Sul carnevale di Mamoiada , mamuthones , insogadores  e lingua sarda .

 Di Marcello Pili 2008

 

  

 

                 ( Gigante   di Monti Prama e donna di Ollolai con  uguale  cintura e fibbia )

 

 

Premessa  sulla lingua sarda .

I princìpi della linguistica sono generalmente conosciuti  e si ritrovano piu' o meno definiti in questo modo   , che indica che :

" mentre la lingua scorre come un fiume, il toponimo è la parola che s’arresta e si sedimenta,... come coordinata geografica, come reperto archeologico capace di narrare, per il momento in cui fu creato, dei flashes di storia locale. Più o meno come fa il reperto archeologico: ma in più il toponimo ha il dono  della parola. Onde occorre indagare il toponimo con strumenti certamente simili a quelli dell’archeologo, ma inoltre servono gli strumenti della geografia storica, e quanto alle lingue, occorrono i dizionari di tutti i popoli ".

Questi  princìpi  vengono  attribuiti  erroneamente a Wagner oppure no , ma  sono indicati da  Leibnitz  ( 1765 )  che dice che :

" i nomi dei fiumi  e dei monti  , essendo  ordinariamente venuti dalla  più grande antichità conosciuta ,  testimoniano meglio di ogni altra cosa   il vecchio linguaggio e gli antichi abitanti .E le lingue in generale , essendo  i più antichi monumenti dei popoli , prima  della scrittura e delle arti ,  indicano meglio di ogni altra cosa  l'origine , parentele e migrazioni di quei popoli.

Quando  non si avessero più libri  antichi da  esaminare , le lingue prenderebbero il posto dei libri , essendo  infatti i più antichi monumenti del   genere umano . " ( Leibnitz 1765 )

Però poi Leibnitz  ( 1765 ) continua  dicendo che :

" Non si deve dare alcun credito  alle etimologie  se non quando  vi   è   una quantità di indizi favorevoli ".

Pertanto quest'ultimo passaggio va inteso nel senso che nulla si può dire sulla base  delle  sole assonanze , o  false etimologie o para-etimologie , ma   bisogna raccogliere  quella quantità di indizi  favorevoli  che noi indichiamo nella corrispondenza dei significati  nelle due lingue e nella serialità   ,  sia di  contesto   che di  soggetto , e quindi con  l'identità dei contesti  o dei soggetti , e poi nella  serialità di serialità , che si può avere nel  Sardo solo per il Latino ,   perché  l'intera lingua coincide  con il Sardo , e il Sardo  deve essere inteso come il più importante  documento odierno del  Latino parlato , al VI secolo  con cui finisce l'impero romano ( sulla base di sole  assonanze   si può far derivare  ad esempio Bosa da  rosa , Sardo da lardo , minestra da palestra o da balestra , miele da mela  etc etc , che non c'entrano niente  ).Ad esempio di serialità  del Latino da noi studiate  si fa riferimento ai cognomi della Sardegna , che derivano dal Latino per cognomi- mestieri :  e cioè animali  quali Porcu  Boi etc  per gli allevatori ,  Piras  Figus  Prunas per  gli agricoltori,  Loriga Agus Serra Carboni per l'industria e l'artigianato , De Murtas  De Lussu  De-s-sogus  De Idda  De Montis  per  gli addetti ai servizi (  da Novelle Lanuseine , storia , lingua  etc, M. Pili   2004 ).Poi con la serialità di serialità si spiega l'intera lingua sarda col Latino , e con pochi sostrati( sotto-strati ). 

