berlusconi non può fare la gazzella o la preda e rappresentare i diritti e il pensiero liberale dei cittadini. Cittadini che nel proprio devono difendersi e di cui Berlusconi non si occupa cercando di ottenere consensi in grazia cristiano - comunista nell'abbandonarli, salvo che quando lui viene trafitto dice che si difende "per tutti".
Ha scaricato tutte le vittime dell'attacco comunista, da dell'Utri, a Previti, col risultato che una volta solo è stato comodamente l'unico bersaglio.
Forse lui crede di stare tra gentiluomini (gazzella) e non tra farabutti (per tali intendo comunisti e chi li sostiene) che vivono distruggendo lo Stato e depredando i vinti (i liberali o imprenditori con le tasse al 50 - 60% del reddito che non è più quindi loro che perché siano accettati dai comunisti devono passare il reddito a loro). Questa è la dittatura comunista che comporta arricchimento dei comunisti e impoverimento dei borghesi, liberali, imprenditori. In questo comunismo invece di espropriare il capitale si espropria più proficuamente il reddito.
Così i comunisti ritornano a quello che sono, saccheggiatori barbarici, chiamati a Roma dalla Dea Madre, per distruggere Roma ricca, pagana, liberale e del benessere per instaurare il regno del pianto, del dolore, della povertà, della preghiera, della carestia e della peste, che prima del periodo unitario intorno a Roma veniva chiamato Deserto apostolico.
Il mercante già sapeva dall'antico di dover essere difeso perché altrimenti veniva saccheggiato e diveniva preda. Già Omero ci dice che Menelao di ritorno dalla guerra di Troia e vincitore esercita il commercio tra Creta e l'Egitto per cinque anni. Certo ottimo positivo esempio di mercante che si sa difendere.
Oggi nella Guerra dei figli di Troia Berlusconi appare e vuol fare l'ingenuo. La soluzione diceva un mio eccellente professore di geometria perché il punto esca dal cerchio (o dall'accerchiamento) e che esca dal piano, in cui sta (aggiungiamo noi a Berlusconi).
La partita che Berlusconi gioca in Italia perdendo è parte di una guerra che si svolge su tutto il mondo con esiti più favorevoli ai pagani, liberali, borghesi, protestanti, occidentali. Combattere in proprio solo in Italia vuol dire perdere, collegarsi passivamente idem stessa cosa.
Questo fa ora Berlusconi cercando di ricavare che la sua soluzione si ottenga solo dalla adesione al Partito Popolare Europeo quando nessun Italiano lo può aiutare perché lui ha rifiutato l'aiuto degli Italiani perché ha un partito che non ha nulla di democratico pur essendo cristiano (cioè una tradizionale Democrazia Cristiana). Per uscire dal cerchio bisogna uscire dal piano inclinato in cui hanno messo Berlusconi.
Ma le costa così molto fare una conferenza stampa a Londra, una a Parigi, una a Bruxelles una a Bonn per dire le cose che dice qui di fronte ai figli di Troia di cui s'è detto che se ne infischiano in patria tanto tutti lo sanno quello che sono e di fronte al popolo che lui ha fatto fuori e non lo può aiutare???
Ha senso che Berlusconi pronunci i suoi lamenti dalle sue televisioni occupate e che ha fatto occupare dai comunisti, indicando debolezza o credere che gli Italiani siano stupidi secondo lo schema cristiano - comunista.
Oppure che le sue lamentele vengano presentate con pietà dalla televisione del regime che gli toglie le parole e mette delle ragazzine a dire le parole che si vuole mettere in bocca a Berlusconi tagliando le altre. Non c'è neanche libertà di parola altro che chiacchiere e proteste a vanvera. Vogliamo chiedere l'aiuto europeo e del mondo perché un mostro s'aggira sull'Europa, preminentemente in Italia e poi in tutto il mondo e finiamo con quella finta che va tutto bene, eccetto piccole cose. Dopo la libertà, il benessere, il futuro dei figli che cosa possiamo perdere ancora.
