La gestione totalitaria dell’economia ( Anticapitalismo  e divieto  Fenicio di fare vigna per impoverire  la gente !) di Prof. Marcello Pili

CAPITOLO 6 LA GESTIONE TOTALITARIA DELL’ECONOMIA.

 

6.1 Strumenti totali: comunismo e falso ecologismo.

 

Il comunismo è uno strumento di gestione totalitaria dell’economia. Il comunismo sottrae al cittadino il diritto sul proprio reddito, gli impedisce l’iniziativa di impresa, gli dà diritto a qualche alimento se ne sa (e non ne sa) produrre, quindi il cittadino è schiavo dello Stato e delle clientele del partito comunista che è dominante sempre dopo violenze.

Tolto il comunismo totale, come strumento di dominio totale abbiamo tutte le forme di azione “socialiste” presenti nelle economie che si dicono (come l’Italia) ancora liberali ma non lo sono, e cioè almeno in tutta l’Europa Continentale prossima alla Cortina di Ferro.

Il falso ecologismo sta affiancando con falsi pretesti e sta sostituendo il divieto di fare economia del comunismo col divieto di fare economia perché “violerebbe” qualunque falso rispetto della natura. Quindi c’è il falso rispetto della natura usato come strumento per togliere i diritti agli uomini.

Esempio di questo gravissimo divieto di fare economia in Italia è il blocco delle Autostrade, che da solo provoca migliaia di morti all’anno e quindi questi falsi ecologisti sono criminali come i comunisti che anch’essi si nascondevano, e non troppo, dicendo che volevano il bene di chi uccidevano.

Il divieto di fare economia dei falsi ecologisti si estende in tutte le direzioni stabilendo con prepotenza limitazioni alla libertà del cittadino con limiti alla circolazione stradale che sono solo limitazioni della produzione e violazioni dei diritti dei cittadini.

C’è anche una vulgata di falsa economia “ecologista”, che alcuni studenti particolarmente plagiati e deboli in economia portano agli esami secondo cui il “rispetto della natura” comporta la riduzione del livello di produzione totale.

Ciò è totalmente falso ed è come dire che il rispetto dei diritti sindacali giusti debba comportare la riduzione dell'attività economica, che è falso.

Ciò è perciò falso completamente e mette in evidenza che il falso ecologismo è lo strumento del comunismo per bloccare l’economia e costituire un dominio sulla popolazione per ora e per il futuro.

Il falso ecologismo è particolarmente pericoloso per la possibilità di corruzione dell’economia e del sapere scientifico, come novella teoria della terra piatta, mentre è piatta o peggio solo la testa degli ecologisti che si nascondono con la falsa protezione della natura.

Quindi comunismo e falso ecologismo sono gli strumenti della gestione totalitaria dell’economia e le tasse altissime e i falsi vincoli ecologistici sono mezzi intermedi per questo obiettivo totalitario.

I veri ecologisti sono le guardie forestali e i vecchi contadini che sfruttavano la natura conservandola.

Ora che le terre agricole sono per metà abbandonate, esse ritornano allo stato di selve naturalmente senza l’intervento di nessuno.

I falsi ecologisti sono solo la frode del 20° secolo e della falsa modernità.

 

 

6.2 Strumenti parziali: corruzione parziale degli strumenti liberali e di mercato.

 

Gli strumenti parziali della corruzione comunista dell’economia sono l’uso degli strumenti comuni dell’economia, salari, tassi di interesse, prezzi, finanziamenti agevolati, utilizzati non come la teoria economica indica per l’ottimo dell’economia e per la massima produzione ma in modo opposto, per la minima produzione e per trarre un beneficio clientelare alla clientela comunista.

            Gli altissimi tassi di interesse che ci sono stati in Italia per venti anni fino quasi ad ora (1999) hanno danneggiato l’economia e le famiglie e sono stati sostenuti dai comunisti al fine di avere contropartite dalle banche, quali assunzioni e partecipazioni alla gestione, finanziamenti etc., etc..

            Alti salari (cosiddetta pressione salariale degli anni ’70 fatta dal sindacato irresponsabile) hanno distrutto l’economia italiana (imprese e imprese) per lasciare poi i lavoratori disoccupati ad accusare il “capitalismo” anziché i sindacati stessi.

            La chiusura delle centrali nucleari  in Italia ha comportato un aumento della domanda italiana di petrolio e quindi ciò è stato ed è un sostegno ai paesi OPEC ed al loro cartello sul petrolio che si spiega solo con la comune influenza dei comunisti e il contrasto con l’interesse nazionale dell’Italia.

