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LO STATO DELLA SCIENZA ECONOMICA

1.1. L'insegnamento sbagliato della scienza economica.       

1.2. Disinformazione e l'economia.

1.3. Disinformazione dappertutto.

2. Sviluppo e verità, falsità e povertà; politica.

2.1. Non connessione tra scienza economica e attività imprenditoriale. Alto livello imprenditoriale, piccolo livello imprenditoriale.

2.2. Riduzione del ruolo politico degli imprenditori. Riduzione del ruolo politico dei quadri economici.

2.3. Il ruolo dei quadri economici. Ruolo economico e reddito.

2.4. Predazione con le tasse.

2.5. Non sviluppo e controllo antidemocratico. Politica attiva negativa con lo stato di fatto nell'economia (disoccupazione e basso sviluppo).

2.6. Falsi relativi ai trasporti (partenze non intelligenti).

2.7. Politica economica per gestire assetti politici precostituiti. (Anticapitalismo e falsa solidarietà).

2.8. Generazione stabile delle eccedenze nel mercato del lavoro (disoccupazione). Ruolo politico di dominio della disoccupazione.

 

Dibattito:

1) Il ruolo politico ed economico dei quadri.
2) Il fatto del giorno.


DIBATTITO

1. Lo stato della scienza economica.

1.1. L'insegnamento sbagliato della scienza economica.

L'insegnamento della scienza economica è fatto, a prova di falsità, incominciando la disciplina dal 1700 inglese.
Con ciò si taglia fuori deliberatamente il Medio Evo, che è il capitalismo di fame cristiano cattolico dove la chiesa aveva metà delle terre europee e teneva la popolazione in schiavitù, e con la spinta della natalità teneva i redditi degli addetti alla terra al minimo di sussistenza, finchè le pesti non eliminarono le eccedenze di addetti alla terra.
Viene chiamato "capitalismo", con tono offensivo, tutto quello che nasce dallo scisma di Sant'Enrico VIII che ha liberato metà Europa, insieme agli altri protestanti, dal capitalismo della chiesa cattolica, portando benessere.
A questo benessere, prodotto con la libertà e con la libertà economica, la chiesa cattolica ha opposto l'accusa di eresia, cioè la notazione negativa al capitalismo, indicando falsi difetti del capitalismo che non dovevano poter essere comparabili col capitalismo di fame medioevale. Perciò si fa nascere il capitalismo con lo sviluppo inglese per attribuirgli dolosamente pecche o peccati, non confrontandoli col capitalismo precedente cristiano - cattolico, che era cento volte più di fame.
Per questo serve la datazione del capitalismo al periodo inglese del 1700, per attribuire difetti al modello liberale dei protestanti, contro cui è costruito il grosso contenuto di scemenze dell'anticapitalismo che ancora fa danno, oggi, contro l'occupazione e il benessere.
C'è poi un altro risultato dalla datazione della nascita del capitalismo al 1700 inglese. Viene con ciò escluso il periodo classico dell'Impero Romano per cui si rende così non comparabile lo sviluppo ed il benessere di cui hanno goduto tutte le popolazioni nell'Impero Romano con la fame e la miseria del medioevo cattolico.
Questo paragone viene evitato dolosamente perché le vestigia di benessere e di sviluppo dell'Impero Romano sono dappertutto.
Cosa vuol dire capitalismo? Niente!
Il capitalismo è la definizione che serve a rendere infamante il sistema liberale di mercato che dà benessere a tutti.
Assumendo difetti inventati si fa la lotta al benessere perchè rende liberi, per rendere schiavi tutti.
Quindi l'anticapitalismo è lo strumento di accusa falsa che serve ad armare gente ignorante contro il proprio benessere.
Ciò è quello che abbiamo oggi.
La Regina d'Inghilterra ha dichiarato: "Ringraziamo i Romani che hanno dato all'Inghilterra quattro secoli di pace e benessere".
Uguale benessere si otteneva dalla impostazione di rispetto sacrale dell'economia dei Sumeri che hanno lasciato le loro tavolette.
La fame, la povertà e la disoccupazione, non sono prodotte dal capitalismo ma dall'anticapitalismo.
Combattendo il libero funzionamento del mercato si ottiene fame e disoccupazione con cui si fa l'anticapitalismo poi ancora.
Con l'anticapitalismo si fa disoccupazione e con la disoccupazione si fa l'anticapitalismo.
Vero potere è far fare il danno a chi lo riceve.
L'anticapitalismo è lo strumento del totalitarismo già operante nel Medio Evo.

1.2. Disinformazione e l'economia

Un insegnamento sbagliato si deve reggere sulla disinformazione continua.
Così oltre alla matrice disinformativa del cattivo insegnamento si usano falsi logici e di fatto.
Il falso logico è normalmente l'inversione di causazione, quello scambiare la causa con l'effetto, o addirittura il dare per vero senza dimostrare, impedendo la critica con quello strumento che è la "Egemonia" secondo cui una cosa non è discutibile, ma in realtà egemonia è totalitarismo.
Dai falsi logici, principalmente basati sulla inversione della causazione a cui si fa seguire il rifiuto della discussione adducendo altre cose da accettare senza discutere e che sarebbero imposte, si passa poi ai dati falsi, alle fonti fasulle "di parte anticapitalista" che in vari punti del globo, coperte con falsi orpelli di pseudo scienza, danno dati che non vogliono mai discutere perché non sono validi e sono falsi adducendo o tali scienziati americani, o un centro indipendente che indipendente non è: come per esempio ONU, OCSE, FMI, dove a volte parlano quegli alunni degli anticapitalisti italiani che insegnano all'Università, alunni che sono stati mandati a Parigi o a New York perché poi con presunta solennità dicessero banalità o sciocchezze da vendere come autorevoli.
Grandi discussioni sul pareggio del Bilancio Pubblico in Italia sono tutte fasulle perché il problema non è il pareggio del Bilancio Pubblico, ma il problema è la tassazione a oltre il 50% del Reddito che viene tentato di nascondere parlando d'altro come il Bilancio in pareggio.
Ciò avviene parlando di pareggio di bilancio, e nientemeno che di patto di stabilità, vero sofisma del niente, della stabilità del niente, o dell'Economia.
Parlare del pareggio del bilancio è cercare di nascondere la pressione fiscale altissima, vero strumento anticapitalistico che sta eliminando lo sviluppo in Italia.
La lotta è quindi tra conoscenza e disinformazione.

1.3. Disinformazione dappertutto

La disinformazione è uno strumento generale e viene utilizzato in ogni settore oltre che nell'economia.
Nell'economia è più forte l'interesse, data la sua capacità di dare benessere, e quindi l'interesse di disinformazione per chi fa l'anticapitalismo.
Nell'ambito di una società costretta e coatta, l'eliminazione della libertà arriva con l'inganno e la falsificazione. In breve, vogliono convincere la gente che è bene stare male ed essere poveri, perché chi è benestante è consumista, e si suggerisce che non sia attento ai valori dell'uomo, dato che si intende che il valore dell'uomo sia la povertà. L'anticapitalismo è la professione "giusta" perché con questo si distrugge la costruzione liberale, e liberatoria dalla costrizione cattolica, costruzione fatta col liberalismo e con il protestantesimo e l'allontanamento dal cattolicesimo.
La disinformazione in politica raggiunge livelli parossistici contro chi politicamente non è comunista ma ha idee liberali. Qui si costruiscono addirittura false discriminazioni politiche quali l'arco costituzionale teso a escludere alcuni parlamentari dal parlamento ove erano eletti. Poi c'è l'attacco continuo e veramente smascherante contro ogni cosa, ogni programma, che non sia comunista.
Il contenuto di morte del comunismo viene nascosto proponendo ridicoli e incredibili meriti.
Tutto questo richiede il controllo di giornali, televisioni e cinema, di università, scuola media ed elementari, che con fare finta di niente sono stati occupati dai comunisti con lo stesso strumento: le falsificazioni e i falsi.
Alla base di tutto c'è il falso che i comunisti difendono i poveri.
Essi difendono la povertà affinché generi sempre più poveri che siano gestiti dai comunisti.
L'assurdo è che tutto ciò che ha a che fare con la libertà e il benessere è peccato e quindi sempre dicendo che vogliono fare il bene di alcuno fanno invece il suo esatto opposto. "Fanno di tutto che i poveri aumentino, forse perché hanno paura che gliene manchino", dice un autore francese.
La manipolazione nella scuola, nei giornali e nella televisione, ricostruisce quello strumento della chiesa che si chiamava "Propaganda fide" e che ora è ceduto ai comunisti a fine di totalitarismo.
Questo è costruito con l'imposizione e con l'egemonia che è solo totalitarismo.
Questa egemonia sarebbe poi la ragione per cui dove ci sono i comunisti si impone agli altri di essere comunisti, altrimenti si è intolleranti, e dopo se sono di più cercano di imporre il comunismo "a maggioranza", per cui se molti sono comunisti loro decidono per gli altri non comunisti.
Queste decisioni poi non sono totalitarismo, per i comunisti, perché per loro è democrazia, dato che loro intendono che se ci sono due comunisti il terzo deve essere comunista a maggioranza e non c'è libertà personale.
Espandendo poi questi comportamenti mafiosi, finchè li si lascia fare, occupano tutto quello che viene loro lasciato occupare. Così oggi occupano l'università, le scuole e i giornali e la televisione, perché gliel'hanno lasciato fare.
Lasciando fare si costruisce la società mafiosa come è quella occupata dai comunisti.

