SOVRANITA’ DEL CITTADINO E LIBERTA’
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di Marcello Pili
Dalla teoria economica si ricava che il monopolio è lo strumento con cui si espropria la sovranità del consumatore imponendo ad esso prezzi alti per beni che ne avrebbero più bassi in caso di concorrenza.
Indirettamente si potrebbe anche fissare quali beni vendere ed a che prezzo.
Quando ci sono più operatori economici lo stesso risultato si ottiene col coordinamento dei comportamenti dei venditori (chiamato trust o cartello ) che diventa in tutto e per tutto un monopolio. Traslando il discorso alla politica vediamo che un gruppo di diversi partiti (costituenti un trust o cartello perché nessuno varia atteggiamento) espropria la sovranità del cittadino perché nessun partito (leggero o meno) accetta il controllo del cittadino e tutti i partiti sono concordi nel respingere il tentativo di controllo democratico delle scelte politiche. Come in economia qualcuno nega il monopolio o il cartello dicendo “ma ci sono vari operatori”, oppure che le quote di mercato variano, così in politica tutti si protestano democratici perché ci sono vari partiti, e variano le loro quote di elettorato.
Così come nel monopolio economico il riscontro definitivo è l’alto prezzo del bene richiesto (massimo danno) dal consumatore e la sua perdita di sovranità, così in politica c’è il maggior danno del cittadino e la perdita della sovranità democratica (che appartiene al popolo anche secondo la Costituzione) quando non c’è il controllo democratico del partito che protesta di essere democratico perché lo votano.
La democrazia presuppone uomini liberi e non condizionati o minacciati da politiche di danno (fiscale e inefficienza) o di promesse (assistenziali o corruzione nell’attribuire i posti di lavoro ai “nipoti o affiliati”) e in grado di controllare i partiti che prendono il loro suffragio sulla base della struttura democratica dei partiti che però in Italia non è definita per legge come non è definita per legge la funzione e la verifica di democraticità dei sindacati.
(La verifica per esempio che ci sono sindacati dei pensionati fa solo ridere se si pensa che questo nasce dalla mancata applicazione della costituzione sulla sostanza del sindacato che oggi è in pratica, senza legge, un protettore).
Così, se i partiti si regolano (trust, cartello) rifiutando il controllo democratico della base, tutta la costruzione di presunta democraticità crolla e ci troviamo partiti che si dicono democratici perché qualcuno li vota ma non sono democratici perché non vogliono nessun controllo democratico, e qualcuno li vota perché non c’è scelta dato che tutti rifiutano il controllo democratico (monopolio). La democrazia quindi non esiste se non c’è controllo democratico dei partiti che ricevono i voti e questi quindi fingono solo di essere democratici essendo in realtà d’accordo (chi volentieri chi meno) per esercitare un potere tirannico nell’insieme.
Insomma i partiti decidono quali cose si fanno e non accettano controllo democratico e i cittadini possono “cambiare partito” senza che questi mai sentano i cittadini perché tutti sono d’accordo su questo (trust-cartello).
Così non è democrazia perché non c’è sovranità del popolo e il cambio del voto non è simbolo di democrazia, come i più diversi produttori in economia non fanno concorrenza e sovranità del consumatore se questi produttori sono sotto cartello o trust e in pratica un monopolio. L’idea del movimento delle libertà, o di iniziativa liberale, è quindi la giusta risposta a questa mancanza di democrazia, che comporta l’azione del tiranno in riduzione della libertà (come riduzione della sovranità).
La dittatura è stata storicamente associata a condizioni di vita sociale e culturali precarie (povertà e mancata definizione dello Stato), così oggi vediamo che ci si serve degli stessi strumenti riduzione del benessere e indebolimento della funzionalità organizzativa e democratica dello Stato come base per la dittatura dato che queste sono le premesse.
Qui abbiamo chi crea come azione politica (per mancanza di controllo democratico dei partiti) l’indebolimento dello Stato e la povertà per instaurare una dittatura o regime i cui passi sono messi tutti i giorni. I liberali devono capire che la libertà non difesa si perde come la stiamo perdendo oggi e che la libertà richiede organizzazione e sostegno con la discussione e con la pratica del partito liberaldemocratico.
Questo non è uno dei due poli il cui altro può essere il comunismo. I due poli possono essere solo dentro lo schema liberaldemocratico e con la sovranità ai cittadini. I liberali si devono subito candidare a tutte le elezioni per scalzare il governo illiberale con l’immediata applicazione di concordare le candidature con la base a cui spettano almeno al 50%. Organizzazione, discussione, democrazia, questo è il progetto liberale in tempo di soffocamento delle libertà.
Tutti i settori sono corrotti ormai del non fare ciò che si dice con le dittature settoriali di fatto e i rapporti di prepotenza di un governo illiberale sui cittadini. Ai settori dell’economia e dell’informazione saranno rivolti i nostri interventi prossimi.