In questo senso  di identità di contesto  va intesa la nostra spiegazione dei toponimi della Sardegna   precedentemente  da noi data  ( Trenta parole di origine   greco - nuragico micenea.... 2005 ) con i termini della mitologia greco-micenea , perchè corrispondono i significati nelle due lingue ,  c'è il contesto storico documentato dagli storici  antichi , corrispondono le forme delle  costruzioni materiali abitative  di tholos e di  pozzi sacri , di tombe  di giganti e di  palazzi , palazzi  detti dei giganti essi stessi  sia  a Tirinto  che a Micene ( Grecia )  , e c'è serialità dei significati  di questi contesti , sia nel  contesto mitologico  intero ( quattro   Monte Ida, Olimpo dei Cretesi e Troiani ,  con esempio  a Decimoputzu ,  più Monte Idu  a  Teulada , Monte  Idola -Arzana , Potzu -Idu  nel  Sinis   , poi Monte Astìli  da Astilo centauro della mitologia greca , Genna Silàna da Silèno , satiro della mitologia greca , e   poi Silanus , Sinis   da Sini - selvaggio  personaggio della mitologia greca  ,Archu e Thidu  da Tideo  , mitico padre di Diomede  e cresciuto dai porcari (  e da cui deriva  il sardo   Tidili  per la seggia reale del Re  Tideo   e Tidori   per l'uccello di Tideo ),inoltre  c'è  Monte  Arridelu (  Gennargentu - Arzana )  da Arridela - Arianna del  mito di Minosse  ,Selène( altopiano )   per la dea Luna  , Koroddis   per la dea Koronidis -Atena e Corosa  a Lanusei  e Monte Nulai  per  Monte Lunaris , e  ancora c'è il Demone  Asbetos  con il  sardo abbetiosu  . Abbiamo ancora Barumini  per  Baru-minoi   città di Minosse( Baru come Barì-sardo e Bari  ) , che  è cioè la capitale dell'isola dopo la conquista di Creta a cui hanno partecipato i Sardi ed il Re ha acquisito così il titolo di Re Minosse .Poi della stessa serie abbiamo  Soleminis  da Sole -minoi  città del sole di  Minosse , Assemini   come seminativo di Minosse ,   e da  Guasilewes   che in Greco miceneo  è il reggente delle terre  del Re abbiamo Guasila , che è  il baricentro delle terre di Campidano rimaste ai Sardi  dopo la perdita di Cagliari  e adatto alla sede del Guasilewes , e abbiamo   Gua - maggiore  con lo stesso significato ,  o è la   sede  maggiore  vicina  . Abbiamo poi il sardo  circinai  per il significato di   tagliare in cerchio i capelli o le unghie ( ti circinu  is pilus o  is ungras ), da  Circino  che è il nome di Dedalo- Circino , inventore   della sega circolare , così importante  per costruire le navi, e secondo la storia  andato con Iolao  in Sardegna  , ed è il  costruttore dei nuraghi detti  dai Greci  Daidaleia o edifici dedalici . Così  come Iolao  può anche rappresentare il portatore dell'olivo  ( per Elaos -olivastro ) e Aristeo  sotto altro nome   può essere lo stesso personaggio  con nome derivato dal Sardo   arista - spiga di grano , e quindi portatore del grano  e  cioè  dell'agricoltura in Sardegna  ,  con    Aristocrazia   che  indica  i proprietari delle  terre  del grano ( Aristo - crazia ) . Con  Circino  e i Daidaleia - Nuraghi abbiamo poi  il simbolo dell'industria . Così abbiamo  quattro o cinque nomi di Re di Sardegna  che sono  Iolao   padre  di Sardo che  gli succede e dà il nome alla Sardegna  e ai Sardi o Shardan-(i), Aristeo con altro nome per lo stesso Iolao ,  Tideo  che rappresenta  l'allevamento del bestiame  e dei porci in particolare , e Tidili  in Sardo rappresenta la seggia reale del Re Tideo   ( Tideo era cresciuto tra i porcari  e i luoghi detti  Arcu 'e Tidu  sono  luoghi addetti all'allevamento di porci, come Orgosolo e Burcei ) , come   cadira o  gadira in Sardo rappresenta la seggia reale del  Re Gadiro ,  e poi Minosse  dopo la presa di Creta   a cui parteciparono i Sardi  e  la unione all'impero miceneo .