            L’aumento della spesa pubblica ben oltre il superamento del punto in cui l’utilità pubblica (presunta) è inferiore (per l’utilità marginale decrescente della spesa) a quella privata di spendere la stessa somma è stata fatta per il nocumento che porta all’Economia con tasse e imposte e per il vantaggio di assunzioni clientelari comuniste per il controllo di parte degli apparati dello Stato.

 

            Il comunismo, quando non è un regime totalitario completo, è un regime totalitario incompleto con la corruzione dell’economia e degli apparati dello Stato, fatta con l’uso degli apparati pubblici opposto al benessere, e costituendo così uno stato nello stato legale, uno stato parallelo dominato dai comunisti e con dominio sui cittadini.

 

6.3 Gestione ideologica, cioè falsa, dell’economia.

 

La gestione dell’economia si presenta per tutte queste ragioni luogo di falsificazione e di dominio settario e religioso, e molti apparenti “liberi” imprenditori vanno visti come imprenditori che svolgono attività economica sotto dominio religioso o settario e traggono profitti che la compiacenza politica fa arrivare a loro.

Esempio di questo possono essere visti i beneficiari di privatizzazioni pubbliche o imprenditori che “esplodono” al formarsi di un governo comunista, come era nella vecchia abitudine dell’URSS di avere imprenditori amici nel “libero” mercato con cui fare gli affari loro senza apparire come Partito Comunista.

 

Se l’economia, avente le sue leggi di libertà e di mercato che, abbiamo indicato, viene gestita all’incontrario senza la libertà, contro i mercati, non verso i suoi livelli di ottimo ma forzando verso le soluzioni diverse ed opposte con argomenti falsi di giustezza, di presunta morale o per l’uomo o per il falso rispetto della natura, come per esempio una tassazione mortifera, allora si avrà proprio una teoria della povertà, per produrre il massimo di malessere, per accrescere le sottomissioni e nascondendo la mano dicendo noi vogliamo salvare l’uomo, la natura e blà blà blà ancora falsificando oltre.

Questi non vogliono salvare niente ma solo salvare il loro dominio su chi fa l’economia e sulla sua libertà nemica della tirannia.

 

Se un tasso di interesse è più alto, se un prezzo è più alto, se un altro prezzo è più alto (case per l “equo” canone), il vantaggio economico dell’uomo è distrutto e la falsa economia settaria e religiosa è contro l’uomo, per la sua povertà e per la sua sottomissione.

E’ degli uomini liberi vedere bene questo e metter fuori dall’economia e dalla politica sette e religioni con la loro corruzione del sapere scientifico costruita per ridurre l’uomo in schiavitù e costruita quindi contro l’uomo.

 

6.3.1 False accuse di peccato da sette e religioni. Peccato di consumismo.

 

Le sette e religioni che si nascondono sotto vesti politiche comuniste e di “democrazia” cristiana lanciano anatemi contro l’economia come Geremia con le sue Geremiadi.

Il punto di attacco è il peccato di consumismo.

Questa ideologia contro il consumo mira a minare il funzionamento del mercato e dell’economia il cui fine ultimo è il consumo e il benessere. Se il consumo è accusato di consumismo come fosse una cosa non necessaria, ma necessaria sì la fame e la povertà, allora tutta l’economia, mancando il fine ultimo di consumare crollerebbe. Chi farebbe lo sforzo di una vita ordinata e laboriosa senza il fine di godere dei frutti del proprio lavoro? Nessuno.

L’attacco quindi al consumo è un attacco “scientifico” perché conosce l’importanza della funzione ultima dell’economia, cioè il benessere.

Senza il consumismo e il benessere vi è la povertà e la religione o setta così più facilmente sui poveri può proporre lo spiazzamento su un’altra vita, tanto questa è pregiudicata dalla povertà; a ciò serve l’anatema di consumismo anti – consumo.

Frutto della lotta al consumismo è anche la fila autostradale della Domenica, dato che forse le Autostrade risparmierebbero a non fare pagare la gente la Domenica dando il giorno libero a tutti i dipendenti, ma ciò spingerebbe sempre più genti fuori città per riti di svago non settari ne religiosi che invece le code Autostradali propongono di svolgere in città forzando a stare in città (per riti religiosi o la messa?).

Così durante le ferie annuali incidenti gravi e morti si verificano sulle Autostrade per l’insufficienza di queste dovute al piano criminale settario – falso ecologista che blocca le Autostrade fino a far cadere Ministri (Di Pietro) che volevano riprenderne la costruzione (Firenze – Bologna).

Le Autostrade sono bloccate per fini anticonsumisti dal 1973. Il traffico che vi si svolge è oggi di 70.000 passaggi giornalieri che sono la causa degli incidenti e che sono 10 volte (dicasi dieci volte) il carico di collaudo delle Autostrade che era stato calcolato per 7.000 passaggi giornalieri.