2. Sviluppo e verità, falsità e povertà; politica.

2.1. - Non connessione tra scienza economica e attività imprenditoriale. Alto livello imprenditoriale, piccolo livello imprenditoriale

Conseguenza della particolarità della scienza economica che non è scienza insegnata bene, ma è largamente falsificata ed è scienza di cui si nasconde l'origine antica, che è antica come l'uomo, ben documentata dalle tavolette Sumer di 5.000 anni fa dove ci sono contratti di credito e sono documentati Banchieri, Notai, Testimoni pagati nei contratti con tutte le condizioni o clausole di un contratto di credito moderno, è che difficilmente la scienza economica e il suo insegnamento sono la base della attività imprenditoriale.
Ciò vuol dire che in Italia principalmente, dove questa situazione di disinformazione economica è pesante, c'è la peggiore situazione per la non giuntura tra l'insegnamento dell'economia e l'attività imprenditoriale, col risultato che quasi tutti i piccoli imprenditori vengono dai mestieri ed hanno poca conoscenza dell'economia, ma hanno un quadro tecnico e di rapporti costi - prezzi - piccolo mercato imparato sul fatto.
Per i grandi imprenditori, che in Italia sono pochissimi perché l'Italia ha un numero di grandi gruppi o grandi imprese che in Europa sono vicini alla Spagna o alla Svezia che sono paesi con 1/2 o 1/3 di popolazione, il problema si pone in maniera leggermente diversa perché certo non si può fare grande impresa senza lo studio dell'economia.
La crescita di imprese nel secondo dopo - guerra può aver portato imprenditori venuti dalle professioni o mestieri verso la dimensione alta (come Olivetti ad es.), però subito dopo è subentrata la gestione professionale.
Così possiamo anticipare che il piccolo numero di Grandi imprese in Italia è causato dal basso livello dall'insegnamento dell'economia e dalla disinformazione economica sia nei corsi universitari, che tra televisioni e stampa, anche accompagnata da intenzionalità di lasciare più persone possibile fuori dagli avvenimenti importanti, per averne controllo.
Il duale di questo aspetto del problema è la proliferazione di piccola imprenditoria che lambisce il puro e semplice lavoro autonomo come limite inferiore.
Questa numerosità della piccola impresa in Italia è spiegabile con la poca rilevanza della grande industria che è la regola invece in Economie più solide quali USA, UK, Germania e Giappone, ed è dovuta al fatto che una gran parte di popolazione resta senza occupazione dipendente e quindi per disperazione deve fare qualcosa e spesso fa il lavoro autonomo.
Il lavoro autonomo viene calcolato all'ISTAT al 90% del Valore Aggiunto del lavoro dipendente del settore e quindi conferma che è attività residuale e non scelta principalmente. Considerato poi che da circa 30 anni l'economia italiana subisce conseguenze negative della crisi petrolifera, che ha investito l'Italia principalmente tra i paesi sviluppati per le sue debolezze, dal 1972 al 1986 circa con espulsione di operai e di quadri da grandi imprese, abbiamo che molte persone espulse da questi settori in crisi nella grande impresa hanno preso iniziative in proprio, piccole prima, e alcune sono sfociate in buone iniziative nei settori moda - abbigliamento - calzature - meccanico.
Questo piccolo aggiustamento non ha dato risultati che invertivano la tendenza se non fino al 1992 quando il cambio è stato fatto saltare come azione anticapitalistica contro l'Italia e si è completato il fatto con la intensificazione della tassazione che è la responsabile di queste nuove crisi occupazionali (riduzioni nel settore industriale - grande industria, fino alla fine della FIAT oggi).
Così il nuovo impulso di espulsione alimenta i tentativi di piccola imprenditoria che non può soddisfare la necessità di occupazione continuamente accresciuta.
Continuamente alimentato dall'anticapitalismo questo fenomeno rende debole l'economia italiana e più difficile la soluzione col lavoro autonomo.
Perciò occorre dire che la grande varietà di iniziative imprenditoriali di piccolo livello fa senz'altro piacere e denota la positiva attitudine della popolazione italiana ad essere attiva, indipendente e fattiva. Tutto questo non può compensare l'azione dell'anticapitalismo che opera in Italia e che ad ogni azione correttiva e migliorativa della popolazione propone nuove cose negative.
La riduzione della natalità, ultima possibilità delle famiglie di ridurre la disoccupazione, viene contrastata dall'anticapitalismo con la migrazione illegale che genera altra disoccupazione, poi con l'ulteriore aumento delle tasse che genera altra disoccupazione, impedendo un aggiustamento alle famiglie che reagiscono con ulteriore calo delle nascite a cui si propone l'aumento di natalità come ragionamento privo di base.
La grande imprenditoria è debole, perché non si insegna l'economia, ma solo un artefatto, e l'Italia è anticapitalistica, che eredita il divieto di economia medievale indicando falsi vantaggi della persona con l'anticapitalismo e ha uguali controllori dell'economia come nel Medioevo: i cattolici.

2.2. - Riduzione del ruolo politico degli imprenditori. Riduzione del ruolo politico dei quadri economici.

Come conseguenza della non connessione tra scienza economica e attività imprenditoriale abbiamo la riduzione del ruolo politico degli imprenditori e del ruolo politico dei quadri economici.
La connessione sta invece nel fatto che entrambi i fatti sono intenzionali e che la scarsa formazione economica degli imprenditori dipende dal cattivo insegnamento dell'economia e così gli imprenditori, i piccoli, sono più provenienti dai mestieri perché non c'è scuola per essi, e per la grande imprenditoria l'economia insegnata è insufficiente e ciò dà luogo a pochi grandi imprenditori, che ereditano magari la grande impresa e si formano su aspetti pratici della grande impresa dentro la loro grande impresa e allargano le conoscenze quanto possono facendo gli imprenditori.
Il ruolo politico degli imprenditori è quindi ridotto dalla minore capacità di governare il processo politico stesso che li emargina che è l'anticapitalismo e poi per la carente formazione economica.


