
NOVELLE
LANUSEINE
DI MARCELLO PILI
Poesie,storia,lingua,economia
della
Sardegna
Edizioni 2004 EURO 4,9 PAGINE 172
quanti preti pederasti ci sono nel sarcofago di lanusei ???





COME SI DEVE CHIAMARE UN CARCERE DOVE C'E' UN ( ? ) PRETE PEDERASTA a lanusei ???

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I MICENEI IN SARDEGNA
nuragici , micenei, sardana, atlantidi
sono lA STESSA COSA
I SARDI
Solo Lingua Sarda Foto di Gennargentu
I cognomi della Sardegna Foto di Nausica ( Marina )
Capi Tribù e Guerrieri
Foto di Guerrieri di Monti Prama
e costumi di Ollollai 50 anni fa
Tomba di Agamennone e Porta
dei Giganti a Tirinto ( Grecia )
SEGUE L'ARTICOLO ( 2 )
TRENTA PAROLE GRECO MICENEE E LA MITOLOGIA GRECA IN SARDEGNA DEL 1 OTTOBRE 2005
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LA CIVILTA' NURAGICA DI MARCELLO PILI |
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TRENTA PAROLE DI ORIGINE
GRECO- NURAGICO - MICENEA
CHE LEGANO I SARDI AL POPOLO MICENEO
Di Marcello Pili
I Sardi non devono cercare origini gloriose e misteriose, perché hanno origini ancora più gloriose . Essi sono gli eredi dei Micenei . Non gli eredi degli Eroi della guerra di Troia , ma eredi degli Achei del periodo dei Miti di Ercole e Iolao , venuto in Sardegna con una migrazione 3500 anni fa , e fratelli di quegli eroi della guerra di Troia .
Non è difficile a Villagrande o a Fonni incontrare Aiace Telamonio o Aiace Oileo .
Di là erano venuti , da Oriente , quando la Rivoluzione Agraria aveva aperto nuovi territori all’agricoltura , prima occupati per la caccia e il commercio e quindi a bassa densità . Le popolazioni in Oriente crescevano per l’aumento delle risorse dell’agricoltura e i nuovi eccedentari andavano migrando ad occupare le nuove terre che venivano investite di nuova popolazione e nuova tecnologia produttiva.
Il nuovo dio del fare ( il dio Farlo ), anziché aspettare che provvedesse la Dea Madre con la caccia e la pesca , aveva dato molte possibilità rappresentate con la meraviglia dell’uomo stesso tramite l’allegoria delle Fatiche di Ercole . Tutte queste possibilità si erano scatenate dalla Rivoluzione Agraria , simboleggiata dall’Aratro e dal Toro che dava la forza .
Questi simboli iniziano l’epoca storica e li troviamo rappresentati in tutti i modi in Sardegna : nella forma della Sepoltura Reale sempre a forma di testa di Toro, due bracci e una camera ,e nei Menhir diffusi dovunque . Le stesse rappresentazioni stilizzate o votive rappresentavano gli uomini o i guerrieri con le corna dell’impegno e occhiuti per il dio della saggezza che aveva aiutato l’Uomo nel trovare e accudire l’Agricoltura , e con doppie Armi se Guerrieri .
Dall’Oriente l’onda della agricoltura ha preso la forma della migrazione perché dove c’era l’agricoltura c’era la crescita della popolazione, e questa non poteva trovare sbocco se non migrando e mettendo a coltura agricola nuove terre che a Occidente erano tutte le terre in quanto in ritardo sulla rivoluzione agraria che veniva da Oriente .
Si seguirono le vecchie rotte dell’età della pietra , le rotte del sale e della ossidiana che portavano da millenni in Sardegna , ma vi avevano localizzato colonie di piccoli numeri.
Nuovi e grandi numeri vennero con Iolao , Auriga e compagno di Ercole , che i testi ci dicono che venne in Sardegna, e fu padre di Sardo che diede il nome alla Sardegna .
Parlavano il Greco–Miceneo antico di cui ancora molte parole sono rimaste nei Toponimi e costruirono Castelli a Torre secondo in modo degli Antichi Micenei e le Mura di Micene e quelle di S. Antine sono uguali ( Vedi Foto ). Queste torri riprendevano la forma delle Torri Assire , che davano il segno della capacità di difesa e del saper fare e dell’ Identità del villaggio con il suo Re .
Da Cagliari , già porto importante dell’età della pietra, si diffusero i Micenei e occuparono a varie onde e dalla costa tutta la Sardegna , vi fecero ottima economia e con la fortuna della scoperta dei metalli questa fortuna crebbe ancora.
Il commercio , che era una importante risorsa già dall’età della pietra, divenne ora una cosa importantissima e richiamò competitori come i Fenici , che prima si insediarono sulle isolette in Sardegna e poi occuparono terre sarde e poi in accordo con l’Impero Persiano isolarono il commercio miceneo e attaccarono Micene stessa .
