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LETTERE LO
STATO DELLA SCIENZA ECONOMICA 1.1. L'insegnamento sbagliato della scienza economica. 1.2. Disinformazione e l'economia. 1.3. Disinformazione dappertutto. 2. Sviluppo e verità, falsità
e povertà; politica. 2.1. Non connessione tra scienza economica e
attività imprenditoriale. Alto livello imprenditoriale, piccolo
livello imprenditoriale. 2.2. Riduzione del ruolo politico degli imprenditori.
Riduzione del ruolo politico dei quadri economici. 2.3. Il ruolo dei quadri economici. Ruolo economico
e reddito. 2.4. Predazione con le tasse. 2.5. Non sviluppo e controllo antidemocratico.
Politica attiva negativa con lo stato di fatto nell'economia (disoccupazione
e basso sviluppo). 2.6. Falsi relativi ai trasporti (partenze non
intelligenti). 2.7. Politica economica per gestire assetti politici
precostituiti. (Anticapitalismo e falsa solidarietà). 2.8. Generazione stabile delle eccedenze nel
mercato del lavoro (disoccupazione). Ruolo politico di dominio della
disoccupazione. 1) Il ruolo politico ed economico dei quadri. 1. Lo stato della scienza economica. 1.1. L'insegnamento sbagliato della scienza economica. L'insegnamento della scienza economica è fatto,
a prova di falsità, incominciando la disciplina dal 1700 inglese. 1.2. Disinformazione e l'economia Un insegnamento sbagliato si deve reggere sulla disinformazione
continua. 1.3. Disinformazione dappertutto La disinformazione è uno strumento generale e
viene utilizzato in ogni settore oltre che nell'economia. 2. Sviluppo e verità, falsità e povertà;
politica. 2.1. - Non connessione tra scienza economica e attività
imprenditoriale. Alto livello imprenditoriale, piccolo livello imprenditoriale Conseguenza della particolarità della scienza
economica che non è scienza insegnata bene, ma è largamente
falsificata ed è scienza di cui si nasconde l'origine antica, che
è antica come l'uomo, ben documentata dalle tavolette Sumer di
5.000 anni fa dove ci sono contratti di credito e sono documentati Banchieri,
Notai, Testimoni pagati nei contratti con tutte le condizioni o clausole
di un contratto di credito moderno, è che difficilmente la scienza
economica e il suo insegnamento sono la base della attività imprenditoriale. 2.2. - Riduzione del ruolo politico degli imprenditori.
Riduzione del ruolo politico dei quadri economici. Come conseguenza della non connessione tra scienza economica
e attività imprenditoriale abbiamo la riduzione del ruolo politico
degli imprenditori e del ruolo politico dei quadri economici. 2.3. Il ruolo dei quadri economici. Ruolo economico e
reddito. Il ruolo dei quadri economici è enorme. 2.4. - Predazione con le tasse. Alla fine dell'esaurimento di altri strumenti di aggressione
contro l'economia italiana, e i cittadini italiani, quale la politica
meridionalistica volta a tenere il sottosviluppo mantenendo tutta l'economia
meridionale dipendente dai "contributi", piani e altro, e non
rispettando i programmi per le cifre date per cui tra effetti negativi
della dipendenza che uccide l'imprenditoria e riduzione della spesa abbiamo
fino al 2000 e oltre portato avanti una piaga medioevale con artifizi,
si è alzata la tassazione. 2.5 Non sviluppo e controllo Antidemocratico. Il non sviluppo economico è un controllo Antidemocratico
sulla popolazione. 2.6 Falsi relativi ai trasporti (partenze non intelligenti) I falsi relativi ai trasporti vanno insieme ai falsi
in generale. 2.7 Politica economica per gestire assetti politici precostituiti.
(Anticapitalismo e falsa solidarietà) L'Anticapitalismo è la forma di contrasto del
benessere generale, benessere generale a cui l'uomo ha dato luogo quando
ha preso i rapporti con la natura trasformandosi da adoratore della dea
Madre della passività in modificatore (dio Aratro) delle condizioni
di sopravvivenza, che erano sì agevoli con la dipendenza della
dea Madre (Caccia e Pesca), ma comportavano l'uccidersi per accaparrarsi
la preda o i terreni di preda, e la eliminazione della popolazione eccedente. 2.8 Generazione stabile delle eccedenze nel mercato del
lavoro (disoccupazione). La disoccupazione è la principale manifestazione
dell'anticapitalismo e viene usata per fare altro anticapitalismo con
la propaganda e per avere una struttura di potere totalitario.
2) Il fatto del giorno.
DIBATTITO
Con ciò si taglia fuori deliberatamente il Medio Evo, che è
il capitalismo di fame cristiano cattolico dove la chiesa aveva metà
delle terre europee e teneva la popolazione in schiavitù, e con
la spinta della natalità teneva i redditi degli addetti alla terra
al minimo di sussistenza, finchè le pesti non eliminarono le eccedenze
di addetti alla terra.
Viene chiamato "capitalismo", con tono offensivo, tutto quello
che nasce dallo scisma di Sant'Enrico VIII che ha liberato metà
Europa, insieme agli altri protestanti, dal capitalismo della chiesa cattolica,
portando benessere.
A questo benessere, prodotto con la libertà e con la libertà
economica, la chiesa cattolica ha opposto l'accusa di eresia, cioè
la notazione negativa al capitalismo, indicando falsi difetti del capitalismo
che non dovevano poter essere comparabili col capitalismo di fame medioevale.
Perciò si fa nascere il capitalismo con lo sviluppo inglese per
attribuirgli dolosamente pecche o peccati, non confrontandoli col capitalismo
precedente cristiano - cattolico, che era cento volte più di fame.
Per questo serve la datazione del capitalismo al periodo inglese del 1700,
per attribuire difetti al modello liberale dei protestanti, contro cui
è costruito il grosso contenuto di scemenze dell'anticapitalismo
che ancora fa danno, oggi, contro l'occupazione e il benessere.
C'è poi un altro risultato dalla datazione della nascita del capitalismo
al 1700 inglese. Viene con ciò escluso il periodo classico dell'Impero
Romano per cui si rende così non comparabile lo sviluppo ed il
benessere di cui hanno goduto tutte le popolazioni nell'Impero Romano
con la fame e la miseria del medioevo cattolico.
Questo paragone viene evitato dolosamente perché le vestigia di
benessere e di sviluppo dell'Impero Romano sono dappertutto.
Cosa vuol dire capitalismo? Niente!
Il capitalismo è la definizione che serve a rendere infamante il
sistema liberale di mercato che dà benessere a tutti.
Assumendo difetti inventati si fa la lotta al benessere perchè
rende liberi, per rendere schiavi tutti.
Quindi l'anticapitalismo è lo strumento di accusa falsa che serve
ad armare gente ignorante contro il proprio benessere.
Ciò è quello che abbiamo oggi.
La Regina d'Inghilterra ha dichiarato: "Ringraziamo i Romani che
hanno dato all'Inghilterra quattro secoli di pace e benessere".
Uguale benessere si otteneva dalla impostazione di rispetto sacrale dell'economia
dei Sumeri che hanno lasciato le loro tavolette.
La fame, la povertà e la disoccupazione, non sono prodotte dal
capitalismo ma dall'anticapitalismo.
Combattendo il libero funzionamento del mercato si ottiene fame e disoccupazione
con cui si fa l'anticapitalismo poi ancora.
Con l'anticapitalismo si fa disoccupazione e con la disoccupazione si
fa l'anticapitalismo.
Vero potere è far fare il danno a chi lo riceve.
L'anticapitalismo è lo strumento del totalitarismo già operante
nel Medio Evo.
Così oltre alla matrice disinformativa del cattivo insegnamento
si usano falsi logici e di fatto.
Il falso logico è normalmente l'inversione di causazione, quello
scambiare la causa con l'effetto, o addirittura il dare per vero senza
dimostrare, impedendo la critica con quello strumento che è la
"Egemonia" secondo cui una cosa non è discutibile, ma
in realtà egemonia è totalitarismo.
Dai falsi logici, principalmente basati sulla inversione della causazione
a cui si fa seguire il rifiuto della discussione adducendo altre cose
da accettare senza discutere e che sarebbero imposte, si passa poi ai
dati falsi, alle fonti fasulle "di parte anticapitalista" che
in vari punti del globo, coperte con falsi orpelli di pseudo scienza,
danno dati che non vogliono mai discutere perché non sono validi
e sono falsi adducendo o tali scienziati americani, o un centro indipendente
che indipendente non è: come per esempio ONU, OCSE, FMI, dove a
volte parlano quegli alunni degli anticapitalisti italiani che insegnano
all'Università, alunni che sono stati mandati a Parigi o a New
York perché poi con presunta solennità dicessero banalità
o sciocchezze da vendere come autorevoli.