Ulteriore conseguenza di questo è che i quadri economici sono tenuti in un ruolo sia aziendale che sociale di bassa realizzazione.
Si associano elevate capacità tecniche ed economiche a ruoli e trattamenti economici insufficienti fino che non si raggiungono i più alti livelli di Pubblica Amministrazione e Imprese o Banche, dove la remunerazione è alta e la considerazione provocata ma artefatta è alta per la condivisione della gestione dell'impresa non sempre in linea con le leggi e i principi di mercato dell'economia, ma piuttosto legata a quelle situazioni di fatto, quale fare grandi imprese accondiscendenti col sindacato che poi fa chiudere le aziende.
I quadri vengono tenuti fuori quindi dalla compromissione politica che uccide l'azienda e per ciò sono sotto - valutati, sottopagati, e tenuti in azienda come materiale abbondante e non troppo importante.
Ciò gioca sulla cattiva organizzazione politica dei quadri, perché la grande azienda prende una forma organizzata tesa a invertire l'importanza personale, togliendola all'imprenditore per darla formalmente al sindacato, presunto rappresentante che non esprime gli stessi obiettivi dell'impresa. Perciò l'impresa in mano ai sindacati, perdendo la direzione imprenditoriale e l'obiettivo dei profitti che indica lo stato di economia - impresa vitale perché non distrugge risorse ma crea ricchezza per se e per gli altri, genere pseudo - imprese a perdere come ora sta avvenendo con la FIAT e come negli anni '70 è avvenuto per gran parte della grande industria italiana.
In tutto ciò i quadri sono spinti ad omologarsi agli impiegati anche se hanno tutta diversa capacità professionale ed economica.
Ciò perché il modello sindacale schiaccia i ruoli in fabbrica o in azienda per evidenziare il grande imprenditore e schiacciare tutti gli altri, per aggredire l'imprenditore con l'arma di tutti i dipendenti, e contro di essi stessi perché si uccidono le imprese e si chiudono.
Tutto questo si amplifica se i grandi imprenditori e quadri non hanno una formazione in grado di capire il progetto distruttivo del sindacato e invece hanno la tendenza ad accettare il fatto com'è, a non porsi il problema di dove va l'impresa e finire con lo stesso esito di essa. Ciò agevola il fine distruttivo sindacale che è anticapitalismo, fatto dalle stesse persone contro cui opera l'anticapitalismo.
Vero potere è far fare il danno a chi lo riceve si è detto. Nella piccola impresa poi il ruolo politico è basso, sia per la cattiva organizzazione politica dei piccoli imprenditori, sia per la difficoltà di avere tempo e risorse per organizzarsi politicamente, perché l'imprenditore piccolo è troppo assorbito dagli aspetti tecnici della produzione e si scontra con quei freni di sistema "anticapitalistici" che sono la elevatissima tassazione e la fatiscente infrastrutturazione viaria dei trasporti che vede ferrovie ottocentesche, con autostrade che sono ferme dal 1972, insieme alla anticapitalistica funzione della Pubblica Amministrazione occupata dai comunisti.
Tutto questo è un freno all'economia e per gestirlo senza costo politico, che pure è difficile, si preferisce avere grandi imprenditori in numero più basso e non perfettamente conoscitori dell'economia perché siano più disponibili ad una gestione auto - distruttiva anticapitalistica.
Si preferisce neutralizzare i quadri che in azienda molte volte hanno le capacità dei grandi imprenditori e vengono spinti ad omologarsi agli impiegati e schiacciati economicamente su questi.
Il piccolo imprenditore non viene quasi mai dalla scuola, conosce poca economia, ma solo poche condizioni di settore di prezzi e di costi e la capacità tecnica di mestiere di un processo produttivo, per cui tecnicamente cerca di tenere i costi dentro i prezzi sfruttando il mestiere e la tecnologia e meno le nozioni di prodotto, lo spettro di prodotti e lo spettro dei mercati. Ciò comporta dominio politico anticapitalistico e poco reddito e occupazione.

2.3. Il ruolo dei quadri economici. Ruolo economico e reddito.

Il ruolo dei quadri economici è enorme.
La proletarizzazione di questi quadri è una operazione contro di loro al fine di usare un'unica falange contro l'imprenditore e l'impresa.
Così l'impresa, per dare reddito, beni e occupazione, la parte più importante del mondo moderno, finisce per essere la parte schiacciata in nome di una presunta giustizia che vuole giusta la distruzione del benessere, dell'occupazione e dell'impresa, la quale ha tolto invece il lavoro dalla condizione schiavile che c'era quando non c'era economia, benessere e occupazione e nessun diritto.
Evidentemente la situazione desiderata è quella dove non c'è l'impresa, non c'è benessere, ma occupazione di settori arretrati e dominio su questi come c'è in tutto il mondo sottosviluppato, che con l'anticapitalismo si vuole estendere, eliminando lo sviluppo dallo attuale mondo sviluppato.
Quindi la riduzione del ruolo dei quadri economici è funzionale ad un obiettivo anticapitalistico di distruzione dell'attuale occidente sviluppato per estendere l'attuale sottosviluppo a tutto il mondo. Tale mondo di libertà e benessere è l'obiettivo dell'anticapitalismo che vuole distruggerlo.
I quadri economici sono oggi la parte fondamentale per il benessere occidentale, ma sono privi di ogni stimolo che riconosca loro il loro ruolo e dia il riconoscimento economico.
Portati a vivere la realtà distorta come fatto inevitabile e fatto "naturale", tramite una cattiva scuola economica che non spiega l'economia, ma si nasconde dietro un parziale e insufficiente insegnamento di qualche "legge economica", non scoprendo il suo stesso operare, e nascondendo l'operatore anticapitalistico che determina il cattivo insegnamento dell'economia, spendono il tempo in una impresa che vive del loro lavoro e che non li ricompensa e in una società che li annichilisce e li proletarizza a livello di impiegati. Ciò è anche frutto della proletarizzazione dell'università, intesa come riduzione dei contenuti scientifici e di ricerca, con accomunamento al minimo, e quella falsa modestia del sapere banalizzato perché in realtà non approfondito da applicazioni, ricerca e verifica del modello.
Questo con la disoccupazione prepara ad un ruolo di quadro di secondo ordine che non si pica di vedere come va "il sistema", la politica e l'economia, e finisce per accettare un ruolo politico e rappresentativo inferiore a quello materialmente svolto in impresa. Ciò vale sicuramente per molti quadri nel settore bancario, dove i quadri sono molti, e in molte aziende grandi dinamiche, oltre che nella Pubblica Amministrazione.
Ciò vale anche in settori assicurativi, trasporti e telecomunicazioni, con dovute differenze.
L'università proletarizzata e anticapitalistica è quindi la premessa di esperienza di questa marginalizzazione dei quadri e assimilazione di questi agli impiegati.
Naturalmente ruolo economico e reddito sono collegati e, siccome il ruolo sociale e l'organizzazione dei quadri è parte del riconoscimento del ruolo economico, abbiamo che i quadri non hanno il riconoscimento economico perché non hanno il riconoscimento sociale.
Il ruolo sociale dei quadri, ridotto per la propaganda politica di proletarizzazione, espone poi il settore dei quadri economici a quella colonizzazione della politica che consiste nel riempire gli uffici di uomini propri, tanto la differenza tra uno buono ed uno no non è così evidente, o almeno non è molto evidenziabile per il basso ruolo sociale del quadro economico oggi e per la sua scarsa organizzazione.
Tutto viene riassorbito nel ruolo sociale anticapitalistico che l'impresa deve subire e, se non servirà, si cercherà di farla scomparire con i suoi quadri economici - politici. Se non dovrà scomparire perché sarà ritenuto di tenerla, si salverà con intervento del governo di fatto "sociale anticapitalistico" che può essere rappresentato in diversi modi dal governo effettivo, o può essere per esempio un salvataggio imposto al governo effettivo dalla opposizione "anticapitalistica" che salva chi gli è servile e contiguo, o perchè guadagna per inserimento nell'azienda di suoi elementi a ragione del salvamento (questo è il programma per la FIAT?).
La riduzione del legame ruolo economico - reddito è la base dell'anticapitalismo che tende a rompere il legame fondamentale fra lo sforzo e il reddito economico di questo sforzo, in modo che non si cerchi più di avere reddito secondo le richieste delle imprese, di conoscenza e di tecnologia, ma secondo la proposta di adesione all'anticapitalismo e alla sottomissione al progetto politico anticapitalistico di supporto.
Così in un mondo anticapitalistico il quadro deviato si rende disponibile alla cattiva gestione perché richiesto dalla politica e riceve reddito per distruggere l'impresa, anziché ricevere reddito per l'accrescimento del reddito dell'impresa.
Questa è la sostanziale contrapposizione tra il partecipare positivamente (coi redditi) dei progressi economici dell'impresa (capitalismo) e il ricevere compensi per la sottomissione al progetto politico anticapitalista e quindi per il contributo alla distruzione dell'impresa.
Questa compresenza in azienda e nell'impresa di questi due obiettivi, obiettivo di crescita capitalistico e obiettivo di distruzione anticapitalistico con acquisizione di quadri e dirigenti per il relativo progetto è la spiegazione del declino dell'economia italiana perché chi opera l'anticapitalismo distrugge il risultato di chi opera a favore. In sintesi:
1) il quadro professionale economico viene usato appieno ma viene penalizzato economicamente e nel ruolo sociale che non gli viene riconosciuto, perché subisca la situazione, di anticapitalismo in azienda, che non vuole valorizzarlo.
Annullando politicamente i quadri si costruisce l'ariete Anticapitalistico di tutti i dipendenti contro l'impresa e l'imprenditore, che vuol dire distruzione dell'impresa e del reddito.
2) La situazione di isolamento dell'impresa e la bassa cultura economica favoriscono il piccolo numero di grandi imprese in Italia e l'alto numero di piccole imprese che sono il frutto Malthusiano della reazione alla disoccupazione.
3) Tutto è legato all'attacco sulla formazione e sulla informazione economica che schiaccia gli imprenditori e le imprese e il ruolo dei quadri che intenzionalmente resta basso.

2.4. - Predazione con le tasse.