Abbiamo ancora  poi nomi greco-nuragico - micenei    nei soggetti  relativi ai toponimi  più in generale , come i confini   tra Fenici e  Nuragico - Micenei  e indicanti nomi greci  per i Fenici  confinanti  :  da Melaneimones ( verbo greco  che significa   colui che veste di scuro o ha la pelle nera  o mostra il nero o è munito  di nero ,  come mones - mostrare  )  si hanno   Maimones e Mamuthones , e abbiamo Punta  Mumullonis - Buggerru ,Punta  Maimone - Tharros ,Mamone ,  Mamutera - Lanusei , sempre per sedi acclarate dei  confini coi  Fenici e poi  coi  i Punici e  quel  termine  è  ancora in uso nel mondo mediorientale  con i nomi  di persona   e di Ministri attuali  come  Mamout  ( Iran ) ,Mahmud (Libano ) , Mamoudi ( Libia  ) perchè la parola greca era nobilitante , allora  ,  e    questi  nomi  citati  sono  le  parti iniziali di Mamuth-ones  ed indicano in greco come oggi i Fenici , mentre la seconda parte ,   da  Ma-mussoni  , è ancora  presente  in  Sardegna col cognome  Mussoni ( Nero )  , che indica il  cognome in greco dato  a  un Fenicio ( ed è  ancora presente    nelle zone  dei Fenici ) . Poi ci sono gli altri cognomi greci ancora presenti : come Loche ,  Dore ( Dorieis - Dori -Achei ) , Gregu , Greco , Pirroni  da Pirrys ( Rosso ) , Carìa , Chironi ( Re dei centauri  ), nel cuore della Sardegna , e Locoe  c'è come nome di luogo ( per locos come  pazzo o guerriero ) per la strada   per le scorribande ( Orgosolo ).

Altri toponimi greci fanno serialità di toponimi : come Tyrso , Tiana e Olbia ,Laconi da Lacedemoni ,  Nuraghe Talassai  lungo il fiume Tirso da talassa- mare in Greco  , ed indica un luogo allora  raggiunto dal mare e ora arenato per il riempimento delle valli dei fiumi  che prima erano navigabili in pianura  perché ancora non riempiti dopo la deglaciazione ( Strabone lo  attesta in epoca romana  ,e si vede ancora nelle carte  del '600  recente) , poi   c'è la  Tomba dei Giganti S'Ena e Thomes - fonte  degli orti ( tomi ) a Dorgali , Logomache ( Logomachia - battaglia delle parole in  Greco )  o Parlamento nuragico miceneo  a Fonni , che era quindi la capitale  dell'ultimo  territorio -regno miceneo in Sardegna ,prima dell'arrivo dei Romani , e disponeva  dell'unico acquedotto nuragico miceneo trovato in Sardegna e delle più belle tombe  dei giganti  della Sardegna ,  a ulteriore prova di  questa centralità . Poi c'è Plata-mona , sempre con mones ,  cioè che mostra il piatto  o spiaggia  .Teulada  da Teu -Lada  come terra di dio ,  Tharros , Zinnias  da Skinnias - giunchi  da cui il sardo skinniri ,   cioè filare un vetro , che così è schinniu  :Ancora  c'è Monte   Perda Liana  da Iliana -Ilio , e Kalaris da Kale  greco  per promontorio   da cui le  attuali cale ,  per le spiaggette , e l'italiano intercalare  , che indica  tra i promontori . Cagliari era città micenea   8  ( otto ) secoli prima che arrivassero i Fenici e i nuraghi nel golfo di Cagliari lo confermano .Poi  c'è la città  di Pirri da Pyrris-Rosso( forse  dal vino ) , Monastir era poi un quartiere di Atene detto  Monastir-aki , Mont' Arbu  viene da Argo (Bianco ),  città dei Micenei  etc etc ,  e i Mègaron presenti in  Sardegna   erano sale reali( mega-ron  uguale grande sala ) o del Parlamento dei capi tribù , come a Micene .

Altri termini del lessico corrente  fanno serialità di questa lingua  greco micenea che non è preponderante oggi solo perchè  il  Sardo    è il più importante documento odierno del Latino parlato , ma è presente   in senso stretto nei toponimi ,  nei nomi dei monti e nei nomi  dei fiumi , che sono i  più importanti  siti di mantenimento delle lingue antiche( Leibnitz  ) o di sostrato ( o strato di sotto ) e quindi confermano che  la lingua antica era il Greco Miceneo , come già si sa dal '700 per gli studi del Madau .

 Il   Miceneo è  largamente   noto e non  è mistero come si dice spesso  per distogliere la gente , e ci sono due dizionari di 300 pagine ciascuno e quattromila tavolette di Miceneo ,  tavolette tradotte  per primo   dal  Ventris (   vedi Faure )  che è un matematico , e descrivono l'intera vita quotidiana dei Micenei che è uguale a quella dei Sardi di oggi o  uguale   nelle tradizioni dei  Sardi di ieri  ,e  da noi conosciute  direttamente .