Grandi discussioni sul pareggio del Bilancio Pubblico in Italia sono tutte
fasulle perché il problema non è il pareggio del Bilancio
Pubblico, ma il problema è la tassazione a oltre il 50% del Reddito
che viene tentato di nascondere parlando d'altro come il Bilancio in pareggio.
Ciò avviene parlando di pareggio di bilancio, e nientemeno che
di patto di stabilità, vero sofisma del niente, della stabilità
del niente, o dell'Economia.
Parlare del pareggio del bilancio è cercare di nascondere la pressione
fiscale altissima, vero strumento anticapitalistico che sta eliminando
lo sviluppo in Italia.
La lotta è quindi tra conoscenza e disinformazione.
Nell'economia è più forte l'interesse, data la sua capacità
di dare benessere, e quindi l'interesse di disinformazione per chi fa
l'anticapitalismo.
Nell'ambito di una società costretta e coatta, l'eliminazione della
libertà arriva con l'inganno e la falsificazione. In breve, vogliono
convincere la gente che è bene stare male ed essere poveri, perché
chi è benestante è consumista, e si suggerisce che non sia
attento ai valori dell'uomo, dato che si intende che il valore dell'uomo
sia la povertà. L'anticapitalismo è la professione "giusta"
perché con questo si distrugge la costruzione liberale, e liberatoria
dalla costrizione cattolica, costruzione fatta col liberalismo e con il
protestantesimo e l'allontanamento dal cattolicesimo.
La disinformazione in politica raggiunge livelli parossistici contro chi
politicamente non è comunista ma ha idee liberali. Qui si costruiscono
addirittura false discriminazioni politiche quali l'arco costituzionale
teso a escludere alcuni parlamentari dal parlamento ove erano eletti.
Poi c'è l'attacco continuo e veramente smascherante contro ogni
cosa, ogni programma, che non sia comunista.
Il contenuto di morte del comunismo viene nascosto proponendo ridicoli
e incredibili meriti.
Tutto questo richiede il controllo di giornali, televisioni e cinema,
di università, scuola media ed elementari, che con fare finta di
niente sono stati occupati dai comunisti con lo stesso strumento: le falsificazioni
e i falsi.
Alla base di tutto c'è il falso che i comunisti difendono i poveri.
Essi difendono la povertà affinché generi sempre più
poveri che siano gestiti dai comunisti.
L'assurdo è che tutto ciò che ha a che fare con la libertà
e il benessere è peccato e quindi sempre dicendo che vogliono fare
il bene di alcuno fanno invece il suo esatto opposto. "Fanno di tutto
che i poveri aumentino, forse perché hanno paura che gliene manchino",
dice un autore francese.
La manipolazione nella scuola, nei giornali e nella televisione, ricostruisce
quello strumento della chiesa che si chiamava "Propaganda fide"
e che ora è ceduto ai comunisti a fine di totalitarismo.
Questo è costruito con l'imposizione e con l'egemonia che è
solo totalitarismo.
Questa egemonia sarebbe poi la ragione per cui dove ci sono i comunisti
si impone agli altri di essere comunisti, altrimenti si è intolleranti,
e dopo se sono di più cercano di imporre il comunismo "a maggioranza",
per cui se molti sono comunisti loro decidono per gli altri non comunisti.
Queste decisioni poi non sono totalitarismo, per i comunisti, perché
per loro è democrazia, dato che loro intendono che se ci sono due
comunisti il terzo deve essere comunista a maggioranza e non c'è
libertà personale.
Espandendo poi questi comportamenti mafiosi, finchè li si lascia
fare, occupano tutto quello che viene loro lasciato occupare. Così
oggi occupano l'università, le scuole e i giornali e la televisione,
perché gliel'hanno lasciato fare.
Lasciando fare si costruisce la società mafiosa come è quella
occupata dai comunisti.
Ciò vuol dire che in Italia principalmente, dove questa situazione
di disinformazione economica è pesante, c'è la peggiore
situazione per la non giuntura tra l'insegnamento dell'economia e l'attività
imprenditoriale, col risultato che quasi tutti i piccoli imprenditori
vengono dai mestieri ed hanno poca conoscenza dell'economia, ma hanno
un quadro tecnico e di rapporti costi - prezzi - piccolo mercato imparato
sul fatto.
Per i grandi imprenditori, che in Italia sono pochissimi perché
l'Italia ha un numero di grandi gruppi o grandi imprese che in Europa
sono vicini alla Spagna o alla Svezia che sono paesi con 1/2 o 1/3 di
popolazione, il problema si pone in maniera leggermente diversa perché
certo non si può fare grande impresa senza lo studio dell'economia.
La crescita di imprese nel secondo dopo - guerra può aver portato
imprenditori venuti dalle professioni o mestieri verso la dimensione alta
(come Olivetti ad es.), però subito dopo è subentrata la
gestione professionale.
Così possiamo anticipare che il piccolo numero di Grandi imprese
in Italia è causato dal basso livello dall'insegnamento dell'economia
e dalla disinformazione economica sia nei corsi universitari, che tra
televisioni e stampa, anche accompagnata da intenzionalità di lasciare
più persone possibile fuori dagli avvenimenti importanti, per averne
controllo.
Il duale di questo aspetto del problema è la proliferazione di
piccola imprenditoria che lambisce il puro e semplice lavoro autonomo
come limite inferiore.
Questa numerosità della piccola impresa in Italia è spiegabile
con la poca rilevanza della grande industria che è la regola invece
in Economie più solide quali USA, UK, Germania e Giappone, ed è
dovuta al fatto che una gran parte di popolazione resta senza occupazione
dipendente e quindi per disperazione deve fare qualcosa e spesso fa il
lavoro autonomo.
Il lavoro autonomo viene calcolato all'ISTAT al 90% del Valore Aggiunto
del lavoro dipendente del settore e quindi conferma che è attività
residuale e non scelta principalmente. Considerato poi che da circa 30
anni l'economia italiana subisce conseguenze negative della crisi petrolifera,
che ha investito l'Italia principalmente tra i paesi sviluppati per le
sue debolezze, dal 1972 al 1986 circa con espulsione di operai e di quadri
da grandi imprese, abbiamo che molte persone espulse da questi settori
in crisi nella grande impresa hanno preso iniziative in proprio, piccole
prima, e alcune sono sfociate in buone iniziative nei settori moda - abbigliamento
- calzature - meccanico.
Questo piccolo aggiustamento non ha dato risultati che invertivano la
tendenza se non fino al 1992 quando il cambio è stato fatto saltare
come azione anticapitalistica contro l'Italia e si è completato
il fatto con la intensificazione della tassazione che è la responsabile
di queste nuove crisi occupazionali (riduzioni nel settore industriale
- grande industria, fino alla fine della FIAT oggi).
Così il nuovo impulso di espulsione alimenta i tentativi di piccola
imprenditoria che non può soddisfare la necessità di occupazione
continuamente accresciuta.
Continuamente alimentato dall'anticapitalismo questo fenomeno rende debole
l'economia italiana e più difficile la soluzione col lavoro autonomo.
Perciò occorre dire che la grande varietà di iniziative
imprenditoriali di piccolo livello fa senz'altro piacere e denota la positiva
attitudine della popolazione italiana ad essere attiva, indipendente e
fattiva. Tutto questo non può compensare l'azione dell'anticapitalismo
che opera in Italia e che ad ogni azione correttiva e migliorativa della
popolazione propone nuove cose negative.
La riduzione della natalità, ultima possibilità delle famiglie
di ridurre la disoccupazione, viene contrastata dall'anticapitalismo con
la migrazione illegale che genera altra disoccupazione, poi con l'ulteriore
aumento delle tasse che genera altra disoccupazione, impedendo un aggiustamento
alle famiglie che reagiscono con ulteriore calo delle nascite a cui si
propone l'aumento di natalità come ragionamento privo di base.
La grande imprenditoria è debole, perché non si insegna
l'economia, ma solo un artefatto, e l'Italia è anticapitalistica,
che eredita il divieto di economia medievale indicando falsi vantaggi
della persona con l'anticapitalismo e ha uguali controllori dell'economia
come nel Medioevo: i cattolici.
La connessione sta invece nel fatto che entrambi i fatti sono intenzionali
e che la scarsa formazione economica degli imprenditori dipende dal cattivo
insegnamento dell'economia e così gli imprenditori, i piccoli,
sono più provenienti dai mestieri perché non c'è
scuola per essi, e per la grande imprenditoria l'economia insegnata è
insufficiente e ciò dà luogo a pochi grandi imprenditori,
che ereditano magari la grande impresa e si formano su aspetti pratici
della grande impresa dentro la loro grande impresa e allargano le conoscenze
quanto possono facendo gli imprenditori.
Il ruolo politico degli imprenditori è quindi ridotto dalla minore
capacità di governare il processo politico stesso che li emargina
che è l'anticapitalismo e poi per la carente formazione economica.