Alla fine dell'esaurimento di altri strumenti di aggressione contro l'economia italiana, e i cittadini italiani, quale la politica meridionalistica volta a tenere il sottosviluppo mantenendo tutta l'economia meridionale dipendente dai "contributi", piani e altro, e non rispettando i programmi per le cifre date per cui tra effetti negativi della dipendenza che uccide l'imprenditoria e riduzione della spesa abbiamo fino al 2000 e oltre portato avanti una piaga medioevale con artifizi, si è alzata la tassazione.
Abbiamo anche avuto le Partecipazioni Statali, vero comunismo in un solo paese, gestito per influenzare l'economia e rendere metà economia italiana politica - dipendente. Con questo sistema di azione dello Stato nell'economia di impresa abbiamo avuto la penetrazione nelle imprese di personale scelto dai politici, in quantità eccedente e con management che perseguiva gli obiettivi politici degli Sponsor politici, tradendo l'esigenza di efficienza e di profittabilità.
Il grosso delle partecipazioni Statali è fallito perciò (Finsider es.), e tutto ciò che non è fallito è finito in tasca di amici dei politici, che prima controllavano dall'esterno, con "la privatizzazione". Con operazioni spregiudicate in borsa si privatizzava a prezzi bassi e poi col rialzo della borsa si pagavano gli scoperti con cui si era comprato prima.
Ciò è avvenuto in tutte le più importanti privatizzazioni in Italia, per cui le aziende privatizzate sono state comprate con quattro lire, ed a prestito.
Quando per l'intervento della Comunità Europea si profilava la fine dei contributi all'economia meridionale e alla creazione di falsi consensi e dipendenza invece dai politici e quando anche la struttura già partitica delle Partecipazioni Statali, imprese al servizio dei politici o meglio dei partiti "sociali", veniva messa in rotta di liquidazione per privatizzazione, le reazioni sono state due.
Da un lato la privatizzazione è stata fatta mediante cessione ad amici di politici che già prima la controllavano.
Dall'altro lato, lentamente si incominciò il rialzo della tassazione che avrebbe sostituito il dominio, che prima i politici avevano sull'economia delle imprese, con un nuovo dominio che riguardava tutti i cittadini perché riduceva il loro benessere, riduceva la capacità delle imprese di fare profitti e perciò il numero stesso delle imprese, generando disoccupazione.
Questo risultato, che corrisponde al dominio della politica che si vede oggi e che domina anche il governo presente che lo subisce (nel 2003), si è ottenuto a partire dai governi CRAXI che quindi non era un grande statista, perché non ha visto i fili che gli facevano tessere e che servivano poi a bloccarlo.
In breve, con fare di falso civismo ministri di CRAXI incominciarono la salita della pressione fiscale con l'appoggio del presunto principio "morale" di non evasione fiscale.
Con questo assunto di falso principio morale si è spostata l'attenzione della pressione fiscale, negativa per l'economia, all'evasione fiscale che era peccato o peccato morale.
Fatto questo, si è alzata continuamente la pressione fiscale come azione di governo alla Caligola, reprimendo chi protestava come "evasore fiscale" e indebolendolo col saccheggio secondo le più volgari tradizioni dei tiranni da Caligola a Nerone e dei barbari che hanno sempre inteso il dominio come predazione.
Qui in Italia si usa il sistema opposto: si fa predazione con le tasse per fare dominio e sostituire quel dominio, che si era perduto con la perdita delle Partecipazioni Statali e dell'intervento sul Mezzogiorno e sulle economie regionali, con la disoccupazione e il basso livello di attività dell'economia causato dalle tasse. Nuovo dominio, come si vede con le processioni del caso FIAT guidate da chi, i sindacati, il disastro FIAT hanno generato, dopo aver determinato la chiusura di tutta la grande industria negli anni '70 e '80 e ora si chiude quella che era restata, cioè la FIAT, ma chiedendo nuova statalizzazione, cioè nuovi posti in azienda per i figli della NOMENCLATURA o mandarini politici dell'anticapitalismo o sindacale.
Il piano di predazione con le tasse è subìto da tutti coloro che non indicano il piano criminale di saccheggio e non indicano che una carta dei diritti deve garantire un livello massimo di tassazione del 20%, oltre il quale è tirannia.
Così oggi vediamo come è facile fare tirannia sottraendo il 50% dei redditi ai cittadini come mai si era visto nella storia senza opposizione e ci si è limitati a restituire l'1% in un anno (anno 2003) ma con continuo aumento della tassazione complessiva e quindi non restituendo niente.
Tutto questo tirare tasse è fatto per fare clientela del partito Anticapitalistico che spende questi soldi e per fare dominio sugli oggetti su cui opera il tirare. Questa tirannia "moderna" è fatta sullo stile di quelle arcaiche prima dello Stato istituzione civile e laica e non religiosa, che erano basate sul dominio e sulla predazione.
La dea Madre è scontenta del benessere che trova in Italia fino al 1968.
Così, avendo provocato catastrofi economiche che lasciavano sempre più gente alle dipendenze della sorte e quindi nella condizione naturale di accettare di combattere per mangiare anziché produrre col lavoro, usa sempre più gli esclusi dall'economia per fare anticapitalismo, come se l'obiettivo fosse la fame creata artificialmente (come detto da Sacharov per la Russia).
Una azione potente di esproprio del benessere e del frutto del lavoro, vera rivoluzione comunista fatta con ministri compiacenti e di non grande profilo, si è avviata negli anni '70 ed è poi stata fatta crescere per compensare il calo del prezzo del petrolio dopo il 1986 che dava nuovo sviluppo.
Questa crescita delle tasse si sosteneva con un comportamento fraudolento con il bilancio dello stato.
Si facevano spese a go - go per gli amici.
Si assumevano a milioni le clientele e poi al risultato del deficit si dichiarava, per risanamento falso, l'aumento delle tasse. Così ogni anno di governi anti - capitalisti anni '80 e '90.
L'egemonia, o il controllo totalitario della informazione, insieme al ruolo dipendente dell'Università, non ha mai attaccato questa politica di predazione amata dalla dea Madre, che vuole i suoi addetti occupati a combattersi per un reddito dato e non vuole lo sviluppo, che è poi la condizione minimale.
Un modo per accelerare questo combattersi è poi l'alta natalità, e questo spiega perché non vuole il calo delle nascite la dea Madre.
La progressione delle tasse è stata supportata con falsi di "risanamento" che in realtà era riduzione di Benessere e con la mobilitazione di quanti erano stati messi a carico della spesa pubblica per fare clientela di partito e dei pensionati fasulli.
L'incentivo a vivere di risorse tolte al settore produttivo in danno di occupazione e salari effettivi che erano ridotti veniva proposto alle clientele che nel settore pubblico hanno visto i dipendenti salire da 1.000.000 nel 1968 ai 5.000.000 di oggi, 2003.
La falsa moralità dell'anticapitalismo non si occupa e non propone l'argomento del porsi a carico del settore produttivo, schiacciando i dipendenti, o lavoratori, o operai, che fa finta di proteggere, mentre fa solo anticapitalismo antibenessere (l'operaio FIAT perciò guadagna poco più di una pensione sociale).
Tutto questo prelievo del 50% del reddito nazionale, una montagna di un milione di miliardi di lire, ovvero 500 miliardi di Euro, viene coperto con chiacchiere e falsi per impedire che questa struttura occupativa, distorta, di dipendenti da spesa non produttiva, venga toccata, perché questa struttura è la base del voto anticapitalistico che non è la volontà delle persone.
La struttura quindi di occupati in settori di falsa “solidarietà", per 5.000.000, è una riserva di voto clientelare, un indebolimento del settore privato e un suo condizionamento clientelare.
Del sistema di benessere privato o di mercato resta poco se anche la FIAT a forza di lotta dell'anticapitalismo è crollata.
I già costruttori di TRABAND si propongono ora di amministrare la FIAT come fabbrica di Stato rendendo tutti i produttivi della FIAT suoi oggetti di solidarietà per farne clientele.
Così da società produttiva si va verso società improduttive, e feudali, dove i feudatari sono Anticapitalisti, come allora.
Già tutto il sistema degli indicatori economici è volto allo zero passando da tassi di sviluppo degli anni '60 del 5 - 7% ad oggi che è zero.
La resistenza con cui il partito anticapitalistico in Italia non vuole la riduzione delle tasse indica che per quella via crollerebbero le clientele di dipendenza e riprenderebbe lo sviluppo.
Quindi le chiacchiere di "solidarietà" sono fatte da chi distrugge l'economia per aumentare le persone su cui fare solidarietà, per paura che gliene manchino.
Queste chiacchiere sono molto sostenute a livello politico in ostilità di un benessere di mercato e di libertà.
L'azione di solidarietà richiede sempre nuova solidarietà perché distrugge l'attività produttiva con i suoi costi del 50% del reddito ed è fasulla perché è volta ad aumentare gli assistiti politicamente dipendenti.
La constatazione del continuo aumentare delle esclusioni dal processo produttivo, la riduzione della pianta di produzione all'aumentare del prelievo fiscale falsamente chiamato di solidarietà, indica che di nessuna solidarietà si tratta ma di anticapitalismo.
Se la dea Madre controlla lo Stato italiano in questo modo, siamo vicini ai tempi di Dante in cui la predominanza della dea Madre schiacciava lo Stato, e le falsità sono pienamente diffuse con l'informazione.