I Nuragico–Micenei arretrarono e ricostruirono Capitale e difese all’interno dell’isola con la Capitale a Barumini ( Baru- do –minus )e le difese Occidentali tra Barumini , Nuraghe Losa – S.Antine e Bonorva .
Secoli più tardi anche questa difesa fu abbandonata e la difesa a Occidente fu fatta dal Gennargentu , a Sud dal Nuraghe Arrubiu e a Oriente dal Castello del Selène a Lanusei a 1000 metri di quota con controllo del Mare Acheo per 20 km di costa . In Alto la difesa era fatta con la lotta perché mancavano gli arroccamenti.La parte di estrema difesa dei Nuragico – Micenei è quella racchiusa tra il Gennargentu e i Monti Orientali, quasi fino al mare talvolta .
Questo bacino conteneva le cose più importanti , difese da catene di montagne a Occidente , a Oriente e a Sud ,e a Nord con altre aree controllate .
Qui c’erano le Stirpi Reali , dopo la caduta di una parte importante della Sardegna in mano ai Fenici, dopo la caduta dei bastioni di Barumini e Losa – S. Antine , e ci sono i Cimiteri Reali.
Lì tra il fronte del Gennargentu e i Monti Orientali c’erano i Cimiteri Reali e le Reggie arroccate .Dall’altopiano di Lanusei fino a Fonni c’è un corridoio con una alta concentrazione di Tombe Reali Micenee ( Tombe dei Giganti ) e i luoghi portano i nomi di Paradiso Terrestre o Cimitero Reale , che erano sinonimi , e venivano indicati come Giardini delle Mele (Bau ‘e Melas o Bau Mela ) sotto Gennargentu, custoditi dalla protome taurina a Nord ( Correboi ) e a Sud dal Monte Tricoli , e oltre Correboi con la parte che si chiamava Pratobello ( ancora Paradiso Terrestre) , come il toponimo Villa ha sostituito in epoca recente il toponimo Nur Nuraghe – Nurachi da Uruk- Città ( S’Uraki ) , e ha le più belle Tombe Reali Micenee della Sardegna .
Le trenta parole greche che si trovano in Sardegna ad indicare toponimi , luoghi o città ,sono Kale , Kalaris ,Olbia e Tiana ( città greche ) , Tharros e Neapolis ( Guspini ), Tirso e Pirri ( Pirrys, rosso ), Monte Astili ( da Astilo , selvaggio ), Tiscali da Ischali, Zinnias da Skinnias – giunchi , da cui accinnicada e schinniu ( lat. Cinna e it. Cenno ) , Coroddis e Corongiu da Koronidis e Corosa per montagna coronata o Atena Koronidis e Korosa . Il cognome Ghironi e Chironi e il soprannome Pirroni , per cui c’è la sequenza Pirroni , Ruju , Rossi .
Poi c’è il nome di Arridelu ( Arridela -Arridere )che non è un luogo ma un arbusto sacro ad Arianna , chiamata anche Arridela perché arride a chi l’accompagna .Ancora più importanti sono i residui del nome con cui i Nuragico- Micenei chiamavano i Fenici , che era Melaneimones , e da cui derivano i nomi di Maimones e Mamuthones .
Questi nomi stanno a indicare i demoni ( Maimones ) e le maschere esorcizzate con rituale (Mamuthones ), ciò ad indicare lo scontro feroce per la libertà che i Nuragico- Micenei fecero contro i Fenici.
La superiorità dei Fenici derivava dall’operare in ordinato con gli Imperi Orientali, Assiri e Babilonesi , che attaccarono i Micenei in Oriente e i Micenei- Nuragici rimasero isolati e si difesero secondo la tradizione Achea e del valore , e parteciparono alle guerre in Oriente come Popoli del Mare .
Stretti poi in Sardegna , arroccarono in uno spazio montagnoso difeso da rocche e Nuraghi –Castelli e guerra di posizione testimoniata dalle trincee fortificate di Bonorva .
A Oriente c’erano i Castelli Nuraghi di Lanusei – Selène a 1000 metri di quota e la Grossa città di Serra Orrios ( Orior ) difesa , a Sud il Nuraghe Arrubiu e a Occidente la costola del Gennargentu.
A Nord la guerra attiva e di posizione che si è detto e il Nuraghe Ruju di Buddusò.Ancora si possono vedere i confini di queste posizioni con i nomi che i Nuragico – Micenei davano ai Fenici e ai luoghi dei Fenici .
Da Melaneimones, nome dei Fenici e in genere dato agli Orientali e anche ai Babilonesi dai Greci Acheo- Micenei , si ricavano come detto i nomi Maimoni e Mamuthones, che in Sardegna sono accompagnati da una connotazione negativa , per cui Maimone è un demonio e Mamuthone è una maschera oltraggiata .