Ulteriore conseguenza di questo è che i quadri economici sono tenuti
in un ruolo sia aziendale che sociale di bassa realizzazione.
Si associano elevate capacità tecniche ed economiche a ruoli e
trattamenti economici insufficienti fino che non si raggiungono i più
alti livelli di Pubblica Amministrazione e Imprese o Banche, dove la remunerazione
è alta e la considerazione provocata ma artefatta è alta
per la condivisione della gestione dell'impresa non sempre in linea con
le leggi e i principi di mercato dell'economia, ma piuttosto legata a
quelle situazioni di fatto, quale fare grandi imprese accondiscendenti
col sindacato che poi fa chiudere le aziende.
I quadri vengono tenuti fuori quindi dalla compromissione politica che
uccide l'azienda e per ciò sono sotto - valutati, sottopagati,
e tenuti in azienda come materiale abbondante e non troppo importante.
Ciò gioca sulla cattiva organizzazione politica dei quadri, perché
la grande azienda prende una forma organizzata tesa a invertire l'importanza
personale, togliendola all'imprenditore per darla formalmente al sindacato,
presunto rappresentante che non esprime gli stessi obiettivi dell'impresa.
Perciò l'impresa in mano ai sindacati, perdendo la direzione imprenditoriale
e l'obiettivo dei profitti che indica lo stato di economia - impresa vitale
perché non distrugge risorse ma crea ricchezza per se e per gli
altri, genere pseudo - imprese a perdere come ora sta avvenendo con la
FIAT e come negli anni '70 è avvenuto per gran parte della grande
industria italiana.
In tutto ciò i quadri sono spinti ad omologarsi agli impiegati
anche se hanno tutta diversa capacità professionale ed economica.
Ciò perché il modello sindacale schiaccia i ruoli in fabbrica
o in azienda per evidenziare il grande imprenditore e schiacciare tutti
gli altri, per aggredire l'imprenditore con l'arma di tutti i dipendenti,
e contro di essi stessi perché si uccidono le imprese e si chiudono.
Tutto questo si amplifica se i grandi imprenditori e quadri non hanno
una formazione in grado di capire il progetto distruttivo del sindacato
e invece hanno la tendenza ad accettare il fatto com'è, a non porsi
il problema di dove va l'impresa e finire con lo stesso esito di essa.
Ciò agevola il fine distruttivo sindacale che è anticapitalismo,
fatto dalle stesse persone contro cui opera l'anticapitalismo.
Vero potere è far fare il danno a chi lo riceve si è detto.
Nella piccola impresa poi il ruolo politico è basso, sia per la
cattiva organizzazione politica dei piccoli imprenditori, sia per la difficoltà
di avere tempo e risorse per organizzarsi politicamente, perché
l'imprenditore piccolo è troppo assorbito dagli aspetti tecnici
della produzione e si scontra con quei freni di sistema "anticapitalistici"
che sono la elevatissima tassazione e la fatiscente infrastrutturazione
viaria dei trasporti che vede ferrovie ottocentesche, con autostrade che
sono ferme dal 1972, insieme alla anticapitalistica funzione della Pubblica
Amministrazione occupata dai comunisti.
Tutto questo è un freno all'economia e per gestirlo senza costo
politico, che pure è difficile, si preferisce avere grandi imprenditori
in numero più basso e non perfettamente conoscitori dell'economia
perché siano più disponibili ad una gestione auto - distruttiva
anticapitalistica.
Si preferisce neutralizzare i quadri che in azienda molte volte hanno
le capacità dei grandi imprenditori e vengono spinti ad omologarsi
agli impiegati e schiacciati economicamente su questi.
Il piccolo imprenditore non viene quasi mai dalla scuola, conosce poca
economia, ma solo poche condizioni di settore di prezzi e di costi e la
capacità tecnica di mestiere di un processo produttivo, per cui
tecnicamente cerca di tenere i costi dentro i prezzi sfruttando il mestiere
e la tecnologia e meno le nozioni di prodotto, lo spettro di prodotti
e lo spettro dei mercati. Ciò comporta dominio politico anticapitalistico
e poco reddito e occupazione.
La proletarizzazione di questi quadri è una operazione contro di
loro al fine di usare un'unica falange contro l'imprenditore e l'impresa.
Così l'impresa, per dare reddito, beni e occupazione, la parte
più importante del mondo moderno, finisce per essere la parte schiacciata
in nome di una presunta giustizia che vuole giusta la distruzione del
benessere, dell'occupazione e dell'impresa, la quale ha tolto invece il
lavoro dalla condizione schiavile che c'era quando non c'era economia,
benessere e occupazione e nessun diritto.
Evidentemente la situazione desiderata è quella dove non c'è
l'impresa, non c'è benessere, ma occupazione di settori arretrati
e dominio su questi come c'è in tutto il mondo sottosviluppato,
che con l'anticapitalismo si vuole estendere, eliminando lo sviluppo dallo
attuale mondo sviluppato.
Quindi la riduzione del ruolo dei quadri economici è funzionale
ad un obiettivo anticapitalistico di distruzione dell'attuale occidente
sviluppato per estendere l'attuale sottosviluppo a tutto il mondo. Tale
mondo di libertà e benessere è l'obiettivo dell'anticapitalismo
che vuole distruggerlo.
I quadri economici sono oggi la parte fondamentale per il benessere occidentale,
ma sono privi di ogni stimolo che riconosca loro il loro ruolo e dia il
riconoscimento economico.
Portati a vivere la realtà distorta come fatto inevitabile e fatto
"naturale", tramite una cattiva scuola economica che non spiega
l'economia, ma si nasconde dietro un parziale e insufficiente insegnamento
di qualche "legge economica", non scoprendo il suo stesso operare,
e nascondendo l'operatore anticapitalistico che determina il cattivo insegnamento
dell'economia, spendono il tempo in una impresa che vive del loro lavoro
e che non li ricompensa e in una società che li annichilisce e
li proletarizza a livello di impiegati. Ciò è anche frutto
della proletarizzazione dell'università, intesa come riduzione
dei contenuti scientifici e di ricerca, con accomunamento al minimo, e
quella falsa modestia del sapere banalizzato perché in realtà
non approfondito da applicazioni, ricerca e verifica del modello.
Questo con la disoccupazione prepara ad un ruolo di quadro di secondo
ordine che non si pica di vedere come va "il sistema", la politica
e l'economia, e finisce per accettare un ruolo politico e rappresentativo
inferiore a quello materialmente svolto in impresa. Ciò vale sicuramente
per molti quadri nel settore bancario, dove i quadri sono molti, e in
molte aziende grandi dinamiche, oltre che nella Pubblica Amministrazione.
Ciò vale anche in settori assicurativi, trasporti e telecomunicazioni,
con dovute differenze.
L'università proletarizzata e anticapitalistica è quindi
la premessa di esperienza di questa marginalizzazione dei quadri e assimilazione
di questi agli impiegati.
Naturalmente ruolo economico e reddito sono collegati e, siccome il ruolo
sociale e l'organizzazione dei quadri è parte del riconoscimento
del ruolo economico, abbiamo che i quadri non hanno il riconoscimento
economico perché non hanno il riconoscimento sociale.
Il ruolo sociale dei quadri, ridotto per la propaganda politica di proletarizzazione,
espone poi il settore dei quadri economici a quella colonizzazione della
politica che consiste nel riempire gli uffici di uomini propri, tanto
la differenza tra uno buono ed uno no non è così evidente,
o almeno non è molto evidenziabile per il basso ruolo sociale del
quadro economico oggi e per la sua scarsa organizzazione.
Tutto viene riassorbito nel ruolo sociale anticapitalistico che l'impresa
deve subire e, se non servirà, si cercherà di farla scomparire
con i suoi quadri economici - politici. Se non dovrà scomparire
perché sarà ritenuto di tenerla, si salverà con intervento
del governo di fatto "sociale anticapitalistico" che può
essere rappresentato in diversi modi dal governo effettivo, o può
essere per esempio un salvataggio imposto al governo effettivo dalla opposizione
"anticapitalistica" che salva chi gli è servile e contiguo,
o perchè guadagna per inserimento nell'azienda di suoi elementi
a ragione del salvamento (questo è il programma per la FIAT?).
La riduzione del legame ruolo economico - reddito è la base dell'anticapitalismo
che tende a rompere il legame fondamentale fra lo sforzo e il reddito
economico di questo sforzo, in modo che non si cerchi più di avere
reddito secondo le richieste delle imprese, di conoscenza e di tecnologia,
ma secondo la proposta di adesione all'anticapitalismo e alla sottomissione
al progetto politico anticapitalistico di supporto.
Così in un mondo anticapitalistico il quadro deviato si rende disponibile
alla cattiva gestione perché richiesto dalla politica e riceve
reddito per distruggere l'impresa, anziché ricevere reddito per
l'accrescimento del reddito dell'impresa.