2.5 Non sviluppo e controllo Antidemocratico.
Politica attiva negativa con lo stato di fatto nell'economia (Disoccupazione e basso sviluppo).

Il non sviluppo economico è un controllo Antidemocratico sulla popolazione.
Lo svolgersi del reddito dai saggi di crescita del 5 - 8% degli anni '60 a quello intorno allo 0 dopo il 1968 fino a oggi indica l'obiettivo e la causa.
L'obiettivo è il dominio e la causa è il non sviluppo.
Quindi il non sviluppo è lo strumento per il dominio ed è lo strumento del tiranno che preda.
Tutte le chiacchiere Anticapitalistiche hanno come obiettivo ed esito la riduzione dello sviluppo.
Si è partiti alla larga nel 1968 (alla larga come con la pressione fiscale, accusando chi obiettava del fatto "morale" di evasione e crescendo la spesa in deficit per coprirla poi con nuove tasse e chiamando quest'immondezza della crescita della spesa pubblica, o spesa partitica, con la sottrazione alla disponibilità di chi l'aveva prodotta e ne era proprietario, con la parola "risanamento"; evidentemente si intende risanamento per controllo sulla popolazione) con la protesta di principi banali di miglioramento e proponendo lo sfascio dell'attività universitaria e la sua subordinazione ad un enfatico interesse degli "operai".
Dopo poco restavano sul terreno la perdita di costanza nello studio universitario e la dequalificazione in tutta la scuola con penetrazione di clientele politiche che portarono gli addetti alla pubblica istruzione ad essere uguali a quelli che nel 1968 erano addetti a tutta la Pubblica Amministrazione (oltre 1 milione).
Nella zona degli "operai" l'uso della lotta "Anticapitalistica" si risolse subito in disoccupazione, fallimenti immani, su cui il partito Anticapitalista stese il mantello della propaganda. Per cui gli operai erano costretti a distruggere la casa che abitavano, cioè dovevano distruggere il capitalismo.
Ciò fu fatto con gli strumenti del dominio perché chi obiettava veniva proposto per il licenziamento e la cassa integrazione e così si vide l'adulazione del tiranno Anticapitalistico per evitare la cassa integrazione e il licenziamento causato dal dominio dell'Anticapitalismo, e nessuno voleva scoprire che criticando si perdeva il posto e così tutti andarono verso il fiume al suono della musica della propaganda dell'Anticapitalismo.
Così come oggi si vede chi negli uffici non dice quello che pensa perché c'è una presenza anticapitalistica. Di conseguenza di questo "stato" di fatto il consenso politico viene mantenuto sempre ampio all'Anticapitalismo, come aveva fatto STALIN con continui peggioramenti della occupazione, e così si vede che la crisi Fiat, creata dall'Anticapitalismo, viene spinta avanti per alimentare quel sacrificio di "operai" che serve per educarne altri.
Il fiume del flauto magico è ormai vicino e la deriva della propaganda è distruttiva e il risultato è solo l'eliminazione degli operai. L'Italia non ha più industria se non in quella forma di autoconservazione della piccola e media industria e la contraddizione in se non può esistere di essere Capitalista e Anticapitalista. Così chi si dissocia dalla fabbrica capitalistica viene eliminato dalla stessa azione Anticapitalista che lo usa.
Ritornando poi al lavoro autonomo creato nell'industria non possiamo fare a meno di notare che l'Anticapitalismo aveva già distrutto l'agricoltura con la legge De Marzi Cipolla, vera e propria legge di Esproprio che ha eliminato l'agricoltura.
Altra legge, sempre Anticapitalistica, la legge così detta "Equo Canone", ha eliminato il mercato degli affitti urbani delle abitazioni, per cui un altro settore di servizi è distrutto.
Tutto ciò alimenta il disagio e il ruolo di dominio politico per la mancanza di sbocco produttivo.
La caduta di natalità così è l'ultima possibilità per cercare di evitare il dominio.
Anche su questo l'Anticapitalismo propone crescita irresponsabile della natalità e cerca di annullare il tentativo delle famiglie di ridurre le eccedenze nel mercato del lavoro con l'immigrazione illegale e clandestina.
Così una eccedenza continua dovrebbe generare disponibilità al progetto Anticapitalista che è sempre rivolto contro chi lo segue.
Lo stato di fatto, di tutti i settori deboli, con eccedenze non stabili in sé stesse ma sempre rigenerate con azioni di politica economica Anticapitalistica che annullano le reazioni che la popolazione fa per aggiustamento e sfuggire gli effetti dell'Anticapitalismo quali la caduta di natalità, è la base dell'Anticapitalismo.
Questo spiega perché per gli Anticapitalisti i non Anticapitalisti al governo non possono toccare niente, perché tutto quello che c'è è il prodotto costruito dall'anticapitalismo con il falso di fare cosa "morale" (tassazione chiamata lotta alla evasione) o cosa giusta e che genera gente dipendente dall'Anticapitalismo fino alla sua eliminazione. Poi si cerca di porre rimedio alla riduzione delle eccedenze con nuova generazione di eccedenze con l'Anticapitalismo. Perciò in Italia non si può fare politica economica e non c'è politica economica né sviluppo e questo è determinato dall'Anticapitalismo.