Tra queste parole   figura il mese  di Lampadas   che deriva dal    greco miceneo Lapatos  che è un mese  , mese della caccia come è  giugno  in Sardegna , poi la parola Kotoni  per sardo contoni -pietra squadrata , da cui  vengono le parole in uso del Sardo  come  contoniai  e  accontonai , che vogliono dire   contoniai - rientrare a casa per cantoni ,cioè lungo le strade del villaggio- città nuragica  , pietra per pietra , e accontonai vuol dire appoggiare la testa sui cantoni per  riposare  , fatto che ci porta direttamente ai nuraghi e a chi vi dormiva con la testa  appoggiata alla fila di pietre , magari con i cuscini  e le pelli , ma sulle pietre , quindi accontonau .Poi c'è la parola scoinài  , da Koinè  greco , che indica il luogo comune  o piazza e quindi indica il lavoro che si faceva nel luogo comune o aia  e scoinai  vuol dire sgranare , i fagioli ,o  le fave.Poi c'è il nome di persona di Elias -sole , come Elles vuol dire sole o luce  ed Ellade  vuol dire terra del sole  e i Lacede-moni  e i Lucu-moni  mostravano ( mones ) la luce ( lux-mones ), anzichè il nero ( melanei-mones ).Poi da Lekythos (porta profumi )abbiamo il sardo  allikitau e allikidiu  per ben vestito,e  da Ischidion   greco abbiamo  ischidioni a Cagliari  che indica   lo spiedo.

Abbiamo   così   gli  stralci di vita quotidiana dei nuragico -micenei di 3800 - 3500 anni fa , perché le cose si chiamano ancora così , ed è  chiaro  e noto il significato  corrispondente ancora oggi  nella lingua  sarda . Molte altre cose descritte  della vita quotidiana dei Micenei   da altri autori  (come   Faure ad esempio ) , che sono i più importanti storici dei Micenei , corrispondono al millesimo con quello che abbiamo visto da sempre in  Sardegna , ad esempio per   il fare il pane con la stessa   procedura che abbiamo conosciuto   nelle famiglie ,  coinvolte interamente periodicamente  , o il trebbiare  nell'aia  con la pietra che gira con i cavalli , che abbiamo visto. Così la descrizione  della uniforme dei  soldati micenei  fatta  da Faure indica che  " I  guerrieri  di Micene ,  barbuti e dalle lunghe capigliature , serravano i loro polpacci in gambali di cuoio scuro ...Grande era l'importanza di  avere solide  e comode calzature in un'epoca in cui la guerra non richiedeva solo l'arte di  battersi bene , ma  anche la  capacità   di invadere un territorio e di ritirarsi  tempestivamente  ".Da questa citazione  abbiamo  che i guerrieri di Micene avevano lunghe capegliature come i Giganti di Monti Prama,  che sono statue  della Sardegna  trovate vicino a Tharros e  alte 2,40 m ,  e che i pastori  nuoresi sono   guerrieri micenei in divisa da combattimento  ( gambali di cuoio scuro ) perenne .

Possiamo aggiungere nomi di uso comune come potamincorras per lumaca o corna d'acqua ( potami -n-corras ), mandra e mandrone( i ) per mandriano .