Questa è la sostanziale contrapposizione tra il partecipare positivamente
(coi redditi) dei progressi economici dell'impresa (capitalismo) e il
ricevere compensi per la sottomissione al progetto politico anticapitalista
e quindi per il contributo alla distruzione dell'impresa.
Questa compresenza in azienda e nell'impresa di questi due obiettivi,
obiettivo di crescita capitalistico e obiettivo di distruzione anticapitalistico
con acquisizione di quadri e dirigenti per il relativo progetto è
la spiegazione del declino dell'economia italiana perché chi opera
l'anticapitalismo distrugge il risultato di chi opera a favore. In sintesi:
1) il quadro professionale economico viene usato appieno ma viene penalizzato
economicamente e nel ruolo sociale che non gli viene riconosciuto, perché
subisca la situazione, di anticapitalismo in azienda, che non vuole valorizzarlo.
Annullando politicamente i quadri si costruisce l'ariete Anticapitalistico
di tutti i dipendenti contro l'impresa e l'imprenditore, che vuol dire
distruzione dell'impresa e del reddito.
2) La situazione di isolamento dell'impresa e la bassa cultura economica
favoriscono il piccolo numero di grandi imprese in Italia e l'alto numero
di piccole imprese che sono il frutto Malthusiano della reazione alla
disoccupazione.
3) Tutto è legato all'attacco sulla formazione e sulla informazione
economica che schiaccia gli imprenditori e le imprese e il ruolo dei quadri
che intenzionalmente resta basso.
Abbiamo anche avuto le Partecipazioni Statali, vero comunismo in un solo
paese, gestito per influenzare l'economia e rendere metà economia
italiana politica - dipendente. Con questo sistema di azione dello Stato
nell'economia di impresa abbiamo avuto la penetrazione nelle imprese di
personale scelto dai politici, in quantità eccedente e con management
che perseguiva gli obiettivi politici degli Sponsor politici, tradendo
l'esigenza di efficienza e di profittabilità.
Il grosso delle partecipazioni Statali è fallito perciò
(Finsider es.), e tutto ciò che non è fallito è finito
in tasca di amici dei politici, che prima controllavano dall'esterno,
con "la privatizzazione". Con operazioni spregiudicate in borsa
si privatizzava a prezzi bassi e poi col rialzo della borsa si pagavano
gli scoperti con cui si era comprato prima.
Ciò è avvenuto in tutte le più importanti privatizzazioni
in Italia, per cui le aziende privatizzate sono state comprate con quattro
lire, ed a prestito.
Quando per l'intervento della Comunità Europea si profilava la
fine dei contributi all'economia meridionale e alla creazione di falsi
consensi e dipendenza invece dai politici e quando anche la struttura
già partitica delle Partecipazioni Statali, imprese al servizio
dei politici o meglio dei partiti "sociali", veniva messa in
rotta di liquidazione per privatizzazione, le reazioni sono state due.
Da un lato la privatizzazione è stata fatta mediante cessione ad
amici di politici che già prima la controllavano.
Dall'altro lato, lentamente si incominciò il rialzo della tassazione
che avrebbe sostituito il dominio, che prima i politici avevano sull'economia
delle imprese, con un nuovo dominio che riguardava tutti i cittadini perché
riduceva il loro benessere, riduceva la capacità delle imprese
di fare profitti e perciò il numero stesso delle imprese, generando
disoccupazione.
Questo risultato, che corrisponde al dominio della politica che si vede
oggi e che domina anche il governo presente che lo subisce (nel 2003),
si è ottenuto a partire dai governi CRAXI che quindi non era un
grande statista, perché non ha visto i fili che gli facevano tessere
e che servivano poi a bloccarlo.
In breve, con fare di falso civismo ministri di CRAXI incominciarono la
salita della pressione fiscale con l'appoggio del presunto principio "morale"
di non evasione fiscale.
Con questo assunto di falso principio morale si è spostata l'attenzione
della pressione fiscale, negativa per l'economia, all'evasione fiscale
che era peccato o peccato morale.
Fatto questo, si è alzata continuamente la pressione fiscale come
azione di governo alla Caligola, reprimendo chi protestava come "evasore
fiscale" e indebolendolo col saccheggio secondo le più volgari
tradizioni dei tiranni da Caligola a Nerone e dei barbari che hanno sempre
inteso il dominio come predazione.
Qui in Italia si usa il sistema opposto: si fa predazione con le tasse
per fare dominio e sostituire quel dominio, che si era perduto con la
perdita delle Partecipazioni Statali e dell'intervento sul Mezzogiorno
e sulle economie regionali, con la disoccupazione e il basso livello di
attività dell'economia causato dalle tasse. Nuovo dominio, come
si vede con le processioni del caso FIAT guidate da chi, i sindacati,
il disastro FIAT hanno generato, dopo aver determinato la chiusura di
tutta la grande industria negli anni '70 e '80 e ora si chiude quella
che era restata, cioè la FIAT, ma chiedendo nuova statalizzazione,
cioè nuovi posti in azienda per i figli della NOMENCLATURA o mandarini
politici dell'anticapitalismo o sindacale.
Il piano di predazione con le tasse è subìto da tutti coloro
che non indicano il piano criminale di saccheggio e non indicano che una
carta dei diritti deve garantire un livello massimo di tassazione del
20%, oltre il quale è tirannia.
Così oggi vediamo come è facile fare tirannia sottraendo
il 50% dei redditi ai cittadini come mai si era visto nella storia senza
opposizione e ci si è limitati a restituire l'1% in un anno (anno
2003) ma con continuo aumento della tassazione complessiva e quindi non
restituendo niente.
Tutto questo tirare tasse è fatto per fare clientela del partito
Anticapitalistico che spende questi soldi e per fare dominio sugli oggetti
su cui opera il tirare. Questa tirannia "moderna" è fatta
sullo stile di quelle arcaiche prima dello Stato istituzione civile e
laica e non religiosa, che erano basate sul dominio e sulla predazione.
La dea Madre è scontenta del benessere che trova in Italia fino
al 1968.
Così, avendo provocato catastrofi economiche che lasciavano sempre
più gente alle dipendenze della sorte e quindi nella condizione
naturale di accettare di combattere per mangiare anziché produrre
col lavoro, usa sempre più gli esclusi dall'economia per fare anticapitalismo,
come se l'obiettivo fosse la fame creata artificialmente (come detto da
Sacharov per la Russia).
Una azione potente di esproprio del benessere e del frutto del lavoro,
vera rivoluzione comunista fatta con ministri compiacenti e di non grande
profilo, si è avviata negli anni '70 ed è poi stata fatta
crescere per compensare il calo del prezzo del petrolio dopo il 1986 che
dava nuovo sviluppo.
Questa crescita delle tasse si sosteneva con un comportamento fraudolento
con il bilancio dello stato.
Si facevano spese a go - go per gli amici.
Si assumevano a milioni le clientele e poi al risultato del deficit si
dichiarava, per risanamento falso, l'aumento delle tasse. Così
ogni anno di governi anti - capitalisti anni '80 e '90.
L'egemonia, o il controllo totalitario della informazione, insieme al
ruolo dipendente dell'Università, non ha mai attaccato questa politica
di predazione amata dalla dea Madre, che vuole i suoi addetti occupati
a combattersi per un reddito dato e non vuole lo sviluppo, che è
poi la condizione minimale.
Un modo per accelerare questo combattersi è poi l'alta natalità,
e questo spiega perché non vuole il calo delle nascite la dea Madre.
La progressione delle tasse è stata supportata con falsi di "risanamento"
che in realtà era riduzione di Benessere e con la mobilitazione
di quanti erano stati messi a carico della spesa pubblica per fare clientela
di partito e dei pensionati fasulli.
L'incentivo a vivere di risorse tolte al settore produttivo in danno di
occupazione e salari effettivi che erano ridotti veniva proposto alle
clientele che nel settore pubblico hanno visto i dipendenti salire da
1.000.000 nel 1968 ai 5.000.000 di oggi, 2003.
La falsa moralità dell'anticapitalismo non si occupa e non propone
l'argomento del porsi a carico del settore produttivo, schiacciando i
dipendenti, o lavoratori, o operai, che fa finta di proteggere, mentre
fa solo anticapitalismo antibenessere (l'operaio FIAT perciò guadagna
poco più di una pensione sociale).
Tutto questo prelievo del 50% del reddito nazionale, una montagna di un
milione di miliardi di lire, ovvero 500 miliardi di Euro, viene coperto
con chiacchiere e falsi per impedire che questa struttura occupativa,
distorta, di dipendenti da spesa non produttiva, venga toccata, perché
questa struttura è la base del voto anticapitalistico che non è
la volontà delle persone.
La struttura quindi di occupati in settori di falsa “solidarietà",
per 5.000.000, è una riserva di voto clientelare, un indebolimento
del settore privato e un suo condizionamento clientelare.