I toponimi che portano queste radici ci indicano le posizioni dei Fenici e dei Nuragico- Micenei contrapposti.
Abbiamo Mamuntanas , Tane dei Fenici , vicino ad Alghero e Magomadas ( Bosa ) che assomiglia a Macomer e indica con nome Fenicio Città e ricorda i Magonidi fenici e indica una città fenicia .
A Lanusei- S. Paolo c’è Mamutera ( terra dei Mamuthones ), verso il mare . Poi c’è Mamone , una prigione di Mamuthones , come oggi .
Mamoiada , Mamujata ( piena di Mamuthones o Mamus ) era la prigione principale dei Mamuthones , per quella posizione arretrata rispetto alla linea di attacco dei Nuragico - Micenei costituita da Arzana , Orgosolo e Orune , che erano le posizioni di attacco verso Oriente e sede delle Forze Nuragico – Micenee verso Oriente .Il luogo è poi in quel corridoio protetto che va dall’altopiano di Lanusei- Selène a Mamoiada passando per Bau ‘e Melas e Pratobello , la valle dei Re sotto Gennargentu, che custodiva i Cimiteri Reali , e a Nord c’era Mamujata , dove erano tenuti i prigionieri fenici , il luogo più riposto e più inaccessibile .
Qui venivano custoditi ,portati dalla valle di Orosei e di Tortoli ( Portum Ilii ) passando sotto il Gennargentu e dalla valle Campeda passando per il luogo che adduce a tutti i luoghi , detto Onne (da Omne, Fonni ).
I luoghi poi con i Romani hanno cambiato nomi e gli stessi luoghi hanno preso i nomi dai nomi che i Romani davano ai Fenici che erano chiamati Mauri , e in Ogliastra , la terra di Iolao e della Iolea che i Romani chiamavano olea , ci sono quei confini con i nomi dei Mauri e si chiamano Monte Maori ( verso Tortoli ) o Mauru Sauru ( Maurus Saurion o Fiore Mauro o Ficodindia , verso S.Paolo , marina) , nomi delle terre che prima si chiamavano Mamutera e ora si chiamano ancora dopo i Romani Terra Semida e Mauru Sauru .In tempi più recenti, dal Medioevo , gli stessi confini con le Facce Nere, già dette Melaneimones , sono evidenziati da appellativi come Nuraghe Fraga Morus ( per la vicinanza coi Mori , Sanluri ) col nome evoluto da Maori in Mori che ancora si usa .
PROF. MARCELLO PILI
e se ci sono ancora dubbi sui legami coi Micenei...
Costruzioni a Micene
Tirinto - Porta dei Giganti (con Franco, l'autore di Cronologia)
![]()
Porta a Barumini - Sardegna
Porta dei giganti a Tirinto - Grecia
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Nuraghe Santu Antine in Sardegna
Pozzo in Sardegna
Pozzo La fonte Perseia - Micene
Una tomba a Quartucciu (Sardegna) a dx la Tomba di Atreo - ovviamente più monumentale e lussuosa-------------------------------------
TRENTA PAROLE GRECHE ACHEO-MICENEE E LA MITOLOGIA GRECA IN SARDEGNA ( 2 )
In un recente articolo ( 20 settembre 2005 ) abbiamo visto che i Micenei Nuragici hanno lasciato trenta parole greche o più, a partire da quella con cui chiamavano i Fenici che era Melaneimones ( Facce Nere ) da cui si ricavano le parole Maimoni e Mamuthones che indicano Demonio e Maschera Nera che rappresentano il contrasto della libertà che i Micenei- Sardi- Nuragici avevano con i Fenici . Queste parole sono rimaste nei luoghi come toponimi ad indicare i luoghi dove erano i Fenici : Mamun-tanas (Alghero ) , Punta Maimoni ( Tharros ) , Punta Mumullonis ( Buggerru ), Mamu-tera ( terra , Lanusei - Marina ) ,ed altre erano indicate solo con Tanas :
Bolo-tana , Tana-unella ( Budoni ), Is Tanas ( Tortolì ). Con l’arrivo dei Romani il nome dei Fenici è diventato quello di Maori ed abbiamo Monte Maori , Genna Maori , monti sopra Tortolì e Mauru Sauru a Lanusei –Marina
(che significa Fiore Mauro o ficodindia ) .
Dopo i Romani furono chiamati Mori e abbiamo Mala-mori a Budoni , Perdu ‘e Morus a Tortolì (Pietraia dei Mori ) e Nuraghe Fraga-morus a Sanluri . Poi con gli Spagnoli si chiamavano Moriscos e abbiamo Cala Moresca ( Arbatax ) nell’unica cala che non si vedeva dalle due torri di Arbatax , e abbiamo fugu morisca per indicare il Maurus Saurion che si chiama ficodindia .