Abbiamo poi i cavallini della Giara che sono  la riserva  dei cavalli micenei della reggia di Barumini , ben indicati dai piccoli carri acheo micenei  rappresentati dai bronzetti sardi , e i cavalli dell' epoca  dei Micenei erano piccoli  e  si possono vedere nelle tombe  Etrusche   riportate integralmente  con il loro contenuto nel museo di Ancona , dove alla morte del re sono stati  sepolti insieme carro e  cavallini sacrificati , di misura inferiore al metro e mezzo . La generale rappresentazione stilistica  antica di cavalli piccoli e di uomini grandi quindi ha un fondamento effettivo  e viene confermato dai bronzi etruschi che rappresentano  Achille con i capelli lunghi come sono i  Giganti di Monti Prama  in Sardegna , con la madre Teti  che gli consegna le nuove armi  , identica alle donne sarde in costume , e scalza come apparivano ancora le donne di Ollolai  nelle foto antiche .Naturalmente le fonti antiche dicono che gli  Etruschi erano Sardi  ,  che sono migrati dopo  la prima conquista fenicia della Sardegna , e sono quindi Sardo - Etruschi  che hanno potuto evolvere la loro mitologia fino ad acquisire  i fatti e i miti della guerra di Troia , mentre  i Sardi più antichi si limitavano alla mitologia pre - guerra di Troia , simbolicamente rappresentata dalla presenza di Tideo ,  padre di Diomede , e quindi pre- guerra di Troia . Non vi è ancora netta in  Sardegna la presenza della divinità maschile nei nomi greci , e pertanto  si hanno molti nomi delle divinità femminili  come Atena Koronidis  e Selène  e la stessa   Genna  'e Argentu  che rappresenta la Luna  o la morte (  la morte dietro Gennargentu  , per la Sardegna  fenicia ) , e pertanto questa presenza micenea è molto antica e precede la stessa  fondazione di Micene( infatti  come   miceneo va inteso   ciò che è  riferito a quella popolazione che poi avrebbe dato luogo alla  fondazione di Micene ,  e che intanto era andata in Sardegna,  e i vasi micenei   sono di più di quelli specificamente  riconducibili a Micene in senso stretto   ) , dato che per gli Achei allora sulla parte  occidentale dell ' Anatolia  ( attuale Turchia )era più facile navigare lontano liberamente   piuttosto che occupare la Grecia, per il fatto  che ciò richiedeva una guerra . Dopo  la caduta di Micene avvenuta  dopo la guerra di Troia ( 3200 anni fa ) , per i Sardi  i collegamenti con l'Oriente e  e la cultura orientale  sono  diventati più difficili a causa del dominio fenicio dei mari ,  dominio che i Sardi hanno rotto frequentemente partecipando alle guerre dei Popoli del mare , che erano nient'altro che i Micenei delle varie sedi : Sardegna , Sicilia e  Etruria ,( Shardana , Sikalesh, Thursa ) che rispondevano agli attacchi degli imperi orientali  di cui i Fenici erano parte , imperi orientali  che avevano distrutto Micene in una guerra che è stata detta  giustamente guerra mondiale , dell'epoca .

Bisogna progredire su questa strada  di ricerca perché  non debbano ancora arrivare le soluzioni  della lingua antica dai matematici dall'esterno .

Né  va data molta importanza alla scoperta dell'alfabeto , scambiandola  per la scoperta della scrittura , che invece è di 3.000 anni più vecchia ( Tavolette Sumer  disponibili a milioni in lingua non alfabetica  ) e nessun problema appare esserci ancora oggi che  importanti lingue   non hanno l'alfabeto , ma  un sistema  di segni  o figure o ideogrammi  per parole intere o concetti , quali il Cinese o il Giapponese  , che risultano ugualmente efficienti. E' la stessa cosa che succede quando si indica  l'origine della  Moneta  erroneamente con la Moneta coniata  (  che è dello stesso periodo della scoperta  dell'alfabeto ), la quale  Moneta   coniata è di  3.000 anni  successiva alla Moneta a peso , usata tranquillamente  sempre  dai Sumer , con transazioni economiche simili a quelle di oggi  e con sistema di credito sofisticato 5.000 anni fa  , e documentate dalle tavolette  Sumer tradotte  e disponibili .

Così non bisogna dare troppo peso alla presunta mancanza di  scrittura  dei Nuragico - Micenei , perchè ogni cosa dei Nuragico Micenei è simbolicamente rilevante, e si sa  che la prima scrittura  è fatta  di  simboli ,  e i Bronzetti sono la loro storia scritta , meglio di un libro che si sarebbe  invece potuto perdere o si sarebbe potuto   rovinare , e  così vediamo  guerrieri  a quattro occhi per indicare di essere vigili o  con quattro scudi per  indicare  l'importanza della difesa , e vediamo le bocche piccole dei  Giganti di Monti Prama  con gli occhi cerchiati che  indicano   la necessità di  vedere bene e parlare poco , etc etc .

 

Sul  Carnevale di Mamoiada , Mamuthones  e Insogadores .

Questa parte della ricerca assume particolare rilievo per l'importanza che ha questo Carnevale in Sardegna e  indica una  forte importanza simbolica attribuita ad esso , all'interno ovviamente  della importanza enorme fondante del Carnevale in sé stesso .