Del sistema di benessere privato o di mercato resta poco se anche la FIAT
a forza di lotta dell'anticapitalismo è crollata.
I già costruttori di TRABAND si propongono ora di amministrare
la FIAT come fabbrica di Stato rendendo tutti i produttivi della FIAT
suoi oggetti di solidarietà per farne clientele.
Così da società produttiva si va verso società improduttive,
e feudali, dove i feudatari sono Anticapitalisti, come allora.
Già tutto il sistema degli indicatori economici è volto
allo zero passando da tassi di sviluppo degli anni '60 del 5 - 7% ad oggi
che è zero.
La resistenza con cui il partito anticapitalistico in Italia non vuole
la riduzione delle tasse indica che per quella via crollerebbero le clientele
di dipendenza e riprenderebbe lo sviluppo.
Quindi le chiacchiere di "solidarietà" sono fatte da
chi distrugge l'economia per aumentare le persone su cui fare solidarietà,
per paura che gliene manchino.
Queste chiacchiere sono molto sostenute a livello politico in ostilità
di un benessere di mercato e di libertà.
L'azione di solidarietà richiede sempre nuova solidarietà
perché distrugge l'attività produttiva con i suoi costi
del 50% del reddito ed è fasulla perché è volta ad
aumentare gli assistiti politicamente dipendenti.
La constatazione del continuo aumentare delle esclusioni dal processo
produttivo, la riduzione della pianta di produzione all'aumentare del
prelievo fiscale falsamente chiamato di solidarietà, indica che
di nessuna solidarietà si tratta ma di anticapitalismo.
Se la dea Madre controlla lo Stato italiano in questo modo, siamo vicini
ai tempi di Dante in cui la predominanza della dea Madre schiacciava lo
Stato, e le falsità sono pienamente diffuse con l'informazione.
Politica attiva negativa con lo stato di fatto nell'economia (Disoccupazione
e basso sviluppo).
Lo svolgersi del reddito dai saggi di crescita del 5 - 8% degli anni '60
a quello intorno allo 0 dopo il 1968 fino a oggi indica l'obiettivo e
la causa.
L'obiettivo è il dominio e la causa è il non sviluppo.
Quindi il non sviluppo è lo strumento per il dominio ed è
lo strumento del tiranno che preda.
Tutte le chiacchiere Anticapitalistiche hanno come obiettivo ed esito
la riduzione dello sviluppo.
Si è partiti alla larga nel 1968 (alla larga come con la pressione
fiscale, accusando chi obiettava del fatto "morale" di evasione
e crescendo la spesa in deficit per coprirla poi con nuove tasse e chiamando
quest'immondezza della crescita della spesa pubblica, o spesa partitica,
con la sottrazione alla disponibilità di chi l'aveva prodotta e
ne era proprietario, con la parola "risanamento"; evidentemente
si intende risanamento per controllo sulla popolazione) con la protesta
di principi banali di miglioramento e proponendo lo sfascio dell'attività
universitaria e la sua subordinazione ad un enfatico interesse degli "operai".
Dopo poco restavano sul terreno la perdita di costanza nello studio universitario
e la dequalificazione in tutta la scuola con penetrazione di clientele
politiche che portarono gli addetti alla pubblica istruzione ad essere
uguali a quelli che nel 1968 erano addetti a tutta la Pubblica Amministrazione
(oltre 1 milione).
Nella zona degli "operai" l'uso della lotta "Anticapitalistica"
si risolse subito in disoccupazione, fallimenti immani, su cui il partito
Anticapitalista stese il mantello della propaganda. Per cui gli operai
erano costretti a distruggere la casa che abitavano, cioè dovevano
distruggere il capitalismo.
Ciò fu fatto con gli strumenti del dominio perché chi obiettava
veniva proposto per il licenziamento e la cassa integrazione e così
si vide l'adulazione del tiranno Anticapitalistico per evitare la cassa
integrazione e il licenziamento causato dal dominio dell'Anticapitalismo,
e nessuno voleva scoprire che criticando si perdeva il posto e così
tutti andarono verso il fiume al suono della musica della propaganda dell'Anticapitalismo.
Così come oggi si vede chi negli uffici non dice quello che pensa
perché c'è una presenza anticapitalistica. Di conseguenza
di questo "stato" di fatto il consenso politico viene mantenuto
sempre ampio all'Anticapitalismo, come aveva fatto STALIN con continui
peggioramenti della occupazione, e così si vede che la crisi Fiat,
creata dall'Anticapitalismo, viene spinta avanti per alimentare quel sacrificio
di "operai" che serve per educarne altri.
Il fiume del flauto magico è ormai vicino e la deriva della propaganda
è distruttiva e il risultato è solo l'eliminazione degli
operai. L'Italia non ha più industria se non in quella forma di
autoconservazione della piccola e media industria e la contraddizione
in se non può esistere di essere Capitalista e Anticapitalista.
Così chi si dissocia dalla fabbrica capitalistica viene eliminato
dalla stessa azione Anticapitalista che lo usa.
Ritornando poi al lavoro autonomo creato nell'industria non possiamo fare
a meno di notare che l'Anticapitalismo aveva già distrutto l'agricoltura
con la legge De Marzi Cipolla, vera e propria legge di Esproprio che ha
eliminato l'agricoltura.
Altra legge, sempre Anticapitalistica, la legge così detta "Equo
Canone", ha eliminato il mercato degli affitti urbani delle abitazioni,
per cui un altro settore di servizi è distrutto.
Tutto ciò alimenta il disagio e il ruolo di dominio politico per
la mancanza di sbocco produttivo.
La caduta di natalità così è l'ultima possibilità
per cercare di evitare il dominio.
Anche su questo l'Anticapitalismo propone crescita irresponsabile della
natalità e cerca di annullare il tentativo delle famiglie di ridurre
le eccedenze nel mercato del lavoro con l'immigrazione illegale e clandestina.
Così una eccedenza continua dovrebbe generare disponibilità
al progetto Anticapitalista che è sempre rivolto contro chi lo
segue.
Lo stato di fatto, di tutti i settori deboli, con eccedenze non stabili
in sé stesse ma sempre rigenerate con azioni di politica economica
Anticapitalistica che annullano le reazioni che la popolazione fa per
aggiustamento e sfuggire gli effetti dell'Anticapitalismo quali la caduta
di natalità, è la base dell'Anticapitalismo.
Questo spiega perché per gli Anticapitalisti i non Anticapitalisti
al governo non possono toccare niente, perché tutto quello che
c'è è il prodotto costruito dall'anticapitalismo con il
falso di fare cosa "morale" (tassazione chiamata lotta alla
evasione) o cosa giusta e che genera gente dipendente dall'Anticapitalismo
fino alla sua eliminazione. Poi si cerca di porre rimedio alla riduzione
delle eccedenze con nuova generazione di eccedenze con l'Anticapitalismo.
Perciò in Italia non si può fare politica economica e non
c'è politica economica né sviluppo e questo è determinato
dall'Anticapitalismo.
Questi sono più spesso fatti tramite la presentazione di dati statistici.
Il più diffuso è quello di dire il senso della variazione
e non la misura, come ad esempio dire il reddito sale, cresce, la disoccupazione
diminuisce, la borsa sale o si riprende, etc, etc.
E' evidente che ogni fenomeno ha un particolare modo di essere espresso
correttamente.
Per esempio "il reddito sale" va qualificato con la sua variazione
percentuale e non con il suo valore assoluto.
La disoccupazione scende si deve dare con un più basso tasso di
disoccupazione percentuale e non col numero di disoccupati in meno.
Nell'ambito del sistema dei trasporti i falsi sono comunemente impiegati
per nascondere l'azione di anticapitalismo che vi si svolge e che rende
il sistema dei trasporti criminale per i morti che vi si causano e per
l'impedimento alla formazione delle infrastrutture per soddisfare la richiesta
di mobilità. Il problema dei trasporti non è un vezzo ma
il frutto della divisione del lavoro che richiede più spesso che
la roba sia trasportata. Questa è la divisione del lavoro personale
e territoriale.
Il primo grande falso è la inventata contrapposizione tra ferro
e gomma.
Questa contrapposizione inventata farebbe buono il ferro e cattiva la
gomma.
In realtà tradisce che i consigli di amministrazione del ferro
sono amici e quelli della gomma sono nemici di chi fa questa contrapposizione
inventata. Questa contrapposizione è poi figlia di una precedente
contrapposizione inventata che voleva il trasporto pubblico buono e quello
privato, individuale, che da libertà di movimento a volontà
il cattivo.
Come si vede quello che limita la libertà viene indicato buono
e quello che dà la libertà cattivo.