Ma altri nomi oltre a quello di Arridela ( sardo Arridelu ) abbiamo ad indicare arbusti sacri ,e quello di Arridela era sacro ad Arianna ed Arridela era un altro nome di Arianna del mito di Minosse . Abbiamo il nome di Murdegu ( latino mordicus ) da Marduk dio sumer della vegetazione e del rinnovamento e Murta ( mirto ,sardo sa Murta ) dal dio babilonese Ni-murta , dio araldo degli dei .
Ma altri e ancora più importanti nomi greci abbiamo che indicano nomi della Mitologia Greca nei toponimi della Sardegna , e il radicamento di questa mitologia .
Questi sono il Monte Id(ol)a (Arzana , dove c’è anche Genna Arridelu ) e Monte Idu ( Teulada ) , per Monte Ida Olimpo dei Cretesi ; Corongiu e Coroddis ( Cagliari e Lanusei ) per Atena Koronidis o Coronata e abbiamo Corosa ( Lanusei ) ; Selène e Monte Nulai per la Dea Lunare ( Monte Lunaris , Lanusei ,e Selène nome della dea Luna); poi ci sono Monte Astili ( Lanusei , Astilo per selvaggio , centauro della Mitologia Greca ), Genna Silàna ( Baunei- Urzullei , per Sileno , satiro della Mitologia ) ,Silanus ( idem ) , Chironi ( cognome , per il Re dei centauri della Mitologia Greca ) .
Abbiamo il Re Miceneo Tideo della Mitologia , in Arcu ‘e Tidu ( Burcei ) e Archu ‘e Tithu (Orgosolo ) , e in Tidori , uccello del Re Tideo , e in Tidili , seggia reale del Re Tideo . Così ci sono pure i riferimenti al Re Gadiro ( Re di Atlantide citato da Platone ) in Gadira ( o cadira sardo per seggia reale del Re Gadiro ).
Poi abbiamo altri nomi greci di luoghi in Nuraghe S’Ena ‘e Thomes di Dorgali ( Sorgente degli orti , nuragici ), Logomache di Fonni ( Logomachia ? Parlamento Nuragico –Miceneo ) , Laconi per Lacedemoni ( Lacent – mones per Facce Lucenti , come gli Etruschi si chiamavano Lucumoni , Facce di Luce ), Tirso per Forza o Bastone e Plata-mona per Faccia Piatta ( spiaggia di Sassari ) . Per i nomi di cose o animali abbiamo Potamincorras ( Lumache , da Potamin –corras per corna d’acqua , come Meso –potamia sta per in mezzo alle acque ). Nomi greci sono ancora Iskidion per spiedo (sardo Ischidioni ) e Lekhythos per portaprofumi da cui Likittau o Allikidiu .
Il nome Nur per città ( da Ur dei Sumeri , come prima grande città , e poi col significato generico di città come in greco Polis o Neapolis ) è distribuito in tutto l’arco della migrazione indoeuropea dal Lago Baikal ( Baiko-nur ) alla Germania (Nuer-burgring ) .
Per Nuraghe abbiamo Uruk ( altra città Sumera ) , con i nomi di Nuraki e S’Uraki di S. Vero Milis ,e poi col latino Nuragus , ad indicare l’intero villaggio o città , città che poi recentemente hanno preso i nomi di Villa – Grande o Villa-sor al posto di Nur con Villa e per lo stesso significato di città . C’è poi Cuccuru , che è un anagramma di Uruk ( Kuk–ur e Ur–uk ) , che è rimasto nome generico di luogo ( Cuccuru Longu o Piss’e Cuccuru , Lanusei ).
Abbiamo altre città con significato simile tra loro con Girasole ( Giru-suli come Geru –salemme o città del Sole o Sole-minis per lo stesso significato e Geru o Giru come Nur di Ur ).
Barumini ( da Baru- minois o città del Re e do- Minus come Minosse ).
Abbiamo così tutti i riferimenti alla cultura e alla mitologia greco- micenea con accenni di elementi minoici, quali il Monte Ida Olimpo dei Cretesi , Arridela Arianna , e a Minosse per Baru-minois ( o Minoi in greco , Città del Re -Minosse ) , perché i Micenei occuparono Creta e il Regno di Minosse e quindi le culture si fusero ( latino do-Minus da Minosse ) .
Abbiamo ancora nomi che riportano alla Mitologia greca con la parola sarda circinai in uso per tagliare in cerchio, da Circino , nome di Dedalo o Talo che è altro suo nome e che i Classici indicano venuto in Sardegna con Iolao e autore delle meravigliose costruzioni che si possono ammirare nell’Isola che vengono chiamate costruzioni dedaliche. Ad esso è attribuita la scoperta del compasso ( Cerchio o Circino , nome dato a Dedalo per questo , da cui circinai in Sardo ) e la conseguente invenzione della sega circolare , che aveva dato un importante contributo per facilitare la costruzione di navi ai Minoici e poi ai Micenei ( anche i Nuraghi sono tutti costruzioni circolari ).