Vediamo intanto  che altri Carnevali in Sardegna si svolgono in maniera più comune ad altri Carnevali del Nord Europa , con le maschere dell'orso e degli animali , e che ci sia stato o no l'orso in   Sardegna non importa , perché il Carnevale  è un mito o ricorrenza o festa di  esorcismo   del male , e festa o mito  derivato dal Nord Europa , come sono col Nord Europa  i primi contatti della Sardegna   del neolitico  e tutta la cultura megalitica che veniva dal Nord Europa   tramite il corridoio dell'isola d'Elba  ,  con la prima navigazione .  La cultura megalitica   è rappresentata in Sardegna  con la  Coveccada di  Mores e  con i Menhir  frequentissimi , che anche nel nome hanno la traccia della Irlanda ,  e sono la continuazione territoriale dei monumenti di Stonehenge ( U.K.).

Per l'orso poi , così ben documentato nelle tradizionali  feste  della Sardegna da Pierina Moretti ( 1963 ), possiamo dire che ci sono i toponimi  come  Ursu-lei e Monte  Orsili ,  lì vicino , che sono sicuramente più che un indizio  e sono poi luoghi adatti all'orso .

Comunque , l'orso della tradizione - ci sia stato o no in Sardegna è irrilevante - viene dal Nord Europa   ,   e dopo il rituale si è   diffuso nella sua essenza di   rito della deglaciazione , rito  propiziatorio   ed esorcistico o scaramantico  delle migliorate   condizioni climatiche , che non  si poteva sapere se erano durature , e quindi  alla fine   della parte fredda dell'inverno   si faceva questa festa   come rito di propiziazione e di scongiuro  per la fine del  ghiaccio e poi , dopo   quaranta giorni   di sole incerto  ( quaresima  ) si aveva la resurrezione ( della Natura ) , e  quindi   si  aveva la  possibilità di fare l'agricoltura( paradiso terrestre   )  , agricoltura   che si poteva  anche  conoscere già dal passato  , per la rappresentazione simbolica della tradizione  e delle conoscenze del passato   con il culto delle sepolture degli antenati , che era il ricordo di essi e il simbolo del ricordo delle esperienze   del passato .

Quindi , i più antichi ricordi dell'uomo : quali il diluvio universale  ,  il carnevale  , e il paradiso  terrestre - giardino delle mele    , riguardano lo stesso fenomeno e fatto , cioè la  deglaciazione  e la nascita dell'agricoltura , che poteva essere anche già nota o  considerata possibile , ma il ghiaccio la impediva  perché  un mese di ghiaccio in piu' o due  mesi  a febbraio vogliono  dire che le regioni calde non hanno il tempo di maturare i frutti prima della siccità estiva , e quelle del  Nord non hanno il tempo di maturarli per il successivo arrivo del ghiaccio ( in Inghilterra oggi il grano matura a Settembre  e un mese o due di ghiaccio in più a febbraio  portano la maturazione del grano a ottobre o a novembre,  che a quelle latitudini era già gelato , questo  per l'ipotesi di un mese in più o due di gelo da una parte e dall'altra dell' inverno , cioè  febbraio e marzo  da una parte e novembre e ottobre dall'altra parte  ) .

La Sardegna stessa è stata interessata alla glaciazione  e ancora ci sono morene glaciali , quale quella del Bruncu  Spina , con  pietraia  morenica  al lato Nord , che negli anni freddi   negli anni  '50   si poteva ancora  sentire rumorosa  a luglio  per lo scroscio dell'acqua ( su sciusciu ) , con lo scioglimento del lato ghiacciato della montagna  al sole di luglio ( come succedeva  ai depositi di neve  per i sorbetti di Aritzo  ) .

Altre  piccole morene erano visibili  sul lato  di  Nord - Est  di Gennargentu , lungo il solco del Flumendosa , ed ora   sono disperse come materiali  utilizzati. Altre piccole morene sono ancora visibili  sul lato Nord di monti più bassi come il Monte Tarei  di Lanusei  e i costoni di Baunei.

Quindi la festa del Carnevale è ben inquadrata  nella festa di esorcismo per l'anno che non doveva essere più gelido e al Carnevale c'era la verifica di questa deglaciazione -inizio della buona stagione  con esorcismo dell'orso che rappresentava   il freddo ed  il pericolo , perchè era l'unico predatore dell'uomo ,  e quindi rappresentava  anche il ghiaccio -predatore  della vita degli uomini . Il capro espiatorio a volte presente poteva rappresentare lo stambecco delle nevi   per la stessa ragione , ma utile al sacrificio-ristoro .