Il blocco e il boicottaggio della costruzione di nuove infrastrutture
viene fatto perché si riempiano queste esistenti e si possa riprendere
il falso che ci vuole il ferro, con affari per gli amici, e con il luogo
comune che chi usa la macchina individualmente inquina mentre i motorini
in città che inquinano ciascuno come 70 macchine non vengono indicati
come inquinanti perché si suppone che siano amici degli anticapitalisti.
L'inquinamento viene addotto per fermare la libertà di movimento
ed è inizio di limitazione di libertà con ridicole domeniche
a piedi che sono solo un giorno vuoto senza libertà.
Il ferro, col suo frastuono mortale per chi vive vicino alle ferrovie,
non viene indicato come inquinante e si nasconde che l'energia elettrica
è sempre fatta di combustione di petrolio, con uno spreco del 60%
della resa in energia e quindi con maggior consumo di petrolio.
Mentre è evidente poi che l'anidride carbonica pur ritorna all'aria
da cui proveniva per fissarsi nel legno che ha dato luogo al petrolio.
Quindi dov'è l'alterazione?
Viene nascosto il criminale effetto del blocco anticapitalistico della
costruzione delle Autostrade che sono i morti e lo stress da viaggi e
la lunghezza del tempo.
In nome di falsa integrità ambientale, che è solo integrità
di sotto sviluppo, si tacciono i morti sulle Autostrade dovuti al sopraffollamento
che raggiunge livelli criminali di 10 volte il carico di collaudo delle
Autostrade con 80.000 passaggi al giorno per Autostrade collaudate per
7.000 passaggi al giorno e che si impedisce di raddoppiare.
Il traffico merci va per strada e non per ferro per la flessibilità
del mezzo che consente di fare un solo carico e scarico e svolgere il
trasporto in Europa nell'arco di un giorno.
Così tutte le merci deperibili o urgenti devono andare su strada
anche se il trasporto è più caro, ed è più
caro anche perché le Autostrade sono sopraffollate e pericolose,
per l'Anticapitalismo che impedisce il raddoppio dal 1973, data della
intensificazione dell'Anticapitalismo col cartello petrolifero.
Il tentativo di portare merci al trasporto su ferro (come si fa a dire
che il ferro è buono, anche se amministrazioni amiche degli anticapitalisti
lo fanno?) è ridicolo, antieconomico, e si risolve in una tangente
pagata al ferro, perché per esempio con una nave che fa il giro
dello stivale si potrebbe scaricare il 90% delle macchine trasportate
su ferro con tempi più brevi e costi più bassi. Ciò
non si fa per compiacere politico del ferro.
Le ferrovie sono un mezzo superato, e sono un mezzo adeguato se veloce
fino a 250 km per i passeggeri e niente per le merci. Vengono tuttora
impiegate sul trasporto Milano - Sud solo perché un'altra stortura
lo rende possibile. Questa è l'alto biglietto d'aereo che per tratte
interne all'Italia costa quanto un Roma - New York perché si fanno
pratiche di monopolio che non si evidenziano per un solo vettore operativo,
ma ce ne possono essere anche di più che si accordano o viene imposto
un accordo.
Il monopolio si vede dal prezzo alto rispetto al prezzo di concorrenza
internazionale che per quella distanza e sotto le 100.000 lire o 50 euro
a viaggio.
Le situazioni criminali si hanno con i morti e gli incidenti di gente
stressata dal viaggio faticoso o che diventa più lungo e guida
in condizioni non previste.
In queste situazioni si è sentito dire quest'estate di 22 km di
coda per il Sud e di partenze non intelligenti.
Forse che sono intelligenti gli anticapitalisti che impediscono la costruzione
di strade? O sono intelligenti i Ministri dei Trasporti che temporeggiano
dal fare? O le signorine TG che dicono queste scemenze con aria di purezza?
Chiamare non intelligenti le partenze di chi può fare 22 km di
fila al sole è criminale.
Far camminare su una strada 10 volte il traffico di collaudo è
criminale e non fare le infrastrutture è operazione anticapitalistica
criminale e impedimento della libertà, che si vuol nascondere con
chiacchiere falso ecologistiche. Ciò che non è assolutamente
ecologico è la fila obbligatoria ad ogni uscita di città,
specie week end, così che si pensi che è meglio stare a
casa e fare un giro in bici intorno al palazzo. Questo impone il partito
totalitario falso ecologista!
A Roma le infrastrutture viarie per la festa o il mare sono terribili.
Ci sono sempre lunghe code che ammazzano il guadagno di aria e di svago
e poi c'è l'attraversamento della città quasi obbligatorio.
Sulla litoranea non si riesce a fare un raddoppio di una stradina ridicola,
dove d'estate vanno 500.000 persone.
L'attraversamento della città sulla Cristoforo Colombo può
essere reso continuo con piccoli interventi ed eliminazione di tutti i
semafori. E siamo fin qui a costo zero. I quadranti Est e di Nord Ovest
vanno serviti al mare tramite il prolungamento a Ovest della Fiano Valmontone,
come va prolungata ad Aprilia la Civitavecchia Fiumicino e la Fiano Valmontone.
Il raccordo non è sufficiente e allunga con la sua curva e raccoglie
troppo traffico che continuamente si ferma.
Il costo delle infrastrutture è nullo in confronto al costo del
cittadino dello stare fermo, per cui il finanziamento è assolutamente
facile. Ma non si fa.
E' solo Anticapitalismo o c'è dell'altro?
Di sicuro c'è il tentativo di scambio con le richieste dell'anticapitalismo.
Poi c'è forse il tentativo di far passare in silenzio opere a 50
Mld a km o 100 Mld a km sotto pressione di questa catastrofe prolungata
dei trasporti. Questo sarebbe simile in tutto all'anticapitalismo, e si
presenta ora solo qualche progetto di viabilità locale come se
fosse una meraviglia futuristica ed è invece una asineria indietro
di trent'anni che pure non si fa e solo si dice.
Se l'azione anticapitalistica si prende trasporti, industria, abitazioni,
gestiti tutti con il massimo danno, non ci si meravigli che lo sviluppo
è zero.
Nel dopoguerra, con la sola libertà di fare, l'Italia in pochi
anni ha avuto uno sviluppo elevatissimo 5 - 7% annuo.
Solo l'anticapitalismo ora e la propaganda falsa contro la produzione
ed il benessere, ed una informazione codina e di supporto alla distruzione,
sono i complementi per questa distruzione che ha già operato in
Svezia come veleno della vicinanza della Russia e modo per distruggere
una società con economia avanzata, con il flauto magico avvelenato
dell'assistenza e dell'anticapitalismo.
Si può dire che l'economia è stata distrutta nel 1973, col
blocco delle Autostrade, le legge detta falsamente Equo Canone, l'anticapitalismo
sull'impresa e l'informazione complice. Solo che una economia complessa
e ricca come era allora richiede tempo per cedere. Ora ci sono 100 morti
nel week end di natale 2002.
Questa restrizione delle disponibilità della dea Madre (o natura)
comportava l'obbligo di uccidersi per accaparrare la preda.
Così si vide che piccoli interventi dell'uomo, come piccole scheggiature
di pietre taglienti, fare piccoli coltelli e punte di freccia o di lancia,
erano estremamente utili perché garantivano più facile preda,
migliore utilizzo della stessa, e col fuoco, altro fatto artificiale,
si poteva cuocere o scaldarsi.
L'osservazione del crescere naturale dei frutti e dei semi aveva portato
che i semi si potevano riporre e seminare a piacimento e che il terreno
morbido era sicuramente più gradito di quello duro e che dava più
frutti.
Così un aratro fu presto prodotto ed ad esso furono eretti santuari
e riti di ringraziamento.
Con questo dio Aratro, o lavoro, si poteva seminare, raccogliere e conservare
per l'inverno.
Ma i sacerdoti che tenevano la superstizione della dea Madre attaccarono
questo prodotto di indipendenza e questo sfuggire dalla passività
della dea Madre che aveva consentito fino là gestione miserabile
della paura e della privazione.
Allora chiamarono dio Unico la dea Madre e riproposero la stessa dipendenza,
la stessa passività, lo stesso astio contro l'indipendenza e il
fare, cioè l'Aratro e il suo frutto, il benessere.
L'ultimo tentativo della dea Madre è quello che ha portato alla
distruzione dell'impero romano, con i valori di passività e non
difesa, non benessere e ritorno alla dipendenza primordiale totale e al
sacrificio umano e la perdita delle possibilità e del benessere.
Con la riforma protestante l'iniziativa riprende e riceve risposta della
dea Madre di guerre per trenta anni e più.
Una volta sconfitta la dea Madre in quel campo del Nord Europa dalla riforma
protestante promossa da S. Enrico VIII, questa attaccò il benessere
prodotto accusandolo di sfruttamento seguendo l'abitudine medioevale di
disprezzare e punire commercio e credito.