2.6 Falsi relativi ai trasporti (partenze non intelligenti)

I falsi relativi ai trasporti vanno insieme ai falsi in generale.
Questi sono più spesso fatti tramite la presentazione di dati statistici.
Il più diffuso è quello di dire il senso della variazione e non la misura, come ad esempio dire il reddito sale, cresce, la disoccupazione diminuisce, la borsa sale o si riprende, etc, etc.
E' evidente che ogni fenomeno ha un particolare modo di essere espresso correttamente.
Per esempio "il reddito sale" va qualificato con la sua variazione percentuale e non con il suo valore assoluto.
La disoccupazione scende si deve dare con un più basso tasso di disoccupazione percentuale e non col numero di disoccupati in meno.
Nell'ambito del sistema dei trasporti i falsi sono comunemente impiegati per nascondere l'azione di anticapitalismo che vi si svolge e che rende il sistema dei trasporti criminale per i morti che vi si causano e per l'impedimento alla formazione delle infrastrutture per soddisfare la richiesta di mobilità. Il problema dei trasporti non è un vezzo ma il frutto della divisione del lavoro che richiede più spesso che la roba sia trasportata. Questa è la divisione del lavoro personale e territoriale.
Il primo grande falso è la inventata contrapposizione tra ferro e gomma.
Questa contrapposizione inventata farebbe buono il ferro e cattiva la gomma.
In realtà tradisce che i consigli di amministrazione del ferro sono amici e quelli della gomma sono nemici di chi fa questa contrapposizione inventata. Questa contrapposizione è poi figlia di una precedente contrapposizione inventata che voleva il trasporto pubblico buono e quello privato, individuale, che da libertà di movimento a volontà il cattivo.
Come si vede quello che limita la libertà viene indicato buono e quello che dà la libertà cattivo.
Il blocco e il boicottaggio della costruzione di nuove infrastrutture viene fatto perché si riempiano queste esistenti e si possa riprendere il falso che ci vuole il ferro, con affari per gli amici, e con il luogo comune che chi usa la macchina individualmente inquina mentre i motorini in città che inquinano ciascuno come 70 macchine non vengono indicati come inquinanti perché si suppone che siano amici degli anticapitalisti.
L'inquinamento viene addotto per fermare la libertà di movimento ed è inizio di limitazione di libertà con ridicole domeniche a piedi che sono solo un giorno vuoto senza libertà.
Il ferro, col suo frastuono mortale per chi vive vicino alle ferrovie, non viene indicato come inquinante e si nasconde che l'energia elettrica è sempre fatta di combustione di petrolio, con uno spreco del 60% della resa in energia e quindi con maggior consumo di petrolio.
Mentre è evidente poi che l'anidride carbonica pur ritorna all'aria da cui proveniva per fissarsi nel legno che ha dato luogo al petrolio. Quindi dov'è l'alterazione?
Viene nascosto il criminale effetto del blocco anticapitalistico della costruzione delle Autostrade che sono i morti e lo stress da viaggi e la lunghezza del tempo.
In nome di falsa integrità ambientale, che è solo integrità di sotto sviluppo, si tacciono i morti sulle Autostrade dovuti al sopraffollamento che raggiunge livelli criminali di 10 volte il carico di collaudo delle Autostrade con 80.000 passaggi al giorno per Autostrade collaudate per 7.000 passaggi al giorno e che si impedisce di raddoppiare.
Il traffico merci va per strada e non per ferro per la flessibilità del mezzo che consente di fare un solo carico e scarico e svolgere il trasporto in Europa nell'arco di un giorno.
Così tutte le merci deperibili o urgenti devono andare su strada anche se il trasporto è più caro, ed è più caro anche perché le Autostrade sono sopraffollate e pericolose, per l'Anticapitalismo che impedisce il raddoppio dal 1973, data della intensificazione dell'Anticapitalismo col cartello petrolifero.
Il tentativo di portare merci al trasporto su ferro (come si fa a dire che il ferro è buono, anche se amministrazioni amiche degli anticapitalisti lo fanno?) è ridicolo, antieconomico, e si risolve in una tangente pagata al ferro, perché per esempio con una nave che fa il giro dello stivale si potrebbe scaricare il 90% delle macchine trasportate su ferro con tempi più brevi e costi più bassi. Ciò non si fa per compiacere politico del ferro.
Le ferrovie sono un mezzo superato, e sono un mezzo adeguato se veloce fino a 250 km per i passeggeri e niente per le merci. Vengono tuttora impiegate sul trasporto Milano - Sud solo perché un'altra stortura lo rende possibile. Questa è l'alto biglietto d'aereo che per tratte interne all'Italia costa quanto un Roma - New York perché si fanno pratiche di monopolio che non si evidenziano per un solo vettore operativo, ma ce ne possono essere anche di più che si accordano o viene imposto un accordo.
Il monopolio si vede dal prezzo alto rispetto al prezzo di concorrenza internazionale che per quella distanza e sotto le 100.000 lire o 50 euro a viaggio.
Le situazioni criminali si hanno con i morti e gli incidenti di gente stressata dal viaggio faticoso o che diventa più lungo e guida in condizioni non previste.
In queste situazioni si è sentito dire quest'estate di 22 km di coda per il Sud e di partenze non intelligenti.
Forse che sono intelligenti gli anticapitalisti che impediscono la costruzione di strade? O sono intelligenti i Ministri dei Trasporti che temporeggiano dal fare? O le signorine TG che dicono queste scemenze con aria di purezza?
Chiamare non intelligenti le partenze di chi può fare 22 km di fila al sole è criminale.
Far camminare su una strada 10 volte il traffico di collaudo è criminale e non fare le infrastrutture è operazione anticapitalistica criminale e impedimento della libertà, che si vuol nascondere con chiacchiere falso ecologistiche. Ciò che non è assolutamente ecologico è la fila obbligatoria ad ogni uscita di città, specie week end, così che si pensi che è meglio stare a casa e fare un giro in bici intorno al palazzo. Questo impone il partito totalitario falso ecologista!
A Roma le infrastrutture viarie per la festa o il mare sono terribili. Ci sono sempre lunghe code che ammazzano il guadagno di aria e di svago e poi c'è l'attraversamento della città quasi obbligatorio.
Sulla litoranea non si riesce a fare un raddoppio di una stradina ridicola, dove d'estate vanno 500.000 persone.
L'attraversamento della città sulla Cristoforo Colombo può essere reso continuo con piccoli interventi ed eliminazione di tutti i semafori. E siamo fin qui a costo zero. I quadranti Est e di Nord Ovest vanno serviti al mare tramite il prolungamento a Ovest della Fiano Valmontone, come va prolungata ad Aprilia la Civitavecchia Fiumicino e la Fiano Valmontone.
Il raccordo non è sufficiente e allunga con la sua curva e raccoglie troppo traffico che continuamente si ferma.
Il costo delle infrastrutture è nullo in confronto al costo del cittadino dello stare fermo, per cui il finanziamento è assolutamente facile. Ma non si fa.
E' solo Anticapitalismo o c'è dell'altro?
Di sicuro c'è il tentativo di scambio con le richieste dell'anticapitalismo.
Poi c'è forse il tentativo di far passare in silenzio opere a 50 Mld a km o 100 Mld a km sotto pressione di questa catastrofe prolungata dei trasporti. Questo sarebbe simile in tutto all'anticapitalismo, e si presenta ora solo qualche progetto di viabilità locale come se fosse una meraviglia futuristica ed è invece una asineria indietro di trent'anni che pure non si fa e solo si dice.
Se l'azione anticapitalistica si prende trasporti, industria, abitazioni, gestiti tutti con il massimo danno, non ci si meravigli che lo sviluppo è zero.
Nel dopoguerra, con la sola libertà di fare, l'Italia in pochi anni ha avuto uno sviluppo elevatissimo 5 - 7% annuo.
Solo l'anticapitalismo ora e la propaganda falsa contro la produzione ed il benessere, ed una informazione codina e di supporto alla distruzione, sono i complementi per questa distruzione che ha già operato in Svezia come veleno della vicinanza della Russia e modo per distruggere una società con economia avanzata, con il flauto magico avvelenato dell'assistenza e dell'anticapitalismo.
Si può dire che l'economia è stata distrutta nel 1973, col blocco delle Autostrade, le legge detta falsamente Equo Canone, l'anticapitalismo sull'impresa e l'informazione complice. Solo che una economia complessa e ricca come era allora richiede tempo per cedere. Ora ci sono 100 morti nel week end di natale 2002.