Se l'etimologia  di  Carnevale è corretta , può avere anche il significato  di fine della dieta di  sola carne ( con l'introduzione dell'agricoltura  o comunque con la maturazione dei frutti selvatici ) , come è  per esempio carnem levare - carnevale o carnem lasciare - carnasciale ,  perché quella di sola carne era sicuramente una dieta opprimente , come lo sarebbe oggi , sia per lo sforzo di procurarsi  quel cibo   non facile senza  correre il pericolo di incontrare l'orso  e per la difficoltà della conservazione della carne , sia poi per il deficit   dell'alimento vegetale  suggerito dall'istinto e dal bisogno .

Le altre forme dei Carnevali  della Sardegna sono riconducibili  a queste forme più antiche   dell'orso e del capro espiatorio  e sono   la  tradizione più antica di quello di Mamoiada   , che porta alcune innovazioni  ,  poi  raccolte in parte  anche dagli altri  con l'esibizione di Merdules  o Thurpos  che sono varianti dei Mamuthones ,  i quali  sono dell' aspetto   di maschere nere umane  seguite o  vessate da Insogadores  che le seguono e le incalzano come prigioniere .

Questa  evoluzione  relativa  ai  Mamuthones  porta a tempi più recenti  rispetto al neolitico  , e  per i nomi greco- micenei impiegati per Mamuthones , Insoga-dores ( dorieis ) e Mamoiada  , con facce nere e facce bianche  ( bisera  bianca  ) ,   porta al tempo dell'arrivo dei Fenici  in terra  sarda ( circa  3.000 anni fa ) e al tempo  della perdita  di Cagliari  e  della ricostruzione di capitale e difese   a Barumini , con  l'organizzazione di tutti i Nuraghi in funzione strategica di difesa dai Fenici , visto che la perdita di Cagliari , e poi di Barumini  , non erano  da considerare una sciocchezza , perché si perdevano anche quasi tutte le terre a grano , e non a caso le terre  a grano rimaste ai  Nuragico Micenei  erano   chiamate Logud'oro  anche se peggiori del Campidano e   sono  piene di Nuraghi ancora visibili  a decine insieme ,proprio per la coltura del grano  e per la sua importanza  ( cosa facilmente visibile  andando da Sassari a Nuoro con decine di Nuraghi a vista  contemporaneamente ).

Per la situazione  dei rapporti tra Sardo- Micenei e Fenici  o Cartaginesi , prendiamo  le  considerazioni fatte da Lilliu ( La civiltà dei Sardi dal neolitico all'età dei  Nuraghi , 1967 ) e vediamo che " il bisogno  per  i Cartaginesi  di controllare    sul  raggiunto limes  gli Indigeni  ritiratesi sui monti  già dai primi tempi della conquista , a situazione calda e pericolosa , fanno propendere  a  ritenere che il fortino punico  di San Simeone  e le muras  , ossia  i castra nuragici  che vi si opponevano validamente  erano contemporanei  e assicuravano  l'indipendenza dei territori montani ......A Su Nuraxi a Barumini , nelle mura abbattute  dalla furia  devastatrice dei Cartaginesi ,... si notavano  le brecce  operatevi dagli arieti dei Cartaginesi ." E Lilliu    riferisce anche le Tholos  dei Nuraghi e delle Tombe dei Giganti   e dei Pozzi sacri  ai Micenei  ( Lilliu 1982 ).

Poi abbiamo  le considerazioni dello stesso tenore fatte dal Manno ,    un secolo prima  di Lilliu ,  sui rapporti   coi Fenici e Cartaginesi   ,   che dice   :

"seppure conquista intiera dell'isola si fece allora dai Cartaginesi, e non si dee questa dire piuttosto occupazione di vari importanti siti e gara perpetua e sanguinosa coi nativi del paese che stavano loro appetto per scuotere o menomare la dura loro signoria.

E ben ragione eglino ebbero di tentar ogni modo onde star saldi contro a quelli invasori, se sincere sono le memorie che ne rimangono delle feroci loro istituzioni, e di quella ordinazione specialmente che legge di barbara e stolida vendetta può ben chiamarsi, e che riferita viene dall'autore del citato opuscolo attribuito ad Aristotile. Si narra dal medesimo che i Cartaginesi impadronitisi appena dell'isola, tutte le piante estirparono che di alimento potean fornire gli abitanti e vietarono inoltre sotto pena capitale nuove seminagioni di biade. La barbarie di questa legge non ingenera stupore in chi considera gli autori della medesima esser quelli stessi Cartaginesi che vittime umane immolavano all'ara dei loro Numi, e vittime impuberi, la pace degli Dei implorando col sangue di coloro per la vita dei quali le supplicazioni più frequentemente s'innalzano al cielo ".