Lo sfruttamento si poneva come nuovo peccato e reclutò quelli che
erano appena usciti dalla condizione di schiavi della terra che era di
proprietà per metà della dea Madre per farne nuovi schiavi
indicandogli come meccanismo diabolico il benessere e l'industria.
Chi non era più schiavo della terra diventava di nuovo protetto
dalla dea Madre contro chi lo aveva liberato, l'industria e il benessere.
Così fare industria venne proposto come immorale e la bava fu spinta
di chi si era già dimenticato il passato di schiavo della terra.
Così si usò contro i protestanti, contro il fare, un'altra
arma, non esterna come la guerra, ma interna.
Si frappose la dea Madre con i suoi malefici tra lavoratore e chi organizzava
il suo lavoro dandogli benessere e vendendo in un mercato sempre più
ampio.
La dea Madre ottenne questa rappresentanza con il solito metodo del supplizio
dei suoi protetti facendone vittime.
Altri vili arretrarono e si perdevano i frutti del dio Aratro.
Oggi abbiamo che la dea Madre, con i suoi rappresentanti politici, dopo
decenni di Non Possumus e di boicottaggio che hanno provocato il fascismo,
possiede interamente l'economia italiana. Per metà se ne appropria
con le tasse dello Stato e non consente riduzione delle tasse per poter
rendere meno alto il benessere e più grande il numero di dipendenti
della dea Madre, falsi pensionati e tutti gli assistiti per effetto dei
suoi attacchi distruttivi anticapitalistici all'Economia.
Tutto questo viene fatto spacciare per passaggio naturale, ma naturale
non è, ed è strumento di dominio.
Così abbiamo che "l'essere" che impedisce il "fare",
con la falsa apologia dell'essere, è strumento e sufficiente del
blocco del capitalismo.
Così si propone di nuovo il non fare come valore, il sussidio a
chi è escluso dal lavoro per causa dell'anticapitalismo purchè
stia sull'essere passivo e non sul fare. Così la dea Madre distribuisce
ai suoi ingenui clienti risorse tolte ai produttori di ricchezza del fare
per distruggere questa ricchezza e riportare definitivamente i suoi protetti
a suoi schiavi.
In questo contesto arretrato e primordiale di dominio della dea Madre,
con disoccupati creati artificialmente col continuo operare anticapitalistico,
le azioni di politica economica sono le azioni scelte degli addetti della
dea Madre per mantenere il dominio totale in attesa di riprendere il controllo
della condizione internazionale (vedi Europa del prete Prodi che porta
in Europa tutta la struttura del comunismo Europeo) per fare il dominio
totale della dea Madre impedendo ogni sviluppo.
Le azioni di politica economica si svolgono a partire dal 1968, oppure
incominciando dal 1943.
Nel 1943 la dea Madre partecipa alla "liberazione" dell'Italia
di quel tanto di liberale che era rimasto nel fascismo.
Produce una inflazione post - bellica (1946), e non bellica quindi e non
motivata da ragioni economiche, per distruggere il patrimonio finanziario
di chi aveva sottoscritto il debito pubblico fascista ed anche quello
dell'Unità di Italia con la sottoscrizione della Rendita Italiana.
Questa azione di Politica Economica non aveva nulla di Politica e nulla
di Economica, ma era una azione militare contro chi nel '22 aveva resistito
alla dea Madre che aveva creato l'attacco allo stato liberale italiano.
Così nel 1943 con l'aiuto americano che ha salvato la Russia si
riprende il controllo in Italia della dea Madre che allontana il Re che
aveva fatto l'Italia.
Poi nel 1948 rotture tra la dea Madre e la Russia hanno fatto si che la
dea Madre si poggiasse sul piano liberale e così tra il 1948 e
il 1968 accettò molta politica economica liberale.
Così si ebbe il Piano Marshall che in pochi anni nel '50 rimise
in moto l'economia italiana, si sviluppò la libera iniziativa generale
nell'industria e nelle costruzioni, appoggiata da iniziative infrastrutturali
notevoli quali le Autostrade, mobilità del lavoro Agricoltura -
Industria e Sud - Nord retta da bassi affitti di case perché l'Italia
aveva un patrimonio abitativo grande.
I tassi di interesse erano bassi e i mutui si avevano per il 5%, così
si ebbe il boom economico liberale dell'Italia. Si ebbe prosperità,
libertà, cultura e mobilità della popolazione.
Ciò fu supportato dal Mercato Comune Europeo (oggi UE) che diede
impulso ai traffici e consolidò per vicinanza l'industria nel Nord
Italia.
Fino al 1968. Ma già dal 1960 - 61 qualcosa non andava. La riconciliazione
tra la dea Madre e la Russia comportava che l'economia Italiana era scossa
da attacchi.
Erroneamente per evitare questi si fecero governi di centro sinistra graditi
alla Russia e iniziò la destabilizzazione di agitazioni di piazza
con la scusa salariale, quando mai si era stati così bene né
prima né dopo.
I tassi di interesse incominciavano a salire con la scusa di crisi di
bilancia dei pagamenti che non esistevano, ma collaudando come Politica
Economica azioni Anticapitalistiche.
Col 1968, rivoluzione culturale o militare, la destabilizzazione si espande,
l'attacco al tenore di vita è immediato.
Per garantire la neutralità delle Banche alla destabilizzazione,
iniziò il rialzo del tasso di interesse che già nel 1970
dava 6% e poi 9% per le obbligazioni. L'azione destabilizzante era partita.
Alcune operazioni demolitorie furono fatte all'interno e all'estero.
All'interno la legge dell'Equo Canone (per cui è equo ciò
che è distruttivo, o è equo ciò che consente di distruggere
e portare alla dipendenza della dea Madre)mettendo in dubbio il diritto
di proprietà e i canoni, facendo finta di agevolare i potenziali
addetti della dea Madre, portò alla rapida eliminazione del mercato
degli affitti.
Con la eliminazione di oltre 10% delle abitazioni del mercato per tenerle
in future disponibilità dei familiari, si ottenne l'eliminazione
del mercato degli affitti e il rialzo dei prezzi delle case per la carenza
virtuale delle case (carenza per sottrazione ad un mercato che limitava
la proprietà delle case e non carenze effettive chè l'Italia
ha il più alto numero di case per abitante).
Contemporaneamente (1972 - 73) è stata pilotata la crisi petrolifera
con l'appoggio della Russia che vende armamenti ai paesi del Cartello
Petrolifero. Questa pratica monopolistica viene appoggiata dagli Anticapitalisti
perché è un monopolio contro il benessere generale.
Il danno di rincari è enorme, di disoccupazione e perdita di benessere,
dato che lo sviluppo si basa su prezzi bassi di concorrenza e risorsa
abbondante. La falsa penuria, la fame creata artificialmente cioè,
è fatta per fare addetti della dea Madre informandone di ciò
la Politica Economica.
Così la Politica Economica di passaggio dal capitalismo all'anticapitalismo
era conformata a quel principio di danno dei prezzi cari. Così
si ebbe alto il tasso di interesse, una pressione sui salari che ridusse
l'occupazione, alti costi delle abitazioni non più disponibili
in affitto, che avevano fatto lievitare il costo dell'accesso ad una abitazione
di 200 volte, dall'affitto all'obbligo di acquisto.
Si interruppe la migrazione verso il Nord perché le case non erano
più disponibili per la legge detta equo canone, detta equa in quanto
anticapitalistica e distruttiva per la perdita del mercato.
L'alto costo del petrolio stimolato all'estero col sostegno alla procedura
di cartello, cartello che sempre veniva indicato come per accusa del capitalismo,
questa volta fu coperto per l'impatto anticapitalistico distruttivo e
per il finanziamento delle armi fornite nell'area dalla Russia. Nessuno
sembrava accusare il cartello, finchè l'amministrazione americana
lo fece crollare nel 1986, dato che si reggeva sulla acquiescenza benevola,
di grandi produttori quali America e Inghilterra che fino lì avevano
lasciare andare.
In Italia l'anticapitalismo aveva prodotto danni all'economia col blocco
delle infrastrutture di trasporto e blocco delle autostrade con danno
enorme e morti per eccesso di traffico mancando le strutture, che sono
state usate e lo sono ora fino a dieci volte il carico di collaudo.
Con ciò l'anticapitalismo collima con la criminalità e produce
i morti da mancanza di strutture viarie a fine di bloccare la produzione
tramite il blocco del trasporto.
Il blocco delle centrali nucleari in Italia è azione anticapitalistica
volta a sostenere l'anticapitalismo, in quanto sosteneva i paesi comunisti
e altri compresi nell'anticapitalismo (OPEC) con la domanda di petrolio
che è in Italia rivolta sempre a paesi anticapitalisti.
Dopo questo è iniziato l'aumento delle tasse per eliminare quell'aumento
di benessere che non era stato eliminato con gli altri strumenti ed era
sfuggito fino lì.