I Sardi sono stati sempre all’interno di Stati e Imperi enormi che spaziavano dalle Colonne d’Ercole alla Mesopotamia a alla Persia e i nomi vengono da queste realtà anche lontane , come i manufatti , ma connesse in un unico impero con forti comunicazioni e commerci , sia coi Micenei , che con i Fenici parte dell’impero mesopotamico, e con Alessandro Magno con cui i Sardi Micenei si ritrovarono come Micenei e inviarono una ambasceria a Babilonia che i biografi di Alessandro Magno hanno registrato dal Re di Sardegna .
Dopo , con l’Impero Romano un nuovo enorme impero accomunava i Sardi , e i nomi romani della Sardegna come Alghero ( Algarius , luogo di alghe ) si ritrovano in altre parti dell’Impero ( Algeri ) o più lontano con Algecira per Cadice Spagna ( da Alghesarius ) e Al- Jazira , sempre dal latino Alghesarius , per la Mesopotamia o Iraqi , che derivava da Uruk per luogo di pregio , come città .
Con i Romani , in Sardegna i nomi delle persone e dei luoghi sono stati dati con la caratteristica della attività personali ( cognomi- professioni per agricoltura , industria e servizi ) o con la caratteristica dei luoghi ( Perdedu , Coccodu , Flumini ,etc ) e ciò anche negli altri luoghi dell’Impero per cui corrispondono , solo che in Sardegna questi nomi derivati dal Latino sono rimasti di più e più organicamente perché l’ Isola è scampata a più pesanti influenze e quindi si presta a dare traccia dei nomi latini anche per le altre lingue perché si conserva l’intero linguaggio e non solo riferimenti che in altre lingue non hanno significato e in Sardo ce l’hanno .
Marcello Pili
IL LIBRO NOVELLE LANUSEINE
UNIFORMI DEI GUERRIERI MICENEI E VESTITI ATTUALI DEI PASTORI SARDI

I pastori sardi sono in divisa da combattimento micenea sempre e tuttora oggi COME DESCRITTI DAGLI STORICI MICENEI PIù ILLUSTRI QUI CITATI , perchè da quando sono arrivati i fenici sulle coste è sempre stata guerra continua contro i fenici che attentavano alla libertà dei sardi - MICENEI e ne facevano schiavi dove arrivavano . SOLO CON L'IMPERO ROMANO I SARDI SI IDENTIFICARONO PERCHè ANCHE ESSI PROVENIENTI DALL'OCCIDENTE ANATOLICO .
OGGI I FENICI SONO PRESENTI IN FORZE IN SARDEGNA NEL SARCOFAGO DELLA DEA FENICIA A CAGLIARI IN VIA ROMA, INDICANDO FALSAMENTE CHE CAGLIARI SIA UNA CITTà FENICIA MA CAGLIARI è UNA CITTà ACHEA DA 8 SECOLI PRIMA CHE ARRIVASSERO I FENICI E I NURAGHI - COSTRUZIONI DEDALICHE SONO Lì SU TUTTO IL COLFO DI CAGLIARI DA 8 SECOLI PRIMA CHE ARRIVASSERO I FENICI .
KALE IN GRECO VUOL DIRE PROMONTORIO E KALARIS VUOL DIRE DEL PROMONTORIO . QUINDI CITTà DEL PROMONTORIO . EVIDENTEMENTE IL PROMONTORIO DI S. ELIA COME LO VEDIAMO OGGI E LA CITTà ERA SUL COLLE DI MONTE CLARO PIENO DI REPERTI ARCHEOLOGICI .
TUTTE LE LAPIDI , ANCHE A CAGLIARI ANCORA OGGI PRESENTI , DICONO KALARIS PER LA CITTà , E I FALSI CULTORI DELLA STORIA DELLA SARDEGNA CHE SONO I FENICI CHE STANNO INSTALLANDO UNA DITTATURA IN SARDEGNA VOGLIONO CAMBIARE E FALSIFICARE LA STORIA DEI SARDI PERCHè SANNO CHE ESSI SONO INGENUI E GLI stanno falsificando LA LORO GLORIOSA STORIA MICENEa PER FARLI SCHIAVI DELLA DEA FENICIA .
cagliari città fenicia non esiste .
dice il barone manno che mai i sardi subirono dominazione prima dei fenici , e i sardi micenei arretrarono spostando la capitale all'interno a barumini ( Baru -do- minus o baru -minois . per minosse , re miceneo in sardegna , e quindi città del re - minosse-miceneo di sardegna ) difesa da potenti muraglie costruite da dedalo l'architetto miceneo di minosse che venne in sardegna con iolao auriga di ercole e padre di sardo che diede il nome all'isola che prima si chiamava ichnusa o ichnussa e diede il nome ai sardi .
il nome di dedalo era anche quello in greco di circino perchè aveva inventato il compasso e quindi la sega circolare con cui si costruivano le navi dei sardi-micenei , e ancora in sardegna si dice circinai per tagliare in cerchio .