Serve   solo ricordare che sia Lilliu che il Manno sono   accademici  dei Lincei , e che queste cose sono note da secoli .

Quindi  i Mamuthones sono prigionieri fenici o punici  catturati  in questa guerra di posizione in cui i Fenici o i Punici avevano  costretto i Sardo -Micenei ,  e  venivano  esibiti al Carnevale come scongiuro del pericolo  scampato  e come esibizione  della sicurezza dei Sardi , e anche   venivano portati nei paesi sardi allora come oggi per la festa e per la rassicurazione della difesa delle popolazioni . Gli Insogadores   sono  Insoga -  Dorieis  ( Dori ) ?  Certo ci sono i cognomi  greci in zona come Dore e Loche  che confermerebbero  .

 Mamuiada  poi  è lo stesso nome di Mamudiya  in  Iraq ,   che rappresenta lo stesso significato di luogo dei Mamuthones , e quindi Mamoiada era la prigione dei Maimones -Mamuthones , custoditi nel luogo più adatto e più riposto e difeso , dietro le linee di attacco orientali  date da Arzana -Orgosolo - Orune , con discesa a Locoe  verso il piano  e vicino alla capitale  nuragica del periodo finale Fonni , che prende il nome latino poi da Omne ( dovunque )  e ora  infatti si pronuncia in Sardo Onne  , perchè  era il luogo  centrale che consentiva di accedere  a tutti i luoghi, dopo aver superato la costola del Gennargentu : sia verso la Baronia che verso il Campidano ,  che poi   verso l'Ogliastra , e ci sono identici toponimi latini seriali in zona , come Pira Onni ( Omnia ), Onni-fai , Onni -feri .

Finita  con l'arrivo  dei Romani la prigionia dei  Cartaginesi  e spostati questi ad altra sede , a Mamoiada è rimasto  il ricordo e il rito  che si svolgeva da secoli , ed ora si svolge tra liberi , in ricordo  di allora  e per la stessa funzione di unità verso i pericoli  e  con lo scongiuro , come allora .

Dopo , ogni nuovo conquistatore ha preso questo rito e lo ha  adattato alla stessa  funzione   mettendosi al posto dell'Insogadore , perchè per tutti il  rito era chiaro  e l'Insogadore rappresentava il potere corrente del momento , e quindi la foggia dell'Insogadore e il suo nome hanno  subìto varianti   conosciute  come Su Turcu e  Sa Santa ,  e Sa Santa in epoca spagnola era il nome della Santa Inquisizione  e quindi non è strano considerare il nome per indicare il potere della chiesa . Per Su Turcu poi  c'è che i Turchi o Saraceni occuparono la Sardegna per circa un secolo  e quindi questo nome è compatibile   con la presenza dei Turchi .La foggia dell'Insogadore  attuale poi  è chiaramente spagnoleggiante , con quelli scialli  e campanelli , che  ancora si vedono nei balli comuni e folkloristici spagnoli , e quindi anche gli Spagnoli  puntavano sul ruolo degli Insogadores  per identificarsi .

Dire che  i Merdules non sono Merdules , i Thurpos non sono Thurpos  ( ciechi o storpi ) , Insogadores e Sa Santa non sono  Insoga-dorieis e Sa Santa  Inquisizione ,e  Su Turcu non è Su Turcu , deve essere accompagnato dalla  spiegazione di tutto il rito e  la festa e l'esorcismo in un'altra maniera complessiva  e non con semplici assonanze .

Altrimenti non si risponde alla raccomandazione che si ha a Cambridge  ( U K ) quando c'è una discussione scientifica  e si dice : " Non si possono fare osservazioni se non si danno le soluzioni  ", che sembra un modo saggio di affrontare le cose  e utile , e non si risponde ai princìpi di Leibnitz  che prescrive "una quantità di indizi favorevoli  "e non le sole assonanze , e oltre le assonanze .

                                                                                                Marcello Pili

                                                                                      Roma   18 febbrario 2008