La rapina di oltre il 50% del reddito in tasse è il risultato dell'anticapitalismo
e ora l'economia non cresce più.
Il calo della natalità è l'unico fattore di conservazione
del benessere ancora operante perché l'incremento di produttività
è stato dopo il 1968 fino ad oggi distrutto con le tasse.
Questo spiega perché l'anticapitalismo sia contrario alla riduzione
delle nascite, perché minaccia il progetto di distruzione del benessere
tramite uno strumento che invece conserva il benessere.
Così la riduzione della pianta produttiva con l'anticapitalismo
riduce l'occupazione e su questo si innesta una falsa solidarietà
di chi ha distrutto il benessere e la libertà.
Per questo anticapitalismo genera fabbisogno di solidarietà. Anticapitalismo
e solidarietà vanno per questo insieme.
Tutta la struttura della politica economica è volta a mantenere
un assetto di politica precostituita di Anticapitalismo e di povertà.
Pertanto con le variabili spinte in senso opposto all'ottimo e al mercato,
tramite anticapitalismo e falsa solidarietà, si ottiene l'opposto
del benessere, cioè la mancanza di sviluppo e la disoccupazione.
Le situazioni di fatto sono determinate perché da esse si genera
controllo della popolazione e dei voti.
Quindi le scelte politiche anticapitalistiche derivano da quella assistenziale.
Si preme sulla assistenza impedendo il capitalismo che dà lavoro
a tutti, e sui disoccupati si fa assistenza.
Agli assistiti si fa fare anticapitalismo che produce nuovi esclusi per
cui si chiedono nuovi fondi per assistenzialismo che si fa con più
tasse che distruggono di più l'economia lasciando più ampie
eccedenze disoccupate nel mercato del lavoro. Da qui nuova assistenza
fino a che non c'è più capitalismo e sono tutti poveri e
nessuno sarà più assistito e saranno tutti schiavi e sarà
il Medio Evo che è il modello portato dai Barbari, di dominio piramidale
totale e nessuna libertà.
Ruolo politico di dominio della disoccupazione.
Distruttori di Società e di Stati (chiesa sociale e partito comunista)
sono al lavoro per impedire democrazia e libertà tramite l'impedimento
del beneficio della democrazia e della libertà che è il
livello alto di benessere.
Quindi l'attacco al benessere è l'attacco alla democrazia e alla
libertà.
Non potendo godere dei benefici economici il cittadino viene spinto a
disprezzare o a non apprezzare democrazia e libertà perché
tanto sta male e viene interrotto il legame di spiegazione che la democrazia
e la libertà danno il benessere.
Boicottando il benessere si pone in dubbio che democrazia e libertà
diano benessere e si propone un modo diverso di andamento in cui la sopravvivenza
o anche l'arricchimento, ma non il benessere generale, dipendono dalla
dipendenza politica, dalla rinuncia alla libertà e alla democrazia
che viene infatti trascurata dai partiti, dove vige il rapporto piramidale
totalitario. Nessun partito è democratico in Italia ma tutti fanno
alcune finzioni di democrazia, quali elezioni interne, consultazioni di
persone che non essendo libere non possono esprimere opinioni in contrasto
e quindi le conclusioni sono già stabilite.
Si annuncia la consultazione e si stabilisce già l'esito, dimostrando
poi la bontà della proposta vagliata con la sottomissione dei consultati
che garantisce alti suffragi, che vengono sbandierati come suffragio delle
proposte.
Questa finta democrazia, in tutto uguale alla democrazia della mafia o
alla democrazia popolare in cui gli elettori sono totalmente dominati,
viene sbandierata come prova di consultazione.
Il controllo degli elettori viene fatto principalmente con la disoccupazione
per cui di questa sempre si dice e nulla si fa intendendo che si fanno
accortamente le cose che consentono di mantenerla alta anche quando la
popolazione con il calo di natalità la riduce temporaneamente,
finchè con l'anticapitalismo progressivo o ulteriore non la si
rialimenta facendola crescere.
L'esempio è negli anni dal '68 a oggi, dove l'anticapitalismo ha
distrutto più di metà della grande industria italiana producendo
via via disoccupazione, con la riduzione dell'occupazione industriale,
mentre altri settori di servizi meno capitalistici e più facili
da fare da se hanno dato più occupazione.
L'incremento di occupazione nei servizi, al limite del lavoro autonomo,
avrebbe potuto ridurre la disoccupazione ma altro anticapitalismo a scaglioni
buttava nel calderone della disoccupazione nuovi occupati, a compensare
quelli che trovando occupazione nei servizi o da se come lavoro autonomo
o piccola imprenditoria riducevano la disoccupazione.
Uno strumento della popolazione per ridurre la disoccupazione è
il calo della natalità.
Riducendo le nascite si riduce la disoccupazione a termine. Per cui gli
anticapitalisti sono contro la riduzione delle nascite che ridurrebbero
i disoccupati. Perciò anticapitalismo e contrarietà al controllo
delle nascite vanno insieme (chiesa e comunismo, che sono la stessa cosa).
Un altro modo per distruggere l'attività produttiva è quello
di fare ecologismo fasullo sul falso che tutta l'anidride carbonica è
danno. Guarda caso è il motore dell'industria e dei trasporti,
e del benessere che la produce, e perciò viene attaccata, per distruggere
l'industria e aumentare la disoccupazione.
Ridicolo è il falso ecologismo della anidride carbonica, che facilmente
si scopre essere usata come variabile che approssima il capitalismo e
quindi per l'anticapitalismo, dato che l'anidride carbonica che vola nell'aria
per combustione era già nell'aria prima che si fissasse nel legno
che ha dato luogo al petrolio.
Quindi l'anidride carbonica ritorna all'aria da cui proveniva; dov'è
l'elemento non naturale?
Oggi la disoccupazione viene prodotta con la FIAT tramite il modello assistenziale,
e con il No - global.
Col modello Assistenziale si è voluto provare il modello distruggi
- facendo finta di assistere. Questo modello ha operato alla FIAT con
i contributi alla rottamazione che sono andati a vantaggio delle aziende
più forti nel mercato automobilistico togliendo con questo stratagemma
quote di mercato alla FIAT.
I dipendenti, già presi in giro, vengono di molto assistiti per
fare terzomondismo e trasformare l'industria FIAT in una Traband di STATO
o di Partito. Dall'altra parte il NO GLOBAL distrugge l'occupazione perché
riduce i mercati, come sanno bene i paesi sottosviluppati che premono
per la globalizzazione.
Questa produzione di disoccupazione viene poi gestita politicamente per
le clientele di partito e condizionare il voto e snaturare la forma di
democrazia che diventa a voto controllato come nella mafia o nelle democrazie
popolari.
Gli antichi sapevano che la debolezza economica portava alla dipendenza
politica e per questo distruttori di Società e di Stati usano il
controllo dei voti per fingere una democrazia.
Corollario di questo sistema totalitario è che chi vota non controlli
il partito per cui i voti si creano con la coazione o ricatto mafioso
o totalitario e poi gli "eletti" non si fanno più controllare
per cui fanno in autonomia il programma effettivo totalitario, che è
anticapitalismo, che per essere effettivo deve essere progressivo perché
deve neutralizzare le risposte naturali.
Il calo di natalità cerca di mantenere un livello di reddito pro
- capite elevato tramite la riduzione del denominatore del reddito pro
- capite che è la popolazione, tenuta bassa con il calo della natalità.
Compensando però tramite l'anticapitalismo con altra disoccupazione
questo calo di natalità si riduce il reddito pro - capite e per
il fatto che è progressivo si ottiene quello che è stato
nel comunismo, cioè si vede che l'anticapitalismo ha il solo esito
della distruzione del benessere, come è stato con il comunismo,
con l'azione progressiva.
L'apparente coesistenza di anticapitalismo e capitalismo non può
far credere che siano per niente compatibili, dato che l'esito è
la distruzione del capitalismo fatta da forme di anticapitalismo quali
la chiesa sociale che usa il comunismo. Se l'anticapitalismo non distrugge
il capitalismo è per la pur tenue difesa che c'è nell'occidente
sviluppato e poi perché il processo distruttivo al momento è
volto a tempi che prendono decenni salvo che minore controllo delle forze
liberali non invoglino anticapitalismo disastroso.
Questo che è stato fatto alla FIAT è anticapitalismo disastroso
perché ha usato l'assistenza con gli incentivi all'azienda per
distruggerla e usa i disoccupati per fare anticapitalismo ancora, proponendo
aiuti di stato che rendono l'industria in proprietà dei partiti
come col comunismo, e poi è distruttivo perché la FIAT è
l'ultimo grande gruppo italiano che viene fatto crollare dall'anticapitalismo
nella procedura verso la distruzione dell'economia dal 1968 a oggi, quasi
costante, anche se alternato da governi non molto accondiscendenti contro
cui si esibisce la propaganda anticapitalistica.