2.7 Politica economica per gestire assetti politici precostituiti. (Anticapitalismo e falsa solidarietà)

L'Anticapitalismo è la forma di contrasto del benessere generale, benessere generale a cui l'uomo ha dato luogo quando ha preso i rapporti con la natura trasformandosi da adoratore della dea Madre della passività in modificatore (dio Aratro) delle condizioni di sopravvivenza, che erano sì agevoli con la dipendenza della dea Madre (Caccia e Pesca), ma comportavano l'uccidersi per accaparrarsi la preda o i terreni di preda, e la eliminazione della popolazione eccedente.
Questa restrizione delle disponibilità della dea Madre (o natura) comportava l'obbligo di uccidersi per accaparrare la preda.
Così si vide che piccoli interventi dell'uomo, come piccole scheggiature di pietre taglienti, fare piccoli coltelli e punte di freccia o di lancia, erano estremamente utili perché garantivano più facile preda, migliore utilizzo della stessa, e col fuoco, altro fatto artificiale, si poteva cuocere o scaldarsi.
L'osservazione del crescere naturale dei frutti e dei semi aveva portato che i semi si potevano riporre e seminare a piacimento e che il terreno morbido era sicuramente più gradito di quello duro e che dava più frutti.
Così un aratro fu presto prodotto ed ad esso furono eretti santuari e riti di ringraziamento.
Con questo dio Aratro, o lavoro, si poteva seminare, raccogliere e conservare per l'inverno.
Ma i sacerdoti che tenevano la superstizione della dea Madre attaccarono questo prodotto di indipendenza e questo sfuggire dalla passività della dea Madre che aveva consentito fino là gestione miserabile della paura e della privazione.
Allora chiamarono dio Unico la dea Madre e riproposero la stessa dipendenza, la stessa passività, lo stesso astio contro l'indipendenza e il fare, cioè l'Aratro e il suo frutto, il benessere.
L'ultimo tentativo della dea Madre è quello che ha portato alla distruzione dell'impero romano, con i valori di passività e non difesa, non benessere e ritorno alla dipendenza primordiale totale e al sacrificio umano e la perdita delle possibilità e del benessere.
Con la riforma protestante l'iniziativa riprende e riceve risposta della dea Madre di guerre per trenta anni e più.
Una volta sconfitta la dea Madre in quel campo del Nord Europa dalla riforma protestante promossa da S. Enrico VIII, questa attaccò il benessere prodotto accusandolo di sfruttamento seguendo l'abitudine medioevale di disprezzare e punire commercio e credito.
Lo sfruttamento si poneva come nuovo peccato e reclutò quelli che erano appena usciti dalla condizione di schiavi della terra che era di proprietà per metà della dea Madre per farne nuovi schiavi indicandogli come meccanismo diabolico il benessere e l'industria.
Chi non era più schiavo della terra diventava di nuovo protetto dalla dea Madre contro chi lo aveva liberato, l'industria e il benessere.
Così fare industria venne proposto come immorale e la bava fu spinta di chi si era già dimenticato il passato di schiavo della terra.
Così si usò contro i protestanti, contro il fare, un'altra arma, non esterna come la guerra, ma interna.
Si frappose la dea Madre con i suoi malefici tra lavoratore e chi organizzava il suo lavoro dandogli benessere e vendendo in un mercato sempre più ampio.
La dea Madre ottenne questa rappresentanza con il solito metodo del supplizio dei suoi protetti facendone vittime.
Altri vili arretrarono e si perdevano i frutti del dio Aratro.
Oggi abbiamo che la dea Madre, con i suoi rappresentanti politici, dopo decenni di Non Possumus e di boicottaggio che hanno provocato il fascismo, possiede interamente l'economia italiana. Per metà se ne appropria con le tasse dello Stato e non consente riduzione delle tasse per poter rendere meno alto il benessere e più grande il numero di dipendenti della dea Madre, falsi pensionati e tutti gli assistiti per effetto dei suoi attacchi distruttivi anticapitalistici all'Economia.
Tutto questo viene fatto spacciare per passaggio naturale, ma naturale non è, ed è strumento di dominio.
Così abbiamo che "l'essere" che impedisce il "fare", con la falsa apologia dell'essere, è strumento e sufficiente del blocco del capitalismo.
Così si propone di nuovo il non fare come valore, il sussidio a chi è escluso dal lavoro per causa dell'anticapitalismo purchè stia sull'essere passivo e non sul fare. Così la dea Madre distribuisce ai suoi ingenui clienti risorse tolte ai produttori di ricchezza del fare per distruggere questa ricchezza e riportare definitivamente i suoi protetti a suoi schiavi.
In questo contesto arretrato e primordiale di dominio della dea Madre, con disoccupati creati artificialmente col continuo operare anticapitalistico, le azioni di politica economica sono le azioni scelte degli addetti della dea Madre per mantenere il dominio totale in attesa di riprendere il controllo della condizione internazionale (vedi Europa del prete Prodi che porta in Europa tutta la struttura del comunismo Europeo) per fare il dominio totale della dea Madre impedendo ogni sviluppo.
Le azioni di politica economica si svolgono a partire dal 1968, oppure incominciando dal 1943.
Nel 1943 la dea Madre partecipa alla "liberazione" dell'Italia di quel tanto di liberale che era rimasto nel fascismo.
Produce una inflazione post - bellica (1946), e non bellica quindi e non motivata da ragioni economiche, per distruggere il patrimonio finanziario di chi aveva sottoscritto il debito pubblico fascista ed anche quello dell'Unità di Italia con la sottoscrizione della Rendita Italiana.
Questa azione di Politica Economica non aveva nulla di Politica e nulla di Economica, ma era una azione militare contro chi nel '22 aveva resistito alla dea Madre che aveva creato l'attacco allo stato liberale italiano.
Così nel 1943 con l'aiuto americano che ha salvato la Russia si riprende il controllo in Italia della dea Madre che allontana il Re che aveva fatto l'Italia.
Poi nel 1948 rotture tra la dea Madre e la Russia hanno fatto si che la dea Madre si poggiasse sul piano liberale e così tra il 1948 e il 1968 accettò molta politica economica liberale.
Così si ebbe il Piano Marshall che in pochi anni nel '50 rimise in moto l'economia italiana, si sviluppò la libera iniziativa generale nell'industria e nelle costruzioni, appoggiata da iniziative infrastrutturali notevoli quali le Autostrade, mobilità del lavoro Agricoltura - Industria e Sud - Nord retta da bassi affitti di case perché l'Italia aveva un patrimonio abitativo grande.
I tassi di interesse erano bassi e i mutui si avevano per il 5%, così si ebbe il boom economico liberale dell'Italia. Si ebbe prosperità, libertà, cultura e mobilità della popolazione.
Ciò fu supportato dal Mercato Comune Europeo (oggi UE) che diede impulso ai traffici e consolidò per vicinanza l'industria nel Nord Italia.
Fino al 1968. Ma già dal 1960 - 61 qualcosa non andava. La riconciliazione tra la dea Madre e la Russia comportava che l'economia Italiana era scossa da attacchi.
Erroneamente per evitare questi si fecero governi di centro sinistra graditi alla Russia e iniziò la destabilizzazione di agitazioni di piazza con la scusa salariale, quando mai si era stati così bene né prima né dopo.
I tassi di interesse incominciavano a salire con la scusa di crisi di bilancia dei pagamenti che non esistevano, ma collaudando come Politica Economica azioni Anticapitalistiche.
Col 1968, rivoluzione culturale o militare, la destabilizzazione si espande, l'attacco al tenore di vita è immediato.
Per garantire la neutralità delle Banche alla destabilizzazione, iniziò il rialzo del tasso di interesse che già nel 1970 dava 6% e poi 9% per le obbligazioni. L'azione destabilizzante era partita.
Alcune operazioni demolitorie furono fatte all'interno e all'estero.
All'interno la legge dell'Equo Canone (per cui è equo ciò che è distruttivo, o è equo ciò che consente di distruggere e portare alla dipendenza della dea Madre)mettendo in dubbio il diritto di proprietà e i canoni, facendo finta di agevolare i potenziali addetti della dea Madre, portò alla rapida eliminazione del mercato degli affitti.
Con la eliminazione di oltre 10% delle abitazioni del mercato per tenerle in future disponibilità dei familiari, si ottenne l'eliminazione del mercato degli affitti e il rialzo dei prezzi delle case per la carenza virtuale delle case (carenza per sottrazione ad un mercato che limitava la proprietà delle case e non carenze effettive chè l'Italia ha il più alto numero di case per abitante).
Contemporaneamente (1972 - 73) è stata pilotata la crisi petrolifera con l'appoggio della Russia che vende armamenti ai paesi del Cartello Petrolifero. Questa pratica monopolistica viene appoggiata dagli Anticapitalisti perché è un monopolio contro il benessere generale.
Il danno di rincari è enorme, di disoccupazione e perdita di benessere, dato che lo sviluppo si basa su prezzi bassi di concorrenza e risorsa abbondante. La falsa penuria, la fame creata artificialmente cioè, è fatta per fare addetti della dea Madre informandone di ciò la Politica Economica.
Così la Politica Economica di passaggio dal capitalismo all'anticapitalismo era conformata a quel principio di danno dei prezzi cari. Così si ebbe alto il tasso di interesse, una pressione sui salari che ridusse l'occupazione, alti costi delle abitazioni non più disponibili in affitto, che avevano fatto lievitare il costo dell'accesso ad una abitazione di 200 volte, dall'affitto all'obbligo di acquisto.
Si interruppe la migrazione verso il Nord perché le case non erano più disponibili per la legge detta equo canone, detta equa in quanto anticapitalistica e distruttiva per la perdita del mercato.
L'alto costo del petrolio stimolato all'estero col sostegno alla procedura di cartello, cartello che sempre veniva indicato come per accusa del capitalismo, questa volta fu coperto per l'impatto anticapitalistico distruttivo e per il finanziamento delle armi fornite nell'area dalla Russia. Nessuno sembrava accusare il cartello, finchè l'amministrazione americana lo fece crollare nel 1986, dato che si reggeva sulla acquiescenza benevola, di grandi produttori quali America e Inghilterra che fino lì avevano lasciare andare.
In Italia l'anticapitalismo aveva prodotto danni all'economia col blocco delle infrastrutture di trasporto e blocco delle autostrade con danno enorme e morti per eccesso di traffico mancando le strutture, che sono state usate e lo sono ora fino a dieci volte il carico di collaudo.
Con ciò l'anticapitalismo collima con la criminalità e produce i morti da mancanza di strutture viarie a fine di bloccare la produzione tramite il blocco del trasporto.
Il blocco delle centrali nucleari in Italia è azione anticapitalistica volta a sostenere l'anticapitalismo, in quanto sosteneva i paesi comunisti e altri compresi nell'anticapitalismo (OPEC) con la domanda di petrolio che è in Italia rivolta sempre a paesi anticapitalisti.
Dopo questo è iniziato l'aumento delle tasse per eliminare quell'aumento di benessere che non era stato eliminato con gli altri strumenti ed era sfuggito fino lì.
La rapina di oltre il 50% del reddito in tasse è il risultato dell'anticapitalismo e ora l'economia non cresce più.
Il calo della natalità è l'unico fattore di conservazione del benessere ancora operante perché l'incremento di produttività è stato dopo il 1968 fino ad oggi distrutto con le tasse.
Questo spiega perché l'anticapitalismo sia contrario alla riduzione delle nascite, perché minaccia il progetto di distruzione del benessere tramite uno strumento che invece conserva il benessere.
Così la riduzione della pianta produttiva con l'anticapitalismo riduce l'occupazione e su questo si innesta una falsa solidarietà di chi ha distrutto il benessere e la libertà.
Per questo anticapitalismo genera fabbisogno di solidarietà. Anticapitalismo e solidarietà vanno per questo insieme.
Tutta la struttura della politica economica è volta a mantenere un assetto di politica precostituita di Anticapitalismo e di povertà. Pertanto con le variabili spinte in senso opposto all'ottimo e al mercato, tramite anticapitalismo e falsa solidarietà, si ottiene l'opposto del benessere, cioè la mancanza di sviluppo e la disoccupazione.
Le situazioni di fatto sono determinate perché da esse si genera controllo della popolazione e dei voti.
Quindi le scelte politiche anticapitalistiche derivano da quella assistenziale.
Si preme sulla assistenza impedendo il capitalismo che dà lavoro a tutti, e sui disoccupati si fa assistenza.
Agli assistiti si fa fare anticapitalismo che produce nuovi esclusi per cui si chiedono nuovi fondi per assistenzialismo che si fa con più tasse che distruggono di più l'economia lasciando più ampie eccedenze disoccupate nel mercato del lavoro. Da qui nuova assistenza fino a che non c'è più capitalismo e sono tutti poveri e nessuno sarà più assistito e saranno tutti schiavi e sarà il Medio Evo che è il modello portato dai Barbari, di dominio piramidale totale e nessuna libertà.