I FENICI ALLORA VIETARONO AI SARDI SOTTOMESSI LA COLTIVAZIONE DELLA VIGNA E DELLA FRUTTA PERCHè ESSENDO COLTURE RICCHE POTEVANO DARE RISORSE PER RIBELLARSI .
PER QUESTO SORU GOVERNATORE FENICIO SEGUE LA STESSA LINEA DI IMPEDIMENTO DI FARE BUONA ECONOMIA DISTRUGGENDO IL REDDITO DEI SARDI PERCHè NON SI RIBELLINO AI NUOVI FENICI , CHE DA CAGLIARI STANNO ORA SALENDO LE MONTAGNE INCantando i guerrieri achei che ancora hanno la uniforme di guerrieri micenei come vestito di tutti i giorni , tanto sono in guerra , con adulazioni alla lingua sarda come lingua misteriosa e non achea e latina , misteriosa solo per poltroni e poltrone dell'università fenicia , e cercando di accreditare che i sardi sono figli di schiavi fenici e non di guerrieri micenei , mentre figli di schiavi fenici sono quelli che queste falsità propongono per mangiare schiavi .
produrre la povertà per produrre sottomissione e schiavitù è la via corrente del divieto di costruire nel litorale , con le tasse a chi viene in sardegna per la casa , e così i sardi ingenui saranno ridotti in povertà e quindi messi a combattersi uno contro l'altro, che già avviene nella pratica di tutti i giorni con gioia dei fenici che stimolano i sardi tra di loro con la balentia , già valore civile e di difesa dello stato .
solo non riescono a imporre un movimento armato perchè i sardi sono lealisti verso i re ( micenei ) che li hanno guidati egregiamente per 1000 anni contro i fenici , e anche se si ammazzano perchè guidati fuori rotta dai fenici attualmente , questi non riescono a imporre movimenti armati come sono costruiti contro gli stato in ogni paese europeo come irlanda , pays basco , mafia siciliana , corsica , e per continuare l'arco fuori italia con libia da cui arriva la massa di migranti reclute e la palestina a cerchio sulla europa occidentale .
seppure conquista intiera dell'isola si fece allora dai Cartaginesi, e non si dee questa dire piuttosto occupazione di vari importanti siti e gara perpetua e sanguinosa coi nativi del paese che stavano loro appetto per scuotere o menomare la dura loro signoria.
E ben ragione eglino ebbero di tentar ogni modo onde star saldi contro a quelli invasori, se sincere sono le memorie che ne rimangono delle feroci loro istituzioni, e di quella ordinazione specialmente che legge di barbara e stolida vendetta può ben chiamarsi, e che riferita viene dall'autore del citato opuscolo attribuito ad Aristotile. Si narra dal medesimo che i Cartaginesi impadronitisi appena dell'isola, tutte le piante estirparono che di alimento potean fornire gli abitanti e vietarono inoltre sotto pena capitale nuove seminagioni di biade. La barbarie di questa legge non ingenera stupore in chi considera gli autori della medesima esser quelli stessi Cartaginesi che vittime umane immolavano all'ara dei loro Numi, e vittime impuberi, la pace degli Dei implorando col sangue di coloro per la vita dei quali le supplicazioni più frequentemente s'innalzano al cielo
Ben dunque a ragione può credersi che li Sardi ausati quali erano a veder scendere nei loro lidi i romani pretori traentisi dietro codazzo di schiavi, di donne e di garzoncelli, stupito abbiano all'aspetto d'un uomo che null'altro avea d'autorevole apparenza fuorché la severa sua fronte; ed allo stupore la più gran venerazione sarà succeduta, allorquando non più leggi scambiate coll'arbitrio, diritti soffocati dal favore, comandari iniqui, onesti provinciali supplicanti ai piè d'un liberto o d'una sgualdrinella, ma entro le mura del pretorio videro stoica rigidezza e scuola patente del giusto e dell'onesto. ( Marco Porcio Catone )
Il testo qui presente è di quell'Illustre Sardo che due secoli fa ha scritto il più importante libro di Storia della Sardegna che sempre viene utilizzato e mai citato dai Sufeti Fenici che a Cagliari lavorano per nascondere ai Sardi che sono Micenei e che firmano contro chi fa ricerca .
Questo Illustrissimo Sardo che non è per nulla paragonabile con i deboli di oggi Sufeti Fenici e con coloro che ad ogni passo parlano di Storia Misteriosa e Lingua Difficile già in questi tre passi dice cose che ora vengono spacciate per conoscenze recenti , nascondendo che sono note da oltre 150 anni , ma non vogliono citare l'Autore chè altrimenti le loro scoperte finiscono .