L’accusa alla gente di essere la causa degli incidenti fa parte del bagaglio settario di colpire con la punizione chi si indica falsamente avere commesso il peccato.

L’armamentario di chi è settario è in questo caso l’accusa di peccato per nascondere l’azione criminale di blocco delle Autostrade che è poi anche il blocco dell’economia per il vincolo di lentezza ai trasporti. Chi avesse visto la lentezza del traffico nella tangenziale di Milano non può non vedere che di blocco anticapitalistico e settario si tratta certo.

 

 

6.3.2 Peccato di sfruttamento.

 

La parte militare settario – religiosa (marxismo) ha prodotto subito l’accusa di peccato più pesante quando si è ripresa l’organizzazione economica fuori dal contesto religioso – settario che aveva fatta morire l’economia nel Medioevo.

L’accusa di peccato di sfruttamento è stata fatta con veemenza vile accusando l’imprenditore che dava lavoro e benessere, invece della servitù della terra che dava la chiesa precedentemente, di essere uno sfruttatore.

Così si propone che non era la chiesa sfruttatrice degli schiavi che teneva nella sua terra, che era metà del territorio dell’Europa, ma invece faceva “peccato di sfruttamento” chi dava ora un lavoro libero a un cittadino libero e lo pagava tanto bene che tutti correvano via dalla campagna dove erano schiavi della chiesa e dei nobili.

Così questa accusa di peccato costituì la base dell’anticapitalismo della chiesa e dell’azione criminale del comunismo.

Il ridicolo di questa accusa è che lo sfruttamento doveva essere più alto dove era più alto il “capitale”, ed invece vi era più alto il benessere. Così lo “sfruttamento” è più alto nei paesi occidentali sviluppati che nel terzo mondo che non ha capitalismo e quindi è chiaro che il non sfruttamento starebbe con la povertà.

Il danno di questa accusa di peccato di sfruttamento sono stati 100 anni di stragi e genocidi del comunismo nel XX° secolo, che nessuno si meritava.

Ma vi è chi fa la storia con le stragi.

 

 

6.3.3 Il peccato di presunzione.

 

Un altro peccato di presunzione è l’accusa all’uomo che vuole progredire, accusa che si rivolge insieme alla produzione economica e a quella scientifica. Questa ideologica contro l’economia e la scienza accusa di peccato chi si sottrae ad un destino miserabile e animale con l’iniziativa economica e con il coltivare la scienza. Dice Geremia (nelle sue Geremiadi) guai all’uomo che ha fiducia nell’uomo (Ma lasciamo perdere!).

Tutto il mondo pagano è la rappresentazione dell’uomo che vuole progredire economicamente e scientificazione e adora gli dei che non vogliono la povertà e che danno loro il benessere.

La costruzione umana (supponiamo di città e benessere) economica e di scienza è accusata di presunzione e di affronto (nientemeno) al dio settario.

 

 

6.3.4 Peccato di egoismo.

 

Se ciascuno di noi ha un obiettivo nella vita, magari diverso dagli altri, vuole curare i propri figli (così gli altri cureranno i loro), egli è detto un egoista. Questa è una ideologia contro il Mercato e i suoi risultati positivi. Abbiamo già fatto l’esempio del panettiere, esempio fatto da Adam Smith, che era precedentemente un professore di Morale, e che diceva che il panettiere faceva il pane “per egoismo” ma lo faceva e così tutti avevano il pane, altrimenti nessuno lo avrebbe avuto perché quelli che accusano di peccato di egoismo non lo fanno poi il pane per regalarlo senza egoismo. Così il panettiere può avere “l’egoismo” di voler far studiare i figli e tutti possono farlo come lui invece di mandare i figli a mendicare (allora) o a fare lavori socialmente utili oggi, utili a nessuno (o ai politici).

 

 

6.3.5 Peccato contro l’uomo.

 

Peccato contro l’uomo è l’ideologia contro l’uso del lavoro, peccato chiaramente a favore della povertà (che non comporta nessun peccato).

Questo avviene indicando che l’uomo viene usato come “merce” nel mercato del lavoro dove invece lui trova immediata accoglienza e valutazione e prende subito un lavoro alla semplicissima condizione che almeno uno degli imprenditori (uno qualsiasi) che vengono a quel mercato del lavoro abbia bisogno di lui.

Cosa c’è che offende l’ “uomo” in ciò? Proprio niente! Si dice l’uomo non è una merce e altri blà blà. Se l’uomo non va sul mercato del lavoro dove va per cercare il lavoro?

Lo cerca da sé in proprio senza il mercato?

Sarà solo più lunga, faticosa e meno remunerativa la sua strada perché non potrà verificare le sue possibilità con tutte quelle offerte dal e sul mercato.