2.8 Generazione stabile delle eccedenze nel mercato del lavoro (disoccupazione).
Ruolo politico di dominio della disoccupazione.

La disoccupazione è la principale manifestazione dell'anticapitalismo e viene usata per fare altro anticapitalismo con la propaganda e per avere una struttura di potere totalitario.
Distruttori di Società e di Stati (chiesa sociale e partito comunista) sono al lavoro per impedire democrazia e libertà tramite l'impedimento del beneficio della democrazia e della libertà che è il livello alto di benessere.
Quindi l'attacco al benessere è l'attacco alla democrazia e alla libertà.
Non potendo godere dei benefici economici il cittadino viene spinto a disprezzare o a non apprezzare democrazia e libertà perché tanto sta male e viene interrotto il legame di spiegazione che la democrazia e la libertà danno il benessere.
Boicottando il benessere si pone in dubbio che democrazia e libertà diano benessere e si propone un modo diverso di andamento in cui la sopravvivenza o anche l'arricchimento, ma non il benessere generale, dipendono dalla dipendenza politica, dalla rinuncia alla libertà e alla democrazia che viene infatti trascurata dai partiti, dove vige il rapporto piramidale totalitario. Nessun partito è democratico in Italia ma tutti fanno alcune finzioni di democrazia, quali elezioni interne, consultazioni di persone che non essendo libere non possono esprimere opinioni in contrasto e quindi le conclusioni sono già stabilite.
Si annuncia la consultazione e si stabilisce già l'esito, dimostrando poi la bontà della proposta vagliata con la sottomissione dei consultati che garantisce alti suffragi, che vengono sbandierati come suffragio delle proposte.
Questa finta democrazia, in tutto uguale alla democrazia della mafia o alla democrazia popolare in cui gli elettori sono totalmente dominati, viene sbandierata come prova di consultazione.
Il controllo degli elettori viene fatto principalmente con la disoccupazione per cui di questa sempre si dice e nulla si fa intendendo che si fanno accortamente le cose che consentono di mantenerla alta anche quando la popolazione con il calo di natalità la riduce temporaneamente, finchè con l'anticapitalismo progressivo o ulteriore non la si rialimenta facendola crescere.
L'esempio è negli anni dal '68 a oggi, dove l'anticapitalismo ha distrutto più di metà della grande industria italiana producendo via via disoccupazione, con la riduzione dell'occupazione industriale, mentre altri settori di servizi meno capitalistici e più facili da fare da se hanno dato più occupazione.
L'incremento di occupazione nei servizi, al limite del lavoro autonomo, avrebbe potuto ridurre la disoccupazione ma altro anticapitalismo a scaglioni buttava nel calderone della disoccupazione nuovi occupati, a compensare quelli che trovando occupazione nei servizi o da se come lavoro autonomo o piccola imprenditoria riducevano la disoccupazione.
Uno strumento della popolazione per ridurre la disoccupazione è il calo della natalità.
Riducendo le nascite si riduce la disoccupazione a termine. Per cui gli anticapitalisti sono contro la riduzione delle nascite che ridurrebbero i disoccupati. Perciò anticapitalismo e contrarietà al controllo delle nascite vanno insieme (chiesa e comunismo, che sono la stessa cosa).
Un altro modo per distruggere l'attività produttiva è quello di fare ecologismo fasullo sul falso che tutta l'anidride carbonica è danno. Guarda caso è il motore dell'industria e dei trasporti, e del benessere che la produce, e perciò viene attaccata, per distruggere l'industria e aumentare la disoccupazione.
Ridicolo è il falso ecologismo della anidride carbonica, che facilmente si scopre essere usata come variabile che approssima il capitalismo e quindi per l'anticapitalismo, dato che l'anidride carbonica che vola nell'aria per combustione era già nell'aria prima che si fissasse nel legno che ha dato luogo al petrolio.
Quindi l'anidride carbonica ritorna all'aria da cui proveniva; dov'è l'elemento non naturale?
Oggi la disoccupazione viene prodotta con la FIAT tramite il modello assistenziale, e con il No - global.
Col modello Assistenziale si è voluto provare il modello distruggi - facendo finta di assistere. Questo modello ha operato alla FIAT con i contributi alla rottamazione che sono andati a vantaggio delle aziende più forti nel mercato automobilistico togliendo con questo stratagemma quote di mercato alla FIAT.
I dipendenti, già presi in giro, vengono di molto assistiti per fare terzomondismo e trasformare l'industria FIAT in una Traband di STATO o di Partito. Dall'altra parte il NO GLOBAL distrugge l'occupazione perché riduce i mercati, come sanno bene i paesi sottosviluppati che premono per la globalizzazione.
Questa produzione di disoccupazione viene poi gestita politicamente per le clientele di partito e condizionare il voto e snaturare la forma di democrazia che diventa a voto controllato come nella mafia o nelle democrazie popolari.
Gli antichi sapevano che la debolezza economica portava alla dipendenza politica e per questo distruttori di Società e di Stati usano il controllo dei voti per fingere una democrazia.
Corollario di questo sistema totalitario è che chi vota non controlli il partito per cui i voti si creano con la coazione o ricatto mafioso o totalitario e poi gli "eletti" non si fanno più controllare per cui fanno in autonomia il programma effettivo totalitario, che è anticapitalismo, che per essere effettivo deve essere progressivo perché deve neutralizzare le risposte naturali.
Il calo di natalità cerca di mantenere un livello di reddito pro - capite elevato tramite la riduzione del denominatore del reddito pro - capite che è la popolazione, tenuta bassa con il calo della natalità. Compensando però tramite l'anticapitalismo con altra disoccupazione questo calo di natalità si riduce il reddito pro - capite e per il fatto che è progressivo si ottiene quello che è stato nel comunismo, cioè si vede che l'anticapitalismo ha il solo esito della distruzione del benessere, come è stato con il comunismo, con l'azione progressiva.
L'apparente coesistenza di anticapitalismo e capitalismo non può far credere che siano per niente compatibili, dato che l'esito è la distruzione del capitalismo fatta da forme di anticapitalismo quali la chiesa sociale che usa il comunismo. Se l'anticapitalismo non distrugge il capitalismo è per la pur tenue difesa che c'è nell'occidente sviluppato e poi perché il processo distruttivo al momento è volto a tempi che prendono decenni salvo che minore controllo delle forze liberali non invoglino anticapitalismo disastroso.
Questo che è stato fatto alla FIAT è anticapitalismo disastroso perché ha usato l'assistenza con gli incentivi all'azienda per distruggerla e usa i disoccupati per fare anticapitalismo ancora, proponendo aiuti di stato che rendono l'industria in proprietà dei partiti come col comunismo, e poi è distruttivo perché la FIAT è l'ultimo grande gruppo italiano che viene fatto crollare dall'anticapitalismo nella procedura verso la distruzione dell'economia dal 1968 a oggi, quasi costante, anche se alternato da governi non molto accondiscendenti contro cui si esibisce la propaganda anticapitalistica.