Forse non lo vede che l'attacco è alla vita per accettare la schiavitù, quello che essendo fatto dei comunisti non sarà certo denunciata da loro. Facciamo l'organizzazione delle forze liberali dovunque siano perché la libertà non difesa si perde.
*Prof. "Un. La Sapienza" Roma
LIBERALI E MEDIA
Marcello Pili
(L'Opinione 31.07.97)
Sembrerebbe che continuamente dire che gli altri barano nell'informazione possa non essere un argomento forte.
La spiegazione scientifica del fatto che abbondano le notizie false sta nel fatto che tutto riguarda il concetto di vitale e mortale e che la politica è scontro tra due componenti che abbiamo detto laico - liberali - pagane - protestanti e comuniste - monoteiste che ciascuna indica per vitali le proprie scelte.
Siccome la vita è una condizione molto rara (nell'universo), essa è possibile se esistono contemporaneamente moltissime condizioni.
Ciò fa si che l'insieme di definizione della vita è un insieme piccolissimo tendente allo zero, mentre l'insieme della morte è l'insieme di tutte le cose che capitano.
Questo spiega perché la gran parte degli argomenti che dicono di sostenere la vita non sono veri e invece i discorsi veri a difesa della vita siano "sempre e solo quelli", con la leggera flessibilità dell'adattamento evoluzionistico. Nella politica vediamo che le religioni monoteiste e i comunisti hanno argomentato una teoria della vita nel mondo piena di condizioni che per non essere vere sono mortali.
L'argomentare continuamente di quel bene facile facile che noi non vediamo (il sol dell'avvenire); l'evidenza dell'inquinamento della società "capitalistica" che "distrugge" la vita in città, e guarda caso la colpa di tutto è la macchina, l'industria, le autostrade che ci hanno dato il benessere e che sono invece le fonti vere della vita.
Per intasare il traffico di una città non ci vuole niente. Basta usare un concetto non vitale spacciandolo per vitale e il gioco è fatto.
Mettiamo che qualcuno dica che i semafori sono capitalistici e li combatta, il casino del traffico è assicurato, così lo stolto può dire che la nostra è "una società di merda" (che però gli riempie la pancia e che fa dire agli stolti queste stupidaggini), che la città è "invivibile" e come è bella la campagna (dopo aver mangiato del benessere dello sporco capitalismo).
Un modo per intasare il traffico è quello in atto di boicottare le autostrade con motivi ideologici o ecologisti, che sono fesserie comunque.
In Italia le autostrade sono state fermate nel 1973 con la scusa della crisi petrolifera e la necessità - diceva Berlinguer, Enrico - di un nuovo modello di sviluppo.
Conclusione: se quello di prima era vitale il "nuovo modello di sviluppo" è mortale ed è così la morte.
Senza autostrade, strade, infrastrutture, si strangola l'economia e la vita, e l'unica cosa che non si può accettare è che qualcuno si permetta di dire "il capitalismo è marcio". Marcio è in testa chi impedisce lo sviluppo, lo sviluppo delle autostrade, proponendo magari un dilemma gomma - ferro il cui alto valore simbolico ricorda che i consigli d'amministrazione delle gomme sono capitalisti, ed i consigli d'amministrazione del ferro - ferrovie sono comunisti, quindi non inquinanti.
Che senso ha spendere cifre spaventose per l'alta velocità delle Ferrovie quando il biglietto in treno costa più del volo aereo? Le argomentazioni portate a favore sono abbondanti e hanno l'unico difetto di essere false. Perché tante cose siano false in confronto alle vere che sono poche dipende dal fatto che le vere sono vitali e sono poche, quelle giuste, le altre sono tutte false, fesserie insomma.
Avete mai passato una notte vicino ad una ferrovia per apprezzare quanto è ecologica?!!