In queste tre Citazioni c'è la Sostanza delle scoperte falsamente indicate come recenti ( come la guerra perpetua tra Fenici e Micenei Nuragici , il Divieto di Fare vigna e di allevare alberi da frutto con la pena di Morte con cui i Fenici impedivano il benessere ai Sardi - come oggi col Divieto di costruire al Mare - per dominarli , e la totale adesione all'Impero Romano ) , per nascondere ai Sardi l'Autore di questa Illustrissima Storia .
L'Unico Mistero che c'è in Sardegna è perchè questi sono all'Università !!!
Chi conosce l'Autore di queste citazioni può comunicarcelo a info@isegretidelleconomia.it

Strada Nuragica . Sardegna Centrale
Copyright marcello pili
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La Sardegna ha Monumenti di questo rilievo in totale abbandono per non ricordare . Per non ricordare che la Sardegna ha avuto una storia importantissima con un insediamento Miceneo per 1500 anni che ha lasciato circa 8.000 castelli a torre che erano la più avanzata forma di urbanizzazione e di cultura di tutto l' Occidente per 1500 anni , e che si è integrato solo nell'Impero Romano. Tale insediamento Miceneo viene detto Nuragico per nascondere ai Sardi la discendenza dagli Achei Micenei che tutte le fonti classiche affermano e per poter fare quel lavoro che fu già dei Fenici , di riduzione del valore dei Sardi tramite la riduzione del potenziale economico col divieto di fare vigna con cui i Sardi avrebbero potuto avere le risorse per ribellarsi ( Oggi Anticapitalismo , con l'aggiunta di questo nascondimento della progenie Achea per meglio cercare di insinuare nei Sardi l'idea di poco valore ).
Questo Monumento importantissimo che tutti vedono uguale a quelli di Stonehenge é di prima dell'epoca Miceneo -Achea ,è una sepoltura di un Re dell'età della pietra , quando il commercio raggiungeva la Sardegna per il commercio dell'Ossidiana ( per fare punte di freccia e coltelli primitivi ) , Ossidiana di cui sono state trovate 170 fabbriche di quel periodo , per il commercio del sale e per le pelli . Commercio che darà luogo poi a quello successivo dei Metalli , che ha portato la migrazione Acheo -Micenea .
Questa isola del Mediterraneo , che sembra la più favorita dal punto di vista paesaggistico, è offesa da cattiva gestione per impedire ai Sardi lo sviluppo, da parte dei Nuovi Fenici che cercano di Dominare i Sardi boicottando lo sviluppo, svilendo la loro Storia che è invece importantissima e viene nascosta .
La memoria e le pietre ricordano che sono figli di popolazioni stimate e di navigatori onorati , oggi soggetti per l'ingenuità che fu positiva nel viaggio del mare e che costituisce una qualità .

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MARCELLO PILI
NOVELLE
LANUSEINE
Poesie,
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La Sfinge.
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Novelle
Lanuseine
Poesie,
storia, lingua, economia
Sommario
Novelle Lanuseine
Poesie
Storia
Lingua (Cognomi della Sardegna e
linguistica)
Economia
Contus
INDICE
Novelle Lanuseine.
1.
La spada piegata (il
cavaliere Celtico)
2.
Le venti pecore
3.
Monte Tricoli
4.
Piazza Martiri
5.
Gli Avi
6.
La colonia Romana di
Arbatax
7.
I tuoi fratelli sono
(uguali a) i tuoi Avi
8.
La lettura dell'Iliade
(gli Achei)
9.
Il viaggio a Niu Susu
(la vacanza)
10.
La nave Ichnusa, i velieri
11.
Gennargentu, Bau 'e Melas, Tombe dei Giganti
12.
La corsa dei cavalli a Sa Serra (vendemmia a Tucci)
13.
Il castello di famiglia dei Sulis a Taccu (Sulis o Solis, le
popolazioni del sole che vedevano sorgere il sole)
14.
S. Vincenzo
15.
S. Lucia
16.
L'invenzione della ruota (i carrucci)
17.
Sa lissia
18.
Su pani
19.
Gli amici
20.
La visita al prato (in primavera)
21.
La tomba di Iolao (Sardus Pater)
22.
Monte Nulai
23.
I soldi del Re
24.
Distruttori di società (i relitti di Cea)
25.
Lo specchio della finestra
1.
D'estate
2.
Primavera
3.
Gennargentu
4.
Tavolara
5.
Arbatax
6.
Cagliari
Lingua.
1.
Cognomi della Sardegna
2.
Linguistica e grammatica
3.
Vocabolario, frasi idiomatiche
Novelle Lanuseine
Premessa
La Sardegna ha una storia molto più ricca e
interessante di quanto comunemente è conosciuto.