Si propone di bloccare il traffico su gomma ma guai a toccare il Soviet granoso delle Ferrovie Spa.
Negli argomenti correnti, ormai solo tutti falsi, le tesi ecologiste sono sostenute da ragazzotti di buona parlantina, di quelli che non tossiscono quando dicono fesserie, che hanno insomma l'elettroencefalogramma piatto, e come l'ameba sanno ciò che rende a loro e ciò che no.
Quindi l'equazione: ciò che rende loro è ecologico. Così si sviluppa il tumore ecologico (falsamente vitale) i cui esempi sono le mancate potature degli alberi a Roma con schianti invernali di alberi sulle macchine, o la distribuzione di serpi e vipere dove non c'erano (per evitare l'estinzione del falco pellegrino s'intende!!!), così l'ecologismo è a rischio di morte per famiglie con bambini che vivrebbero altrimenti la natura, anche il sabato e la domenica.
Recentemente ho sentito uno che diceva "non esito a dire che sacrificherei l'uomo per la natura".
Questo in effetti andrebbe reinserito nella scala degli Asini da cui proviene.
Non si è capito perché l'ecologia non sia materia di dibattito di professori universitari comunque e non invece di quelli sproloquianti che non hanno mai finito l'università e hanno visto solo il buon stipendio ecologista.
Vi ricordate il buco dell'ozono? Il riscaldamento del pianeta, l'avanzamento dei deserti?
Tutte fesserie, però ben congegnate da chi ovviamente ha occhio per il partito monoteista - comunista e che avendo capito tutto in fretta non si deve perdere a finire l'università.
Ben congegnate dicevo: l'origine di tutto sarebbe l'anidride carbonica (detta anche C02), che viene prodotta dalle macchine, che danno benessere, quindi il benessere è peccato.
Questa è la parola dell'ecologista - fuoricorso fisso.
Come era meglio la società di soli contadini, o meglio di schiavi della terra (più uno è schiavo meno è consumista e più può pensare alla vita futura, data quella terrena non molto buona). Poi questa società così ecologica, così spesso visitata dalla candeggina naturale che si può chiamare la morte, andava a riempire le chiese e tutti erano felici, eccetto gli interessati.
Nessuno di voi ha pensato che bruciando petrolio, come prima bruciando la legna, si rimanda nell'aria quella anidride carbonica che era già prima nell'aria e che l'attività delle piante ha fissato nei tronchi e quindi nel petrolio.
Se noi mandiamo nell'aria l'anidride carbonica che già c'era che catastrofe vogliamo fare?!!! La catastrofe in realtà c'è ed è quella della nostra vita e quella dei nostri figli, perché gente pazza vuole distruggere il benessere e distruggere la vita, perché ha scoperto che può vivere uccidendo i suoi simili, così come i primi uomini hanno appreso dalla loro intelligenza con sconcerto che erano venuti alla vita per uccidere i loro simili.
Il dramma dell'uomo nel sentirsi bestia è rimasto testimoniato nei primi documenti letterari del mondo: l'Iliade e la Tragedia greca.
Oggi chi vuole fare carriera uccidendo gli altri è una bestia sopravvissuta ben inserita, anche se si limita ad indicare una cosa non vitale (mortale), e fare perché sia fatta, al posto di una vitale.
L'uomo, per uscire dalla condizione di bestia che lo obbligava ad uccidere un altro uomo per mangiare le risorse date fisse dalla natura e insufficienti per l'eccesso di natalità, ha dovuto aiutare la natura a produrre quei beni di cui lui- uomo aveva bisogno e ha prodotto i beni con regole precise che danno il massimo di benessere, che è l'economia.
Come chi vi vuole far andare oltre dopo essere arrivati in cima al palazzo (massimo produttivo dell'economia), egli vi vuole buttare giù o far cadere giù da soli.
Marcello Pili