Anzi, ormai questa consapevolezza è intuita
abbastanza generalmente per la frequenza di vestigia di città e villaggi
nuragici, ma la nozione di storia precisa e ricca, modulata dai fatti precisi
non è molto conosciuta. Questi documenti rinforzano l'idea di storia di tutto
rispetto, fino ai tempi dell'oblio recente.
Una generale cancellazione del passato lontano (3.500
- 4.000 anni fa), e di quello recente (Romano) è parte di una cultura di
dominio imposta e non vera.
La conoscenza è l'incontro con la storia, piena di
documenti di pregio.
Avamposto Miceneo in Occidente in epoca antichissima
(3.500 anni fa), la Sardegna documenta l'arrivo massiccio di popolazioni
progredite e guerriere che hanno costruito villaggi e torri a difesa dei
villaggi e che tenevano i rapporti con le popolazioni di oriente da cui venivano
i Micenei.
La linea di movimento e di arrivo dei Micenei può
essere quella classica della navigazione Micenea e del commercio Miceneo,
che si è installata su quella più antica della Sardegna con l'oriente
dell'Asia mediterranea che esisteva dall'età della pietra , quando il commercio
con la Sardegna prendeva ossidiana, grezza e lavorata, sale e pelli, prima della
scoperta dei metalli, che poi diedero un altro impulso al commercio e anche
all'arrivo dei Micenei. Questa è la linea Acaia, Creta, Egitto, Cirenaica,
Cartago, Cale (Cagliari).
Dall'Africa si saliva agevolmente con lo scirocco e
si scendeva col maestrale, e nelle giornate chiare le montagne del Sud della
Sardegna sono ben visibili da lontano, e al largo della costa africana si può
intercettare la vista delle montagne del Sud dell'Isola a forma di Sandalo.
Queste storie vengono raccontate con ciò che le
pietre dicono, i luoghi e gli dei Mani.

Tomba di Re Miceneo ( Sardegna centrale . Foto Marcello Pili )
NOVELLE
LANUSEINE
Indice
1.
La spada piegata (il cavaliere Celtico)
2.
Le venti pecore
3.
Monte Tricoli
4.
Piazza Martiri
5.
Gli Avi
6.
La colonia Romana di Arbatax
7.
I tuoi fratelli sono (uguali a) i tuoi Avi
8.
La lettura dell'Iliade (gli Achei)
9.
Il viaggio a Niu Susu (la vacanza)
10.
La nave Ichnusa, i velieri
11.
Gennargentu, Bau 'e Melas , Tombe dei Giganti
12.
La corsa dei cavalli a Sa Serra (vendemmia a Tucci)
13.
Il castello di famiglia dei Sulis a Taccu (Sulis o Solis, le popolazioni
del sole che vedevano sorgere il sole)
14.
S. Vincenzo
15.
S. Lucia
16.
L'invenzione della ruota (i carrucci)
17.
Sa lissia
18.
Su pani
19.
Gli amici
20.
La visita al prato (in primavera)
21.
La tomba di Iolao (Sardus Pater)
22.
Monte Nulai
23.
I soldi del Re
24.
Distruttori di società (i relitti di Cea)
25.
Lo specchio della finestra
NOVELLE
LANUSEINE
La spada
piegata (Il cavaliere Celtico)
Filippo venne da me portandomi un trofeo: una spada piegata.
Questa era vera, con l'elsa in bronzo, un po’ arrugginita perché stava
sottoterra, ma era in buone condizioni.
Nessuno di noi capiva perché una spada fosse piegata, ma in fondo era un
regalo, un dono, un ritrovamento e interessante.
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Le venti
pecore.
La
corriera di Contu passava una volta al giorno e andava a Cagliari. Ma era più
frequente trovare chi andava a Cagliari per "l'impresa" e faceva il
viaggio in compagnia.
Seicento pulcini pigolavano per tutto il viaggio di ritorno instancabili,
interrotti solo un momento quando c'era una frenata o una accelerata.
Si era passati prima a Cagliari a raccogliere i pulcini "già
vaccinati" e ciò sembrava una cosa incredibile, che i pulcini fossero
vaccinati quando ancora non si era sicuri di vaccinare le persone. La mattina si
era partiti all'alba, alle 5. Si camminava per Sa Serra che offriva un
accorciamento di tempo ma tra curve e polvere.
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STRADA ROMANA - SARDEGNA CENTRALE
COPYRIGHT FOTO MARCELLO PILI
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(SEGUE……NOVELLE
LANUSEINE )
( ESPANOL )

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DA NOVELLE
LANUSEINE
DI MARCELLO PILI
OK
.....................................................................18-OTT-05.........................
E OGGI

MARCELLO FOIS ....................18 - 10 - 06 ......................
Gavino Sanna replica : La lezione della Balentia Sarda e i cattivi maestri .
"Criticavo questa corsa , questa bravura a farci male gareggiando nel peggio " " ( Balentia )
DI GAVINO SANNA : L'UNIONE SARDA - CULTURA - 18 -10-05
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